Elezioni Avezzano, l’analisi di Crescenzo Presutti, “Di Pangrazio due possibilità per vincere. Genovesi lo vedo quarto ma spero che Taccone vinca al primo turno”

Avezzano – A tre settimane dalla presentazione delle liste, TerreMarsicane ha provato a fare un quadro di sintesi sulla complicata situazione politica del capoluogo marsicano, che vive una delle tornate elettorali più incerte degli ultimi anni. A tal proposito abbiamo rivolto una serie di domande all’ex assessore della Giunta De Angelis, Crescenzo Presutti che si è coraggiosamente prodotto in previsioni molto interessanti.

Cominciamo col numero di liste a sostegno dei candidati a Sindaco, non passa giorno che non escano nuove adesioni alla coalizione di Gianni Di Pangrazio, che ne pensa?

Di Pangrazio potrebbe fare sette, otto, dieci, undici liste, su questo è bravissimo, se potesse, ne farebbe 100 perché conosce bene il sistema, e sa che, più liste di appoggio ha, più possibilità ha di arrivare quanto meno al ballottaggio. Ad oggi pare ne abbia sette a supporto della sua candidatura, ma sicuramente punterà a far sì che se ne facciano altre per provare a spuntarla già al primo turno.

Non è facile per un osservatore esterno orientarsi, cosa sta succedendo ad Avezzano?

La novità di questi ultimi giorni, rispetto alla scorsa settimana, è che Di Pangrazio sta aggregando tante persone  con le quali in passato, quando lui era Sindaco, ha discusso in maniera seria. Persone che lo hanno dileggiato e accusato pubblicamente ma che oggi lo sostengono. Sono le contraddizioni di una politica che secondo me si spiega con la logica dei portatori di voti.

E chi sarebbero questi portatori di voti?

Alcuni sono storici supporters di Di Pangrazio, altri ancora non si sono espressi perché aspettano di capire chi vince. Altri ancora come Aratri e Barbonetti, si sono già schierati, Giancarlo Cipollone, da quello che so, ha dichiarato che deciderà di candidarsi solo quando avrà capito chi vince. Questo dà l’idea del punto in cui siamo arrivati. Ormai la politica è malata.

Anche Salvatore Occhiuto e Carmine Silvagni, hanno dichiarato il loro appoggio a Di Pangrazio.

Beh! Occhiuto è stato capogruppo del PdL durante l’amministrazione Floris, Silvagni, invece, se non ricordo male, dovrebbe essere stato uno dei soci fondatori di Forza Italia. Mi pare abbia cercato spazio nella Lega come capolista e ora va con Di Pangrazio che secondo me tenterà un’Opa sul centrodestra.

Cosa glielo fa dire?

È facilmente intuibile visto che la candidatura imposta dalla Lega, pur essendo stata ufficialmente accolta da Fratelli d’Italia, in realtà non piace al partito cittadino della Meloni, e infatti, di nomi pesanti che si spendono per Genovesi, da quel lato non se ne sentono, mentre sotto traccia c’è una sorta di fenomeno carsico che si sposta da Fratelli d’Italia verso Di Pangrazio.

A quanti voti si attesterà Di Pangrazio al primo turno? 

Beh! Fra ex uomini di sinistra e attuali uomini di destra che lo appoggiano, lo stimo oltre gli 8.000 voti. Meno dell’altra volta ma al primo turno senz’altro oltre gli 8.000 voti. Sarà il primo.

Anche un pezzo del PD scenderà in campo con lui?

Certamente Roberto Verdecchia, che da candidato Sindaco in quota PD, ha di fatto messo un tappo al partito, essendo da sempre un uomo vicino a Gianni Di Pangrazio. Bene ha fatto secondo me Fina a puntare su una soluzione diversa, visto l’immobilismo di Verdecchia che in un mese non aveva fatto una sola dichiarazione, non si era mosso, né aveva messo in campo una strategia per comporre liste a supporto di una ipotetica coalizione a guida PD, tutto ciò è molto singolare.

Verdecchia del PD starà quindi in una coalizione con diversi esponenti di centrodestra?

Verdecchia si è sempre dichiarato uomo di sinistra, quindi con i pezzi di centrodestra che sta imbarcando Di Pangrazio, non so come andrà. La prospettiva di una scalata al centrodestra da parte di Di Pangrazio, non so come verrà presa da quelli del PD che confluiranno nella sua coalizione. Però tanto ormai è saltato tutto, quindi accetteranno anche questo.

Dall’altra parte, Babbo è sostenuto dal PD e da Iampieri, lo scenario non è poi tanto differente. Le vecchie formazioni politiche si sono un po’ tutte sdoganate.

