Comune di Scurcola Marsicana

Nell’archivio diocesano di Avezzano si conserva copia autenticata di un atto pubblico del 12 giugno 1542, concercernente i confini tra le due “università” di Scurcola e Cappelle. Alla presenza del viceduca di Tagliacozzo e del viceconte di Albe, oltre quella di numerosi altri “magnifici” signori, i Massari delle due università si accordano circa la linea di confine da stabilire fra l’uno e l’altro territorio, soprattutto al fine di evitare liti per il pascolo.

Tale linea, contrassegnata da un territorio promiscuo, è quella – e citiamo il testo in latino – “in planitie inclusa inter hos onfines videlicet: incipiendo a flumine publico usque ad Zepperiam descendendo ad Septem Pontes, et ad Sanctum Venantium, et in Monte Sancti Felicis” (ossia: “nella pianura inclusa tra questi confini, cioè a cominciare dal fiume pubblico fino a Zepperia, discendendo fino a Setteponti, e a S. Venanzio, e nel monte S. Felice”).

Dal documento risulta che la vertenza non era solo con Scurcola, ma anche con Cese; così come lo era con Albe e Antrosano per la Selva di Agnano (l’abbiamo già visto) e con Avezzano per il Castagneto di Cesolino o di S. Bartolomeo. Una vita travagliata, dunque, quella della comunità di Cappelle nei secoli scorsi, cui si cercava di porre rimedio con il ricorso alle autorità e – come nel disegno qui allegato – con una precisa anche se artigianale documentazione topografica.

Testi a cura del prof. Angelo Melchiorre  

avezzano t2

t4

I confini con Scurcola dei Marsi
I confini con Scurcola dei Marsi

avezzano t4

t5