Farmaci e più di cento dispositivi medici e presidi sanitari scaduti da alcuni anni. Scattano i sequestri del Nas in uno studio odontoiatrico di Avezzano



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Avezzano. I Carabinieri del NAS di Pescara, del maggiore Domenico Candelli, nuovamente impegnati nella lotta all’abusivismo sanitario.

Ad Avezzano i militari hanno ispezionato uno studio odontoiatrico nel quale hanno rinvenuto alcuni farmaci e più di cento dispositivi medici e presidi sanitari pronti all’uso, sebbene scaduti di validità, con alcuni presidi scaduti anche da alcuni anni.

Il responsabile, il medico odontoiatra C. D. R., 56 anni di Avezzano, è stato segnalato alla Procura della Repubblica. Tutto il materiale sanitario non conforme è stato sequestrato.

In un piccolo centro della provincia di Chieti, al termine di una complessa attività info-investigativa con notizie apprese da social media e piattaforme di video sharing, i militari hanno individuato uno studio medico polispecialistico nel quale venivano praticate ozonoterapia, magnetoterapia, ionoterapia, test omeotossicologici e oculistica, risultato in difetto dell’autorizzazione prevista per legge.

Ad esercitare abusivamente il responsabile del centro, un medico chirurgo risultato non essere iscritto al relativo albo professionale. Le indagini hanno permesso di raccogliere indizi di reità anche a carico di una donna, priva di alcun titolo professionale, che fungeva da assistente. Entrambi sono stati segnalati alla Procura della Repubblica teatina per l’ipotesi di reato di concorso nell’esercizio abusivo delle professioni sanitarie e per aver attivato un ambulatorio polispecialistico, in difetto di autorizzazione.

Lo studio è stato sottoposto a sequestro penale, a disposizione della magistratura. I NAS ricordano che incorre in esercizio abusivo della professione sanitaria chi la esercita non essendo stato abilitato, chi è in possesso di titolo idoneo, ma non è iscritto all’Albo, l’iscritto che è stato sospeso o radiato dallo stesso e il diplomato o laureato e/o abilitato in altro Paese, ma con titolo non riconosciuto dallo Stato italiano.

L’abusivismo della professione, specialmente in campo sanitario, rappresenta un fenomeno particolarmente pericoloso ed insidioso per la salute pubblica.

A fronte di un apparente vantaggio economico, i malcapitati vengono sottoposti a trattamenti sanitari, anche di natura invasiva, praticati da persone che possono rivelarsi inesperte, impreparate al primo soccorso, prive di nozioni in materia di buone pratiche igieniche.

I rischi per i pazienti sono elevatissimi: dalla possibilità di contrarre malattie infettive, dermatiti ai potenziali pericoli di essere sottoposti a trattamenti inappropriati o mal praticati.

 

foto dal web

 



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