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Comune di Scurcola Marsicana

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La piana, ai margini della quale sorge Scurcola, si vuole che abbia mutuato il nome da un vecchio centro abitato, Palentinia, esistito in epoche remote tra Magliano e Scurcola (cfr. il De Nino: Tradizioni Popolari Abruzzesi).

Lungo la sua parte perimetrale sorgono, oltre Scurcola, i Comuni di Magliano, Massa D’Albe, Avezzano, Capistrello, Tagliacozzo e numerosi altri centri minori. E’ percorsa dal fiume Imele, che ha le sue sorgenti in Tagliacozzo e che dopo aver descritto un’ampia ansa in prossimità di Corcumello, si dirige verso le immediate vicinanze di Scurcola per poi proseguire verso la valle del Cicolano.

In una orazione pronunciata nel ’75 a Scurcola così si esprimeva a proposito dei Piani Palentini Mons. G. Squilla: ” Lo scenario, . . . . . . è semplicemente superbo: una vasta pianura in un altipiano, appena appena accidentato, con colline ridenti, col Velino gigante e con la cerchia maestosa di montagne che fanno della pianura una conca.
Attorno ad essa, sparsi qua e là, piccoli paesi e ricche borgate, che si adagiano alle pendici dei monti o si affacciano come sentinelle in ascolto sui colli, per dare al panorama una bellezza di paesaggio vario, incomparabile! ” …

Qui vissero i nostri antenati; qui si aggirarono le stirpi dei Marsi; qui, agli albori della storia, si avvicendarono e fluirono le Primavere Italiche ricche di speranza; qui fissarono la sede generazioni lontane con lo sguardo fiducioso nell’avvenire; qui combattettero aspre lotte gli antichi Marsi contro i Romani, lanciati alla conquista del mondo; qui, nelle gole dei suoi monti, il nostro popolo indomito difese contro Roma i diritti del suo valore e della sua libertà “.

Non soltanto le dotte parole di Mons. Squilla furono ispirate ai Campi Palentini. Pittori e poeti spesso si sono incontrati su questo argomento.
Ecco infatti una poesia giovanile del nostro Amerigo D’Arnia nato da genitori scurcolani a Roma, giurista (professore di diritto romano a Milano e a Pisa) e poeta (Le Vicende e la Parola – Ausonia, Roma 1967. Elevazione – Pacini, Pisa 1975):

Panorama Marsicano

” In questa aerea grazia onde la vista
dai campi palentini ascende ai monti
in cerchio, nulla l’anima contrista.
0 che all’occhio risplendan gli orizzonti
più lungi, nell’accesa fantasia,
in fra rigori d’albe e di tramonti,
vividi per fulgore e poesia,
o che al mio cuor nell’iavadente e lene
serenità, discenda e ferma e pia
una fiducia di bontà e di bene
che rinnovelli il mondo, eccomi, o viva,
o pura Idea, l’anima mia a Te viene,
limpido pullular d’acqua sorgiva “.

” In questa aerea grazia onde la vista
dai campi palentini ascende ai monti
in cerchio, nulla l’anima contrista.
0 che all’occhio risplendan gli orizzonti
più lungi, nell’accesa fantasia,
in fra rigori d’albe e di tramonti,
vividi per fulgore e poesia,
o che al mio cuor nell’iavadente e lene
serenità, discenda e ferma e pia
una fiducia di bontà e di bene
che rinnovelli il mondo, eccomi, o viva,
o pura Idea, l’anima mia a Te viene,
limpido pullular d’acqua sorgiva ”

Testi tratti dal libro Guida storico-turistica

Testo a cura dell’Avv. Ennio Colucci

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I Campi Palentini

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