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Abbiamo la prima fase amministrativa, relativa alla fine della guerra ed alla ricostruzione, che va dal 1943 al 1951, molto difficile ed instabile, vede susseguirsi sette amministratori in sette anni.

Una seconda fase amministrativa molto legata alle attività agricole locali ed alla progettazione delle infrastrutture moderne; il periodo va dal 1951 al 1964 e vede in campo quattro Sindaci ed un Vice Sindaco preparati e volenterosi.

La terza fase va dal dicembre del 1964 al dicembre del 1973, e vede la fine dell’agricoltura e l’ammodernamento complessivo del paese. Si susseguono due amministrazioni e tre Sindaci, tutti giovani e preparati che danno una forte spinta verso l’ammodernamento complessivo del paese e propongono una proiezione e visione turistica allo stesso.

I Sindaci giovani sono quelli che meglio hanno saputo innovare e produrre cambiamenti, specie se attorniati ed aiutati da altri giovani bravi e preparati e da qualcuno più attempato che porti la calma e l’esperienza amministrativa necessaria per il buon esito delle cose.

I Sindaci anziani purtroppo si vedono spesso legati ad altri tipi di concetti di tipo conservatore e cercano di migliorare l’esistente. Non hanno in un certo senso la libertà di pensiero legata all’evoluzione dei tempi ed a volte hanno una visione localistica della politica.

Entrambi vanno bene, ma bisogna vedere con cura in che situazione temporale si collocano.

L’evoluzione del paese si vede anche dalla capacità interna che ha un Comune di progettare e quali mezzi, soprattutto finanziari, ha a disposizione per realizzarli.

L’uomo che più di tutti si è prodigato per il paese in questo trentennio, è senza dubbio l’ingegner Sansone Loreto, che oltre a fare il Sindaco, è stato presente ed attivo nel saper accompagnare il paese nella fase progettuale delle opere pubbliche. Un amore ed un impegno di un uomo verso il suo paese, da alcuni male interpretati, che ha dato una valida direzionalità complessiva a gran parte del trentennio amministrativo.

In un certo senso, se si vuol amministrare bene, c’è bisogno di poche cose fondamentali:

Gli amministratori devono avere conoscenze, tempo e voglia di fare, bisogna avere un bilancio in ordine con risorse interne disponibili ed una buon’amministrazione contabile.

In ultimo occorre avere un ufficio tecnico ed uno staff di progettisti esterni, sempre pronti all’eventualità ed al buon disbrigo delle pratiche.

Il Comune è un’azienda a tutti gli effetti, mentre il consiglio è un organo politico, il quale ha poco margine di movimento e dovrebbe solo servire a dare la direzione amministrativa.

Sono le buone regole e l’efficienza, la forza di un’amministrazione, mentre per il resto valgono i principi contabili, produttivi, programmatori e gestionali di qualsiasi altra azienda privata.

Molto quindi dipende dai dipendenti comunali, dalla formazione messa a loro disposizione, dai professionisti esterni, dai mezzi in dotazione e dalle aziende private operanti nel territorio.

                                                               Conclusioni dell’autore

                                                                     Rinaldo Bianchi

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FASI AMMINISTRATIVE E CONSIDERAZIONI

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