Famiglie sampelinesi nel sec. XVII

ella prima meta del ‘600, la comunità sampelinese era composta da un gruppo ancora molto esiguo di famiglie. I registri parrocchiali ci danno le seguenti: i FRACASSI, con Tarquinio e Leonardo Fracassi, quest’ultimo nato nel 1570, che erano i figli del capostipite Pietro Paolo Fracassi(2); i COLLACCIANI, con Berardino Collacciani che nacque nel 1638 in seguito al matrimonio di un tal Lutio Collacciani con Santa Fracassi, una figlia di Leonardo(3); i VITELLI, con Angelo Vitelli che ospitava nella sua casa sampelinese anche un certo Sidio Vitelli, un suo parente nativo di Castelnuovo ma residente a S.Pelino(4); i MALAGISI, con Lorenzo Malagisi la cui figlia, Marta, ando in moglie a Berardino Collacciani; i IACOVITTI, con Lucio, Giuseppe, Francesco Antonio, Paolo e Filippo Iacovitti, che nei registri sono indicati come fratelli anche se le differenze di età e le lacune che emergono dagli atti sembrano giustificare più di un dubbio su una tale circostanza
Da altre fonti abbiamo anche notizia di un tal Lucio Vangelista D’Angelo(5), di Valerio Di Iacovitto(5), di Costantino Ottaviani e di Cola Di Giovanni(6).

Limitatamente ai primissimi anni del secolo, una documentazione molto ricca di notizie e costituita dagli atti del notaio antrosanese Gatti che fu attivo dal 1602 al 1610, Da questi atti si ha menzione dei seguenti nominativi di persone residenti a S.Pelino: Giovanni Andrea Galista; Felicita del fu Giovanni Nicola Maria e Berardino del fu Giovanni Maria; Lorenza Melchiorrj e Felice Bartolomeo Ianni, suo cognato; Giacomo Colamarice; Leonardo e Tarquinio Fracassi; Cesare Iacobetti che, gia morto nel 1609, in un atto e qualificato di S.”Petito” e in un altro di S. Pelino; Giovanni Sante Colangelo; Paolo Iacobitti e Francesco e Iacobitto De Iacobittis. I quali Iacobetti, Iacobitti e De Iacobittis altro non sono che i Iacovitti. E il fatto che uno di essi sia qualificato una volta di S, Pelino e un’altra di S.”Petito” sembra essere più un errore di chi ha scritto il documento che non l’indizio di una eventuale provenienza.

Sempre nel corso di questo secolo fanno anche parte della comunità sampelinese talune altre persone di cui a volte conosciamo solo il nome e a volte neanche quello. Sappiamo, per esempio, di un tal Fabrizio Blasetti, che era originario di Massa ma residente a S.Pelino; di Francesco D’Apollonio che nel 1651 e presente all’atto di erezione della Cappella della SS.ma Annunziata; di Francesco Vespasiani, di cui si ignora la localita di provenienza; di Cenzo ed Isabella Iacovitti, che erano i figli del fu Apparizio (Paris) Iacovitti, e della di lui moglie che si chiamava Pasqua(7); di Mattia Iacovitti, che era un figlio di Paolo Iacovitti; del sacerdote don Gio:Antonio Iacovitti (1580 1664), di cui si sa che regalo alla chiesa d’Albe un bellissimo reliquiario in argento di S. Biagio, con disegno a fogliame e forma esagonale; di Gio:Francesco Berardino, figlio di Antonio, il quale nell’anno 1621, con atto redatto e sottoscritto da don Gio:Antonio Iacovitti, fece una donazione alla chiesa di S. Michele Arcangelo di un locale ad essa attiguo(6); di Cosmo o Cosimo Colletta, che era originario di Albe ma dimorante a S.Pelino dove abitava in casa di suo nonno Tarquinio Fracassi. Sappiamo, inoltre, che verso la meta del secolo Marta Vitelli di Angelo sposo un tale Andrea di Forme, residente a S.Pelino, e infine che la sorella Maddalena, “dopo la morte del marito, che s’ignora chi sia, se ne torno in casa del padre, portando seco i figli Felice e Giovanna Orsola”, nati rispettivamente nel 1665 e nel 1671(8).

Nella seconda meta del secolo venne a stabilirsi a S. Pelino il bracciale Gio:Pietro Di Loreto, il capostipite del casato omonimo tuttora presente nel paese. Persona attiva e lucida, egli era originario di Massa, dove era nato nel 1658, ed era sposato con una tal Virgilia. E’ il padre del futuro chierico Loreto Di Loreto di cui si parlera più avanti, nelle cronache locali, poiche si mise in luce non positivamente in almeno due occasioni. Ugualmente nella seconda meta del secolo venne a stabilirsi a S.Pelino il suddiacono Ieronimo Di Felice che sposo Prudenza Iacovitti (1620 1705), sorella di Gio: Angelo e al tempo stesso nipote dell’omonimo Gio:Angelo capostipite del casato. Nella parte finale del secolo egli e il nuovo serviente locale della chiesa di S.Angelo(9), in sostituzione del paternese don Tomasso Andreetti che era subentrato al chierico beneficiato Ottaviano Fracassi, morto nel 1675.

