Eco mostro della Piccola Svizzera, dopo 40 anni nessuna demolizione e discarica a cielo aperto



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Tagliacozzo – Le pro loco di Verrecchie, Petrella Liri e Roccaccerro tornano ad accendere i riflettori sull’eco mostro della Valle del Fucero in località Piccola Svizzera. E’ tra i castagneti al confine tra il territorio del comune di Cappadocia e quello di Tagliacozzo che 40 anni fa una colata di cemento andò ad incombere in uno dei più bei siti naturali della Marsica e, forse, dell’intero Abruzzo. “Nonostante le varie autorità scese in campo, il mostro rimane lì con tutta la sua obsolescenza, con tutta la sua sproporzione nel contesto ambientale”  dichiarano Benedetto Mercuri presidente della Pro loco di Verrecchie , Michele Fabiani presidente della Pro Loco di Petrella Liri e Oliviero Pacetti presidente della Pro Loco di Roccacerro.

 “Anni ed anni di denunce, rapporti, notifiche, segnalazioni sono cadute nel vuoto, le parti chiamate in causa, seppur timidamente affrontarono l’argomento, si rimpallavano la problematica per competenze territoriali ed amministrative, nonostante un interrogazione parlamentare anche’essa caduta nell’oblio ed archiviata in sperduti cassetti burocratici”.

La storia dell’eco mostro affonda le sue radici nel boom economico e, soprattutto turistico, degli anni 70. La struttura alberghiera fu edificata abusivamente e successivamente oggetto di sequestro a seguito di una confisca di beni ai danni di uno dei costruttori accusato di far parte della temibile Banda della Magliana.

E’ così che l’edificio, confiscato in corso d’opera, restò incompiuto per sempre. Ma c’è di più. Nel corso degli anni c’è stato un rimpallo di responsabilità circa la demolizione dell’edificio non solo a livello territoriale tra comuni e Regione, ma anche a livello nazionale tra Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del turismo e l’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. La questione arrivò fino al parlamento grazie all’interessamento della Senatrice Stefania Pezzopane e nel 2016 fu oggetto di un’interrogazione di ben 6 senatori. Ma, nonostante tutto il mostro è ancora lì. “Negli ultimi anni” denunciano ancora i presidenti delle tre pro loco

“la zona è diventata triste scenario di degrado.La posizione, lontana dalla strada principale, ha favorito lo scarico di ogni tipo di materiale all’interno e all’esterno della costruzione e tutto il territorio circostante è divenuto negli anni un’enorme discarica anche di materiale inquinante, come l’eternit. Ecco perché le Pro Loco di Verrecchie, Petrella Liri, e Roccacerro segnalano quanto sopra affinché ciascun organo in indirizzo possa compiere gli accertamenti a lui demandati istituzionalmente ai sensi delle leggi in materia ambientale nonché delle leggi sanitarie, per verificare lo stato di tale sito, per compiere tutto il necessario per la demolizione dell’edificio, in oggetto, e gli opportuni interventi di bonifica”.

“Ringraziamo Serenella Fabiani, ex Presidente della Pro Loco di Verrecchie che ha iniziato, nel lontano 2008, tutto l’iter amministrativo e documentale per risolvere lo spinoso problema ambientale, di cui le Pro Loco ne hanno preso in carico proseguendo nell’iniziativa”.