Gazprom chiude i rubinetti all’Italia, niente più gas dalla Russia. UE: “crisi energetica grave”

Le forniture di gas russo all’Italia attraverso il Tarvisio saranno da oggi a zero. “Gazprom ha comunicato che non è in grado di confermare i volumi di gas richiesti per oggi, considerato che non è possibile fornire gas attraverso l’Austria” fa sapere l’Eni sui propri canali ufficiali. La società darà aggiornamenti in caso le forniture siano ristabilite. “A partire da oggi Gazprom non sta più consegnando il gas ad Eni poiché, stando alle sue comunicazioni, non sarebbe in grado di ottemperare agli obblighi necessari per ottenere il servizio di dispacciamento di gas in Austria dove dovrebbe consegnarlo dichiara un portavoce dell’Eni. Ci risulta però che l’Austria stia continuando a ricevere gas al punto di consegna al confine Slovacchia/Austria. Stiamo lavorando per verificare con Gazprom se sia possibile riattivare i flussi verso l’Italia“, aggiunge.

L’offerta di gas russo rispetto a quella complessiva a disposizione dell’Italia era ormai inferiore al 10%. La sospensione delle forniture dal Tarvisio non cambiano quindi al momento la situazione in modo significativo. Il piano portato avanti da Eni di potenziamento e diversificazione delle forniture di gas verso l’Italia permetterà di sostituire progressivamente gli oltre 20 miliardi di metri cubi all’anno di volumi di gas importati da Mosca fino allo scorso anno dal gruppo.

Intervenendo alla cerimonia per l’interconnettore Bulgaria-Grecia, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen spiega che “la crisi energetica è grave. E richiede dall’Europa una risposta comune che permetta di ridurre i costi energetici per famiglie e imprese“. “Abbiamo già fatto passi importanti. Ad esempio, ieri abbiamo concordato insieme di limitare i profitti eccezionali realizzati da alcune società energetiche. Bisogna fare di più“. “L’Europa ha tutto ciò di cui ha bisogno per liberarsi dalla nostra dipendenza dalla Russia. È una questione di volontà politica“, ha detto ancora von der Leyen.

Senza una risposta europea comune, rischiamo seriamente la frammentazione. Come in passato, dobbiamo preservare condizioni di parità ed evitare distorsioni del mercato unico. Quindi il compito che ci attende è chiaro. Dobbiamo fare di più per contenere l’aumento vertiginoso dei prezzi dell’energia che stanno indebolendo la nostra economia“. “Restiamo uniti e formiamo insieme la nostra Unione dell’energia, forte e resiliente“, ha dichiarato la presidente della Commissione europea intervenendo all’inaugurazione dell’interconnettore tra Grecia e Bulgaria.

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