Comune di Celano

La più antica testimonianza di un loro culto nella marsica è del secolo XI°: il Vescovo Pandolfo (destinatario di un documento di Papa Stefano IX nel 1057, Jaffè- Wattenbach, n. 4377) opera l’invenzione delle loro reliquie e le dispone sotto l’altare maggiore di san Giovanni Vecchio, l’antica collegiata di Celano.

La notizia è riferita in un’iscrizione (tarda) e nell’Ughelli (I, col.891), il quale a sua volta la riprende dal Corsignani (Deviris IllustribusMarsorum liber singularis, Roma 1712, p. 132).
Distrutta Celano da Federico secondo nel 1223, le reliquie vengono trasportate nella nuova Collegiata il 10giugno 1406, come si ricava da un’iscrizione contemporanea.

Tale iscrizione da anche un breve racconto del martirio dei tre Santi tratto dalla passio (BHL, II, p.1127,n.7789) ed è questo il più antico riferimento che possediamo di questo testo, peraltro di nessun  valore storico.

Eccone comunque un sunto:
Sotto Antonio Pio (138-161) una nobile famiglia di Borgogna si converte; la madre Gaudenzia si ritira in un monastero mentre il padre Simplicio ed i figli Costanzo e Vittoriano si danno con impegno alla propagazione della fede.
Intanto il prefetto Ponzio è inviato “in franciam” con severe istruzioni contro i cristiani.
Fa arrestare i tre Burgundi, che davanti al suo tribunale gli illustrano la teologia della trinità e della redenzione.

Dopo aver affrontato torture, i tre sono rinchiusi in un carcere, Ponzio, allora, li invita a Roma per farli condannare a morte.
I santi vengono seguiti da moltissimi nuovi cristiani e, durante un incontro, avviene una sedizione nella quale sono uccisi molti pagani e Simplicio, Costanzo e Vittoriano sono arrestati e portati alla presenza di Antonino Pio che trascorre le ferie nella Marsica.

Alla loro professione della fede l’imperatore li fa gettare nuovamente in carcere.
Il 26 Agosto vengono decapitati “ad Auream fontem”, espressione con cui lo scrittore intende certamente indicare il luogo ove sorgeva S.Giovanni Vecchio che anche in altri testi è detto ” S. Ioannis in capite acquae”.

Avviene allora un pauroso terremoto: uno dei carnefici si converte e con altri si reca dal Diacono Fiorenzo pregandolo di scrivere gli ATTI del martirio dei tre Santi.

Testo ufficiale dell’Enciclopedia Sanctorum

avezzano t2

t4

I Santi Martiri

avezzano t4

t5