Ma si, diciamo che l’unica vera novità nel panorama dell’offerta politica è Annamaria Taccone, ma non lo dico perché la sostengo, è semplicemente un dato di fatto. Non è iscritta a nessun partito. È vero che la sua candidatura è stata avanzata da De Angelis, che è il coordinatore provinciale di Forza Italia, però è pur vero che lei non è iscritta a nessun partito, credo non lo sia mai stata.

Basta non essere iscritti a un partito per essere apprezzati dall’elettorato?

Ci mancherebbe, la Taccone è una donna brillante che ha fatto una carriera tutta sua al di fuori della politica. È una docente universitaria, ha studiato ad Harvard, parla fluentemente l’inglese, insegna alla Luiss, in tre corsi, di cui due in lingua inglese. In tutta onestà, dopo il rifiuto della sua candidatura da parte di Fratelli d’Italia e dopo il diktat della Lega, ferma su Genovesi, pensavo non accettasse di candidarsi, e invece ha dimostrato determinazione, continuando il suo percorso in un contesto che vuole rappresentare prevalentemente la società civile.

Nessun politico la sostiene a parte De Angelis e Forza Italia?

Fra i sui sostenitori, credo che l’unico politico navigato sia Aureliano Giffi e il sottoscritto, che però vanta più una storia amministrativa che politica. Per il resto parliamo di società civile. Penso alla dottoressa Dea Maria Piersanti per esempio, profili che non hanno nulla a che fare con la politica.

Che mi dice di Mario Babbo?

Lo stesso Babbo, seppur un candidato sindaco giovane, è stato nell’entourage di Di Pangrazio. È partito sotto spoglie civiche, poi man mano, si è spostato su posizioni più politiche, con il supporto del PD e mi pare anche di Articolo 1, facendo una chiara scelta di campo, anche in maniera intelligente devo riconoscere. Non so se ce la farà ad andare al ballottaggio ma secondo me, se la gioca insieme alla Taccone e a Di Pangrazio.

E Genovesi?

Genovesi lo vedo in svantaggio di molto, potrebbe arrivare quarto.

Come li colloca in termini di voti, i tre antagonisti di Di Pangrazio?

Secondo me fra tutti e tre, dovrebbero sommare fra i 12.000 e i 15.000 voti. Come verranno ripartiti potrebbe essere la vera sfida nella sfida. Di sicuro vedo Genovesi dietro a Babbo e alla Taccone, ma per una ragione semplice, non è appoggiato dal centrodestra che sta appoggiando Di Pangrazio. I candidati di Fratelli d’Italia a supporto di Genovesi dove sono? Se questi se ne vanno con Di Pangrazio è evidente che Genovesi sia caduto in una trappola.

Secondo lei, Fratelli d’Italia che fa?

Se Fratelli d’Italia farà una listarella di testimonianza, certamente non arriverà alle percentuali che vanta a livello nazionale, dove viaggia attorno al 15%. In queste condizioni, ad Avezzano, rischia di non arrivare nemmeno al 3% e ciò perché quelli che si riconoscono in Fratelli d’Italia, entreranno nel partito dopo le elezioni. Per adesso stanno con Gianni Di Pangrazio. È un gran caos.

È curioso notare come le compagini che sulla carta si contendono il palazzo comunale, e cioè Di Pangrazio, la Taccone col gruppo di De Angelis e Mario Babbo, siano tutte componenti che fino a qualche anno fa stavano insieme sotto la guida di Di Pangrazio.

In un certo senso è vero, molti invece, che qualche anno fa gli stavano contro, oggi sono suoi alleati. C’è poco di politico in tutto questo, stiamo parlando secondo me di gruppi di potere. Di Pangrazio apre a tutti, da destra a sinistra, poi dopo si vedrà come finisce nel caso dovesse vincere. Forse lui non farà una scelta di campo ma molti dei suoi uomini e portatori di voti, che lo appoggiano, magari la faranno, e allora come influirà questo sugli equilibri della sua coalizione?

Un bel rompicapo!

Altro esempio che da la misura di ciò che sta accadendo è quello di alcuni candidati che avrebbero dovuto mettersi in lista in quota Lega, ma hanno rotto con la Lega e in questi giorni trasmigrano nella coalizione di Di Pangrazio. È un chiaro segnale che il centrodestra sta virando sulla coalizione dell’ex sindaco e che Genovesi verrà sacrificato.

Invece le liste di Di Cintio, Del Boccio che ruolo avranno?

Questi candidati concorrono con una sola lista, i margini sono risicati, parliamo di 1.000, 1.200 voti

Pare che il M5S possa convergere su Di Cintio

Sembrerebbe che Eligi abbia ritirato la propria disponibilità a fare il capolista per impegni professionali pur restando disponibile come candidato consigliere, ma questo lo può spiegare senz’altro meglio lui. Però ci può stare che vadano in appoggio a Di Cintio in quanto l’alternativa potrebbe essere quella di non presentarla affatto una lista. Con l’eventuale appoggio di una lista di grillini in aggiunta alla propria, Di Cintio potrebbe puntare a 2.000 voti, oltre non credo possa andare.