Nel corso di questo secolo si radicano e si sviluppano le famiglie più antiche del paese. In particolare: Crescono i Collacciani che si dividono ben presto in due tronconi in corrispondenza dei due figli che ebbe Berardino: Carlo e Costantino. Si ricorda che all’origine del casato c’e un tal Lutio Collacciani, un personaggio di cui sappiamo solo il nome, il quale, il giorno 10 ottobre del 1637, sposo Santa Fracassi di Leonardo ed ebbe da lei un figlio maschio che si chiamo, forse in onore di una zia materna, Berardino (1638 1684). Il l’ settembre del 1671 questo Berardino sposo Marta Malagisi di Lorenzo ed ebbe una prole di tre figli, due dei quali maschi: Carlo (1677 1724) e Costantino, i quali ne continuano la discendenza dividendo il suo casato in due tronconi;
Si radicano i Vitelli che, caso unico tra le famiglie del paese, progrediscono solo in linea retta e cioè senza dividersi in più rami. Il loro capostipite e un tal Angelo Vitelli che nacque, probabilmente a S. Pelino, nel 1595. Questo Angelo si sposo due volte, in prime nozze con una tale Maria ed in seconde nozze con una tale Ottavia, ed ebbe figli sia dall’uno che dall’altro matrimonio.

L’ultimo di essi, Pasquale, un figlio di secondo letto nato nel 1648, e quello che da continuità al casato: da lui nacque Gilberto o Giliberto nel 1671 e da quest’ultimo Gioacchino nel 1715; Si sviluppano i Iacovitti che, come gia accennato, ci presentano un quadro anagrafico iniziale piuttosto lacunoso poiché lo smarrimento dei più antichi registri non ci consente di dare la collocazione giusta a tutti i nominativi con quel cognome che vediamo comparire negli atti dell’archivio. Il loro capostipite e un tal Gio:Angelo Iacovitti che fu padre di Lucio (1601 1668) e nonno di Pietro Carlo (1636 1708). E quest’ultimo, che e cugino dei germani Prudenza e Gio:Angelo Iacovitti di cui si e gia parlato a proposito del suddiacono Ieronimo Di Felice, e il continuatore della dinastia. Nel complesso, i figli attribuiti al primo Gio: Angelo Iacovitti sono in tutto cinque e cioè i seguenti: Filippo, Paolo, Francescantonio, Giuseppe e Lucio.

Il primo e padre di Anna Maria, Rita, Sequenza e del prete don Gio:Antonio; il secondo e padre di Cenzo, Isabella e Marta; il terzo e padre di Clenia e di Antonio, il quarto e padre di Prudenza, Gio:Angelo, Lucrezia, Elisabetta e Maria e il quinto e padre di Santa, Maria, Pietro e Pietro Carlo. Si e gia detto che questo quadro familiare desunto dai registri non collima perfettamente con le notizie che abbiamo da altre fonti. Si sviluppano infine i Fracassi relativamente ai quali il quadro anagrafico iniziale non sembra risentire più di tanto dello smarrimento dei più antichi registri. Il loro capostipite e un tal Pietro Paolo Fracassi la cui nascita si colloca intorno al 1540. Alla fine del secolo egli era presente nel paese con i figli Leonardo e Tarquinio Fracassi i quali, salvo lacune sempre possibili per questo periodo protostorico del paese, costituivano tutta la sua prole.

Dei due figli e il primo quello che da continuità al casato poiche l’altro, nonostante i cinque figli che ebbe: due femmine, Maria e Sulpizia, e tre maschi: Ottaviano, Ottavio e Pietro, ebbe nipoti soltanto dalle donne, uno dei quali e il gia citato Cosmo o Cosimo Colletta che ne divenne l’erede universale, e non dai maschi. Sicché, non ebbe una ulteriore discendenza in linea retta e il suo cognome si estingue nei Colletta. 0, meglio, visto che anche Cosimo Colletta resto privo di una propria discendenza in linea retta, tant’e vero che il suo erede universale fu un tal Luigi Fantauzzi di Massa, si può dire che, in ultima analisi, la sua linea si estingue in quest’ultimo cognome.

