Energia dal vento

Il vento deve la sua origine al sole. Quel trasferimento di masse di aria che chiamiamo vento nasce, infatti, a causa delle differenze di temperatura che si determinano tra zone diverse sulla terra. Il fenomeno è naturalmente più complesso: si può dire che il riscaldamento differenziato della terra determina spostamenti di aria (venti freddi superficiali) dai poli all’equatore che vanno a sostituire masse di aria calda che salgono dalla fascia tropicale e si muovono nella parte superiore della troposfera verso i poli. A questo tipo di circolazione atmosferica si sovrappone l’effetto della rotazione terrestre: per inerzia l’aria fredda superficiale tende a deviare verso ovest e l’aria calda in quota verso est. Tutto ciò provoca una grande circolazione antioraria intorno alle zone di bassa pressione nell’emisfero settentrionale, e, viceversa, nell’emisfero meridionale.

La morfologia della superficie terrestre (rilievi, vallate ecc.) provoca poi deviazioni locali di questo movimento che interessano solo gli strati bassi dell’atmosfera. Durante il giorno la radiazione del sole viene in parte assorbita e in parte riflessa dallo strato d’aria che ricopre la superficie terrestre; la quota riflessa va a riscaldare l’atmosfera, quella assorbita giunge alla superficie terrestre. Le grandi massi d’acqua (oceani, mari, laghi) immagazzinano l’energia termica che giunge loro o la utilizzano per dare luogo al processo di evaporazione: quindi al di sopra di esse la temperatura rimane relativamente bassa e l’aria più densa. Di contro, al di sopra del terreno l’aria si riscalda e diviene meno densa (più leggera). Di notte, le masse d’acqua restituiscono il calore immagazzinato durante il giorno, (quindi, al di sopra di esse, l’aria si riscalda), mentre l’aria al di sopra del terreno si raffredda: la direzione della brezza cosi si inverte.

Simili movimenti hanno luogo lungo i pendii delle montagne e nelle vallate: di giorno l’aria calda tende a salire lungo tali pendii, e a fare posto all’aria fredda degli strati alti; di notte, il fenomeno si inverte. Per quanto riguarda la distribuzione dei venti le maggiori intensità si riscontrano sugli oceani rispetto ai continenti dove la vegetazione ed i rilievi agiscono da elementi frenanti.
n Europa le aree ad alta densità di energia eolica sono la Gran Bretagna, la Danimarca, la Norvegia e l’Olanda e in generale le zone costiere ed insulari del mar Mediterraneo. L’Italia per la sua conformazione orografica e per la col locazione che ha all’interno di un bacino chiuso come il Mediterraneo, non è infatti caratterizzata da venti costanti di particolare intensità ma da un regime piuttosto variabile a livello locale.

Il maggiore potenziale eolico si riscontra, oltre che a località alpine e appenniniche, a quote superiori a 800-1000 m s.l.m., in Italia meridionale e nelle isole. I periodi più favorevoli sono l’inverno-primavera al Sud, nelle isole e alle alte quote alpine ed appenniniche e la primavera-estate nelle zone interne del Nord e del Centro.

Testi tratti dal libro La Centrale eolica di Collarmele