t1

Comune di Avezzano

t2

L’ostetrica Ida Ruscitti attualmente ottantenne, sposata a Gioia dei Marsi con Graziani, durante l’ultima guerra prestava servizio ad Antrosano suo paese d’origine. Ha assistito, in casa, molte partorienti in difficili condizioni igieniche. Aveva un permesso speciale per soccorrere gli ammalati durante la notte; dopo il coprifuoco nessuno poteva girare per il paese se non quelli autorizzati dal comando tedesco, con un permesso speciale. Dal mese di settembre del 1943 a giugno 1944, dopo la ritirata delle truppe occupanti, non solo prestava servizio come ostetrica ma si prodigava a soccorrere civili e militari, praticamente svolgeva funzioni di infermiere, di medico per far fronte ai primi ed immediati interventi più di una volta, riferisce la Ruscitti, fui chiamata per medicare soldati nazisti feriti.

Di tanto in tanto, di giorno e di notte, una camionetta si recava a prelevarla per urgenti interventi nei paesi vicini. Per fortuna della mia famiglia, prosegue la Ruscitti, i militari non seppero che in una stalla mio padre aveva nascosto otto prigionieri indiani fuggiti dal campo di concentramento di Avezzano dopo l’armistizio dell’otto settembre 1943. Anche gli indiani furono curati dall’ostetrica nella sagrestia della chiesa parrocchiale, un luogo insospettabile ed al riparo di qualsiasi occhio indiscreto. Con alcuni di essi, dopo il ritorno in patria, ha avuto rapporti epistolari, sono lettere piene di affetto per lo scampato pericolo e l’assistenza data. Gli indiani non hanno mai dimenticato quella giovane e graziosa ostetrica di Antrosano. Un maresciallo tedesco forse di nome Hervin, nel marzo del 44, porto ad Antrosano una bella giovane da visitare in casa dell’ostetrica per verificare le condizioni fisiche della donna al quinto mese di gravidanza. L’ostetrica, nonostante le sue ottanta primavere, ricorda quella particolare visita, rimase sorpresa dalla presenza e dall’eleganza della gestante.

La Ruscitti rimase di ghiaccio per la bellissima pelliccia che indossava con disinvoltura. Quella donna non 1 ‘ho mai dimenticata, era Maria Carlesimo soprannominata Faccetta Nera per il colorito olivastro, somigliava molto alle
donne nord-africane. La rivelazione gliela fece il maresciallo tedesco che si era innamorato follemente della trasaccana. E la Ruscitti ha seguito, poi, tutte le vicende a cui e andata incontro la povera donna. Fu ritenuta a torto, una spia dei tedeschi. Tornata a Trasacco fu linciata nella pubblica piazza, venne appesa ad un olmo con la testa in giù e colpita a morte con bastoni e coltelli il 22 maggio 1945.

Terminata la guerra ed arrivati i liberatori -alleati anglo-americani l’ostetrica Ida Ruscitti fu ricompensata con tre mila lire per i sacrifici ed i pericoli sopportati per salvare la vita alle donne ed agli ex prigionieri indiani. Oltre al compenso in denaro l’Ambasciata americana a Roma le fece recapitare un diploma di benemerenza all’angelo della notte. La Ruscitti e figlia d’arte. La madre gia praticava il mestiere di levatrice. Con le lacrime agli occhi e con la voce rotta dalla commozione l’ostetrica Ida Ruscitti va con il pensiero a quei lontani giorni di occupazione tedesca, tra fame, lutti e miseria e tra le sinistre voci dei bombardamenti sulla città di Avezzano e di Massa d’Albe.

Testi tratti dal libro Antrosano memoria e storia
(Testi a cura di Giovanbattista Pitoni e Alvaro Salvi)

avezzano t2

t4

Faccetta Nera

t3

avezzano t4

t5