E quindi come si profila la questione?

Oggi i portatori di voti stanno tutti con Di Pangrazio, ma i portatori di voti poi, a risultato acquisito, diventeranno bocche da sfamare e questo potrebbe essere un prezzo salato da pagare.

Quindi potremmo assistere nuovamente a un film già visto.

E già. Il timore è proprio questo. Credo che Di Pangrazio abbia due possibilità per vincere. La prima è che vinca al primo turno. Vorrà dire che i suoi portatori di voti hanno assolto al loro compito, ma ne dubito. La seconda è che vada al ballottaggio, ma non con Annamaria Taccone, e qui faccio un’analisi tutta mia. Secondo me Mario Babbo è debole di fronte a Gianni Di Pangrazio, per una ragione, perché è stato un suo consigliere comunale, rispetto a Gianni verrebbe probabilmente percepito come amministratore con minore esperienza, è partito civico e poi ha virato verso il centrosinistra ma la città non è di centrosinistra. Quando metterà i simboli del PD, di Leu e Articolo 1, a meno che non ti chiami Spallone, c’è poco da fare. Avezzano non è di centrosinistra e quindi vince Di Pangrazio.

Genovesi non ce lo vede proprio al ballottaggio?

Genovesi secondo me arriverà quarto, fra i quattro in lizza. Se Di Pangrazio va al ballottaggio con Annamaria Taccone, potrebbe anche perdere. La Taccone è obiettivamente la novità di questa tornata elettorale, è una professionista molto competente, è esperta in materia economica. In questo periodo storico, avere un sindaco con queste caratteristiche può fare la differenza.

Non parlerà troppo da tifoso?

Non credo. Annamaria è una donna che non segue la politica urlata ma abbassa i toni, al contrario di quanto fanno altri che invece hanno un approccio da tifosi. Di Pangrazio rappresenta un tipo di politica che a mio parere ha senz’altro contribuito ad inquinare il dibattito cittadino proprio per i suoi toni. Basta ricordare la campagna elettorale contro il dottor Cipollone, suo avversario.

Pensa userà gli stessi metodi anche contro la Taccone?

Dirà che se vince la Taccone, vince De Angelis, parliamo di un film trito e ritrito, fra l’altro oggi, secondo me,  lui stesso è appoggiato da uomini che stavano con Piccone, avendo un accordo con Massimo Verrecchia.

Ma lui rappresenterebbe l’esperienza ?

Dipende dai punti di vista. Dal mio, per esempio, rappresenta un’esperienza negativa.

Per sfidare Di Pangrazio al ballottaggio quanti voti servirà totalizzare?

Almeno 6.000! Considerando che alla luce di ciò che ci siamo detti, ci potrebbe essere un clamoroso tonfo della coalizione Lega – Fratelli d’Italia. Oltre alla diaspora sotto traccia di Fratelli d’Italia, sono volati gli stracci anche all’interno della Lega. Potenziali candidati di peso, visti a pranzo con Bagnai ad Avezzano, qualche settimana fa per Genovesi, oggi sono approdati nella coalizione di Di Pangrazio.

In termini di affluenza al voto, come pensa andrà?

Si supereranno i ventimila voti ma saranno meno dell’altra volta, con una percentuale che si attesterà attorno al 70%. Ci sarà gente che non andrà a votare perché la grande ammucchiata che si profila con Di Pangrazio non è gradita a tutti, e poi, la campagna elettorale in piena estate, sotto ferragosto, non è il massimo. Mi aspetto 3 o 4 punti percentuali in meno rispetto alle ultime amministrative, ma comunque sempre attorno al 70% degli aventi diritto.

Qual è il suo auspicio?

Da tifoso mi piacerebbe che Annamaria Taccone vincesse al primo turno, ciò vorrebbe dire che la città avrebbe recepito la nostra offerta politico amministrativa, ma più realisticamente si andrà al ballottaggio e allora non darei per scontata la vittoria di Di Pangrazio.

Pensa che al ballottaggio la Taccone abbia più margini di manovra per eventuali accordi?

Bah! In realtà il ballottaggio è un’altra partita, si ricomincia zero a zero. La gente voterà il candidato Sindaco che riterrà possa rappresentare meglio la città. La classifica dopo il primo turno, se si andrà al ballottaggio, sarà: primo Di Pangrazio, la seconda piazza se la contenderanno Babbo e la Taccone, quarto vedo Genovesi e a seguire tutti gli altri.