Voluta da Leonello di Acclozamora e Jacovella dei Conti Ruggeri di Celano a metà del quattrocento, ma terminata sotto i Piccolomini nel 1508, Sanctae Mariae de Valleviridi con il suo annesso convento dei Riformati di S. Giovanni da Capestrano è indubbiamente la più bella chiesa rinascimentale francescana della Marsica: è del 1504 l’atto di fondazione indirizzato da Giulio Il a Giovanna Piccolomini d’Aragona.

Con il cinquecento, ad opera dei Piccolomini, la struttura cultuale fu arricchita da cappelle affrescate, cripta, coro ligneo, refettorio e due belle pale d’altare. Il convento con il bel chiostro, che arrivò ad ospitare fino a 50 frati, fu soppresso da Gioachino Murat nel 1809: danneggiato dal terremoto del 1915 fu restaurato nel 1932, restauro che permise il ritorno definitivo dei frati. Attualmente parte del convento è utilizzato come centro polivalente con piccolo museo annesso e ricca Biblioteca di S. Maria Valleverde in via di accrescimento data la cura amorevole di P. Osvaldo Lemme.

La chiesa si presenta con facciata a coronamento orizzontale, divisa in due parti da una cornice mediana con sottostante portale a strombo archivoltato di scuola aquilana del 1508 e sovrastante ampio finestrone voltato con superiore stemma dei sovrani di AragonaCastiglia.

Sull’architrave del portale è l’Agnus Dei con stendardo dei Piccolomini e iscrizione con data 1508 in latino, mentre nella lunetta superiore è un affresco raffigurante Madonna con Bambino tra i Santi Francesco e S. Giovanni da Capestrano. Sul retro dell’edificio è l’elegante abside poligonale decorato da monofore tardo-gotiche trilobate.

L’interno francescano, ad unica navata con volta a crociera, presenta tre cappelle laterali affrescate: la terza è dotata di pregevoli affreschi delle Storie della Vergine opera del pittore veneziano Paolo Zoppare del 1558. Sulla parete destra, in alto, sono esposte le due belle pale d’altare: quella della Natività di scuola umbro-senese dei primi decenni del. ‘500; quella di Gesù e il Cireneo che è stata attribuita al famoso Giovanni Antonio Bazzi detto “il Sodoma” e datata al 1525-1530.

Al centro, prima del presbiterio, è la balaustrata della scala di ingresso alla cripta a pianta poligonale detta Paradiso del 1520-1530 con fine portone ligneo intagliato inserito su arco ribassato rinascimentale e stemmi laterali riferibili al sovrani di Aragona-Castiglia e dei conti Piccolomini – Silveri contrassegnati dall’aquila imperiale di Carlo V: nell’interno, decorato da affreschi, è il sepolcro di Berardino Silveri Piccolomini, Vescovo di Teramo, arcivescovo di Sorrento e Maggiordomo del Papa Paolo III. Il presbiterio ha sul fondo il coro ligneo del 15 10, realizzato per volere di Giovanna Piccolomini d’Aragona dai maestri intagliatori Beltramo Lombardo e Giovanni Di Modena.

L’affiancato convento presenta il bel chiostro della seconda metà del quattrocento con il porticato a pilastri quadrati decorati dalle mezzelune e croci dei Piccolomini e interno refettorio decorato sul fondo da un grande tripartito lunotto affrescato nel tardo ‘500 da un artista manierista imitante il Sodoma con scene della Vita di Gesù: nella zona centrale, in alto, è la più antica raffigurazione di Celano visto da ovest con il Castello, la Porta S. Angelo e il nascente quartiere di S. Angelo-Cotarda.

N.B. Per approfondimenti visitare la sezione Chiese di Celano>>

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I CONVENTI NELLA MARSICA ( Chiesa - Convento di Santa Maria Valleverde )
I CONVENTI NELLA MARSICA ( Chiesa - Convento di Santa Maria Valleverde )

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