Grande partecipazione a Civita D’Antino per il candidato Angelosante: La Porta: “l’Abruzzo ha voglia di rinascere”



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Civita D’Antino – Grande calore e partecipazione ieri sera a Civita D’Antino per l’incontro pubblico di Simone Angelosante, primo cittadino di Ovindoli, candidato in quota Lega alle prossime elezioni regionali del 10 febbraio. Il sindaco di Ovindoli ha incontrato i cittadini di Civita D’Antino nello stabile comunale vicino la stazione ferroviaria, insieme a Pietro Di Curzio, Alessandro Babusci e la candidata della Valle Peligna Antonietta La Porta, illustrando i suoi programmi per un Abruzzo “che ha la voglia di rinascere” in vista delle imminenti elezioni.

Un incontro che è stato fortemente voluto proprio perché nella Valle Roveto, e in particolare a Civita, si è raggiunto il picco di consensi con oltre il 40% di preferenze, una delle più alte d’Abruzzo. “Sono molte le cose che vanno cambiate nella nostra terra”, ha affermato il sindaco marsicano Angelosante davanti ad una vasta platea, “l’Abruzzo ha bisogno di rinascita e tutto questo sarà possibile solo andando alle urne il prossimo 10 febbraio”.

“La superstrada, il fenomeno della droga, le condizioni del presidio sanitario marsicano ed abruzzese”, ha spiegato a gran voce Angelosante, “veniamo da anni di mal governo a causa di Luciano D’Alfonso”. “Poche cose sono state fatte per il bene della nostra regione”, ha chiarito il candidato della Lega, “bisogna pensare ai servizi primari per le nostre aree interne. Oggi la diga è stata rotta per il buonsenso del nostro vicepremier Matteo Salvini, datemi la forza e vinciamo”.

“Tante sono le cose da fare”, ha continuato Angelosante, “bisogna risolvere assolutamente il problema dell’inquinamento del fiume Liri, cosa che si può fare con la depurazione delle acque del Fucino”. “Un altro problema è quello della Santa Croce”, ha concluso il sindaco di Ovindoli, “che potrebbe diventare una ricchezza per il territorio abruzzese ma che purtroppo sta diventando sempre di più un problema giudiziario. Ultima, ma non per importanza, la tutela dell’Ini di Canistro”.