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Comune di Tagliacozzo

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Testi di Padre Nicola Petrone maggiori info autore
La storia del contado di Tagliacozzo ha inizio verso il 1000. In quell’epoca, due famiglie ebbero il sopravvento sulle altre e dettero l’avvio ad una duplice serie di Signori: i Bonaventura, discendenti di Ruggero di Comino, parente dei Conti dei Marsi e i de’ Pontibus. Dal processo di beatificazione del monaco Oddone da Novara si apprende che nel 1190 era signore di Tagliacozzo Bonaventura, fratello dell’abbadessa di S. Cosma Adoisia. Questo primo Bonaventura ebbe un figlio di nome Berardo che in quello stesso anno fu inviato a Roma dalla zia Adoisia per ottenere dalla Sede Apostolica il permesso di far restare a Tagliacozzo il monaco Oddone quale confessore delle monache di S. Cosma.

Nel 1240, in occasione del processo di Beatificazione del detto monaco, era Signore di Tagliacozzo il figlio di Berardo, Bonaventura che, poco dopo, si trasferì a Roma, dando origine alla dinastia dei “Bonaventurini”. Altra famiglia che dominò nella cittadina marsicana, prima con i Bonaventura e poi da sola fu quella dei de’ Pontibus. La famiglia dei Bonaventura era unita in parentela a due pontefici: Clemente III e Innocenzo III. La famiglia de’ Pontibus non avendo legami di parentela con i pontefici, pensò di unirsi, tramite matrimonio, con la famiglia Orsini. Bartolomeo de Taleacozzo, al quale la superiora di San Cosma, Adoisia, nel 1207 aveva intentato un processo, fu il padre di Risabella che andò sposa a Napoleone Orsini.

Quando i due si sposarono, i Bonaventura si erano già trasferiti a Roma, quindi i de’ Pontibus erano gli unici Signori del contado e Risabella poté portare questo castello come dote a suo marito Orsini; cosi la famiglia Orsini prese possesso della signoria di Tagliacozzo. Fra Tommaso e i francescani, dando inizio ad un “locus Sancti Francisci” in questo centro marsicano, ebbero relazioni sia con la famiglia dei Bonaventura che con i de’ Pontibus.,
Il monaco cistercense Oddone da Novara, vissuto quasi cento anni e morto nel 1198 a Tagliacozzo, in occasione della traslazione del suo corpo nella chiesa di San Cosma avvenuta nel 1240, operò molti miracoli, tanto che Gregorio IX fu indotto ad avviare la causa di Beatificazione, affidando il compito di redigere il processo informativo sui miracoli, “unde cum viri tanti memoria non debeat apud homines deperire”, a “Maccabeo abate di Turano e a fra Pietro dei minori di San Francesco, superiore della custodia marsicana”.

Questo nobile compito affidato dal Vicario di Cristo ad un nostro
religioso dimostra che i frati di Tagliacozzo e dell’intera Marsica godevano stima e rispetto da parte delle autorità ecclesiastiche, ma testimonia pure come la famiglia Bonaventura, impegnata per una positiva e rapida soluzione del processo, abbia posto i suoi buoni uffici presso il Papa per tale nomina. Quando i religiosi decisero di riedificare la chiesa di Santa Maria in Silvis, ricorsero ai de’ Pontibus ed ecco la “quaedam matrona de Ursini” di cui parlano il Ridolfi ed altri storici. Questa matrona è Risabella sorella di Andrea de’ Pontibus che andò sposa a Napoleone Orsini, e che in data 9 marzo 1270, con atto testamentario, nominava “erede dei beni” posseduti a Tagliacozzo la famiglia Orsini. “Risabella aveva assunto col matrimonio il cognome Orsini”, e fu lei che invogliò fra Tommaso e gli altri frati ad abbattere l’antica chiesetta romanica per riedificare il nuovo tempio gotico con l’attiguo convento.

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I Signori di Tagliacozzo in aiuto ai Francescani

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