Leonardo Fracassi (1570 1638) fu, da questo punto di vista, più fortunato. Si sposo due volte: in prime nozze, con una tale Marta e, in seconde nozze, con una tale Loreta, ed ebbe figli sia dall’uno che dall’altro matrimonio. Santa, Lorenzo, Giuseppe, Ascanio, Maddalena e un nuovo Pietro Paolo sono il frutto della prima unione e Berardina e Ignazio quello della seconda. Egli inoltre, ebbe nipoti non soltanto dal lato femminile -uno dei quali e il gia citato Berardino Collacciani che nacque dal matrimonio della figlia Santa con Lutio Collacciani ma anche dal lato maschile. A proseguirne la genealogia furono in due: Giuseppe (1620 1685), figlio di primo letto, e Ignazio (1625 1689), figlio di secondo letto: con essi il casato si divide in due tronconi le cui diramazioni si sono sviluppate collateralmente fino a noi. Leonardo Fracassi e, in pratica, il patriarca sampelinese per eccellenza perché a lui fa capo non soltanto il casato dei Fracassi, che comprende anche il gruppo paternese, ma anche quello affine dei Collacciani insieme ai quali essi formavano la maggioranza o quasi della popolazione del paese.

Gli sviluppi successivi ci mostrano che tanto Giuseppe quanto Ignazio ebbero due figli maschi per ciascuno: Francescantonio e Pietro Paolo, il primo; Tiberio e un nuovo Pietro Paolo, il secondo. La progressione genealogica prosegue: nel primo caso, attraverso il primogenito di Giuseppe, Francescantonio (1644-1723), i cui figli: Gio:Antonio (1671-1745), Stefano Antonio (1678-1739) e Marcantonio (1675-1719), danno poi origine a tre diversi rami e nel secondo, quello di Ignazio, attraverso l’ultimogenito Pietro Paolo (1675-1725), i cui figli: Giovanni (1707-1767) e un nuovo Ignazio (1703-1743), danno origine ad altri due rami che portano a cinque il numero complessivo della loro generazione. Sicché, si ha che in corrispondenza della quarta linea di generazione il casato si presenta articolato in due tronconi principali e cinque rami.

Sempre a proposito dei Fracassi e della loro genealogia c’e da sottolineare ancora un particolare interessante. Essi sono i fondatori e i giuspatroni della cappella della SS.ma Annunziata e dei Santi Silvestro e Girolamo che era eretta all’interno della chiesa parrocchiale di S. Angelo. Ricordiamo, a proposito di questa cappella, che essa fu realizzata in due diverse fasi: nel 1616, ad opera dei fratelli Leonardo e Tarquinio Fracassi i quali, con atto del notar Gio:Giacomo Blasetti di Massa, datato 16 gennaio di quell’anno, le conferirono, a titolo di donazione irrevocabile, un piccolo patrimonio costituito da quattro fondi e, nel 1651, ad opera dei rispettivi figli: Giuseppe, Lorenzo e Ascanio, nonché Ottavio e Pietro, che, con atto del 7 febbraio di quell’anno, l’arricchirono di paramenti e le attribuirono un capitale di censo attivo ed altri fondi. In cambio ne divennero i giuspatroni e cioè acquisirono il diritto esclusivo di indicare al vescovo il nominativo del chierico al quale si sarebbero dovuti conferire l’incarico di cappellano e il beneficio relativo.

Il particolare e interessante perché il giuspatronato era un diritto ereditario e cio rese necessario un certo impegno da parte degli abati sampelinesi nel ricostruire e nel tenere in ordine le vicende genealogiche del casato. Ed e per questo che molti dati anagrafici si sono potuti salvare dalla dispersione. Un primo abbozzo di albero genealogico della famiglia fu redatto nel 1835 e cioè agli inizi del suo mandato dall’allora giovane parroco del paese don Gabriele Boleo. Trovandosi in lizza per la nomina a cappellano, in contrapposizione all’ancor più giovane chierico sampelinese Michelangelo Fracassi, egli volle tracciare un quadro, il più preciso possibile, delle persone che avevano diritto al voto per poterlo poi inviare al vescovo, insieme agli atti di designazione in suo favore, e per poter dimostrare cosi che la maggioranza di costoro era con lui. Il documento e attualmente conservato presso l’archivio diocesano dei Marsi ed e inserito nel fascicolo relativo alla causa beneficiale che intercorse tra i due contendenti. Un secondo abbozzo, invece, fu redatto circa settant’anni dopo da don Paolo Iacovitti, nell’ambito delle sue ricerche genealogiche sulle famiglie del paese.

Note
2) “Pietro Paolo Fracassi, stipite della famiglia Fracassi, s’ignora chi tenesse per moglie, attesa la dispersione degli antichi registri” (Reg.Iacovitti: II, pag.508);
3) Il matrimonio tra Lutio Collacciani e Santa Fracassi fu celebrato il 10 ottobre 1637 (ADM: Fondo C, 30, 583, pag.109);
4) A.D.M: Fondo D, Paterno. Un altro Vitelli, sempre di Castelnuovo e menzionato in ADM: Fondo D, 166, Rosciolo;
5) -Arch. Stato L’Aquila: Catasto Gentilesco diAvezzano del 1616;
6) -ADM: Fondo D, 269;
7) ADM: Fondo D; 209, Paterno;
8) Reg. Parrocchiali: II, Pag.917;
9) -ADM: Fondo A, 187;

San Pelino la capitale antica dei marsi anxantini

Pasquale Fracassi