Premesso che comunque già esistevano le macchine, nel paese nel dopo guerra ve ne erano due o tre in tutto: si ricordano l’Alfa di Rocco Scansano e la macchina del dottor De Medicis Francesco. Successivamente, negli anni 60, si arrivò a circa una decina di automobili, nel 65 a circa una trentina e negli anni 70 a circa un centinaio.

Erano molto diffuse la Bianchina, la Fiat 850, la 600, la 500 e le Api Piaggio.

 

Gli altri mezzi di trasporto erano:

  1. Le biciclette: esse erano presenti fin dagli anni 30 e nel dopo guerra le possedevano diverse famiglie. Con esse si andava a Roma a lavorare (1 volta a settimana) o a Fucino per andare a coltivare la campagna. Alla fine degli anni 50 erano molte diffuse.
  2. La biga: trainata da un cavallo o mulo,  permetteva il trasporto di 1 o 2 persone.
  3. I carretti: ad uso privato, erano trainati dai muli e servivano per il trasporto del grano, del fieno, della legna e degli altri generi agricoli. Poi c’erano i carri grandi a quattro ruote, trainati da due muli di grosse dimensioni e facevano il servizio di trasporto con gli altri centri marsicani, portando legna quando scendevano e generi alimentari e carbone quando risalivano. Per quanto riguarda i trasporti agricoli da Fucino a volte ai carri venivano trainati dai buoi, perché più forti, anche se meno veloci. Essi erano in tutto 7 e li avevano: Catena, il padre di Marrich, Pazzareje, Rocco Frammilia, Supplizio, Pacecca ed i V’lpitt.

 

Biga a due posti ad Amplero, con don

Del Turco Mario a sinistra per chi legge.

 

Ape del 51 adibita a trasporto pesce, zona  Borgo.

avezzano t2

t4

I mezzi di trasporto
I mezzi di trasporto

avezzano t4

t5