I Colonna duchi dei Marsi

Le lotte tra gli Orsini ed i Colonna non accennavano a finire. Passò del tempo e nuovi avvenimenti accaddero nel regno di Napoli. Fabrizio Colonna, approfittando della calata di Carlo VIII che voleva impadronirsi di quel regno che un tempo era stato della casa d’Angiò, riuscì a cacciare gli Orsini dalla Marsica, guadagnandosi la riconoscenza di Carlo VIII, il quale gli concesse i contadi di Albe e Tagliacozzo. Una volta partito Carlo VIII, l’investitura dei due feudi gli fu riconfermata da Ferdinando II, provocando così la pronta reazione di Virginio Orsíni, che, dopo aver messo a ferro e fuoco le terre di Avezzano, fu fatto prigioniero e rinchiuso nel castello dell’Ovo a Napoli, dove morì.
Federico Il, nel luglio del 1497, con due diplomi, diede a Fabrizio Colonna la formale investitura dei feudi che Ferdinando II aveva concesso solo a parole. Col primo diploma gli furono assegnate le terre dei contadi di Albe e Tagliacozzo, compresa la baronia di Carsoli; col secondo la baronia di Civitella Roveto.

Le terre di cui si compose il ducato furono: Tagliacozzo, Albe, Celle, Oricola, Carsoli, Rocca di Botte, Pereto, Colli, Tremonti, Rocca Cerro, Verucchio, Cappadocia, Petrella, Pagliara, Castellafiume, Corcumello, Cese, Scurcola, Poggio S. Donato, Scanzano, Sante Marie, Castelvecchio, Marano, Torano, Tusco, Spedino, Corvaro, Castelmenardo, S. Anatolia, Rosciolo, Magliano, Paterno, Avezzano, Luco, Canistro, Civita d’Antino, Cappelle, Capistrello, Pescocanale, Civitella, Meta, Revecate e Roccavivi. Le terre di Paterno furono corse e ripercorse ora dalle truppe degli Orsini, ora da quelle dei Colonna, anche quando Paterno era sotto il contado di Celano e, quindi, dei Piccolomini.
Dopo il periodo di appartenenza al contado di Celano, testimoniataci da due diplomi, uno del 1417 e l’altro del 1484, Paterno tornò a far parte del contado di Albe, come ci testimonia il diploma dell’anno 1497, di quella città alla quale fu originariamente unita al tempo degli Albensi e dei Marsi.

Dopo tale sistemazione operata da re Federico, glì Orsìni, nemici irriducibili dei Colonna, riaprirono ben presto le ostilità. Entrarono nella Marsica, occupando le contee dì Albe e Taglìacozzo e, in un secondo momento, tutto l’Abruzzo.
Ma, allorché Francesi e Spagnoli si affrontarono per impadronirsi del regno di Napoli, Fabrizio, dopo aver riconquistato l’Abruzzo e ì contadi di Albe e Tagliacozzo, fu giustamente ricompensato per il suo valore dal re di Spagna, Ferdinando il Cattolico, che lo nominò governatore dell’Abruzzo con il titolo di viceré. Il papa Giulio II si adoperò a riconciliare e a sanare i secolari dissidi tra gli Orsini ed i Colonna e, nel 1511, la pace venne concordata solennemente.
Da questo momento il territorio di Paterno non si staccherà più dalla contea di Albe e rimarrà sotto il dominio dei Colonna per circa tre secoli, cioè fino alla abolizione dei feudi, proclamata nel 1806.

Il paese Paterno…monografia storica di un centro della Marsica

Mario Di Berardino