E sembra un sabato qualunque, un sabato italiano, ma il peggio non è affatto passato



Tagliacozzo – Spero non me ne voglia Sergio Caputo se ho storpiato il titolo di uno dei suoi più celebri pezzi, tanto chi glielo dice, ma il sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, ha sicuramente avuto tutte le sue ragioni per esprimere la sua amarezza in un post consegnato ai social a proposito dei comportamenti irresponsabili di giovani che il sabato abusano di alcool e creano assembramenti, in un momento in cui sarebbe ancora importante mantenere alta la guardia.

Parla di Sabato del Villaggio, ma senza alcun trasporto poetico, non c’è alcuna donzelletta che reca in mano un mazzolin di rose e di viole, figuriamoci lasciarsi attraversare da quella sublime sensazione del tempo che avanza lentamente verso il sole basso del tramonto Leopardiano, in una vigilia che si vorrebbe, non finisse mai.

E invece no! Tutt’altro. Il sabato del villaggio del sindaco Giovagnorio, come quello di tanti altri sindaci della Marsica, è un altro giorno pervicacemente consegnato al profondo sconforto di chi resta disarmato di fronte a una vera e propria guerra di posizione, a difesa del buon senso, prima ancora che della legalità.

«Turbe di ragazzi e ragazzini – a volte anche minorenni – ubriachi e su di giri, che urinano e vomitano nel parco di Piazza Duca degli Abruzzi e nel centro storico. Locali di Piazza Obelisco e di Piazza Duca degli Abruzzi, al di fuori dei quali si creano assembramenti di molti giovani e giovanissimi che il sabato pomeriggio iniziano ad alcolizzarsi con campari e birre, a partire dalle 15.»

Queste le sue meste parole, che riferiscono di un’ambulanza arrivata alle 19.00 a prelevare alcuni giovani in knockout per abuso di sostanze alcoliche, e che continuano con la descrizione pedissequa di un pomeriggio dissoluto nella provincia italiana. «Verso le 20.30 altri si divertivano a tirare pietre su via Marconi, nei pressi dell’incrocio del viale della stazione. Tutto ciò è il sabato pomeriggio nella nostra realtà cittadina, e sinceramente, ritengo che sia inconcepibile e inaccettabile.»

Vincenzo Giovagnorio dice di comprendere gli animi stressati, soprattutto dei più giovani, ma non è affatto disposto a fare sconti. «Questa situazione dovuta all’emergenza sanitaria, va avanti ormai da un anno, ma non è possibile che ci si abbandoni a questi vizi e a queste azioni! Lo dico innanzitutto per la loro salute e per il loro bene, e poi anche per il bene della nostra società!»

Quindi la stilettata finale rivolta a genitori assenti. «Non venite a reclamare i controlli delle Forze dell’Ordine – che fanno quel che possono e sono impegnate anche in altre situazioni – perché i primi controlli dovrebbero venire dalle famiglie!»