E’ un locale “pericoloso”. Il prefetto fa chiudere il Cooper



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Scurcola Marsicana. Risse e accoltellamenti. Ma anche palpeggiamenti, insulti e grida. Tanto da far sollevare alla questura dell’Aquila la richiesta alla prefettura di far chiudere definitivamente il locale, con la revoca della licenza. Una richiesta scaturita da continui solleciti dei carabinieri che tante volte si sono trovati a sottolineare il rischio per la sicurezza pubblica.

E’ arrivata, così, la chiusura definitiva del Cooper, il noto locale di Cappelle dei Marsi, la frazione di Scurcola Marsicana.

La revoca della licenza è stata richiesta dalla prefettura dell’Aquila ed è stata notificata dagli agenti della polizia locale, su ordine del sindaco di Scurcola, Maria Olimpia Morgante.

Il Cooper era già stato chiuso due volte. Sette giorni a maggio dello scorso anno e quindici a novembre. A fare richiesta della sospensione della licenza e poi della revoca è stata la compagnia dei carabinieri di Tagliacozzo, agli ordini del capitano Edoardo Commandè.

Dopo le continue chiamate al 112, notte dopo notte, con la richiesta di intervento al locale, sono una decina i fascicoli aperti dalla procura di Avezzano, dopo le indagini dei carabinieri. A settembre, su richiesta del pm Guido Cocco, due giovani sono stati arrestati per violenza sessuale di gruppo, violenza privata e porto abusivo di armi, per un episodio che si era verificato a maggio. Nel parcheggio del locale i due avevano palpeggiato delle ragazze e dei ragazzi qualificandosi come carabinieri.

Ad agosto un ragazzo di origine dominicana, finì in pronto soccorso con il volto sfregiato da una coltellata. I medici gli curarono il volto con 150 punti di sutura. Aveva fatto a botte con un gruppo di rom provenienti dal Lazio. Tutti identificati. Due “fazioni” che si erano già incontrate la sera prima e che già avevano dato vita a una rissa, finita anche questa volta con dei feriti in ospedale.

Ad agosto un 28enne romeno finì, invece, al pronto soccorso con delle scottature che gli aveva provocato lo spray al peperoncino spruzzato dal proprietario del locale che aveva provato così ad allontanare i protagonisti dell’ennesima lite. In questo caso mentre il padre si difendeva con lo spray, il figlio aveva tirato fuori una mazza da baseball.

Tra gli altri episodi che si sono susseguiti negli anni, si ricorda quello di agosto di due anni fa, quando una mega rissa scoppiò tra gli avventori del locale, per motivi legati alla “contesa” del microfono del karaoke. In quel caso in ospedale finì anche tutta la famiglia dei proprietari. In sette furono curati in pronto soccorso con delle lesioni.

E così, dopo denunce e arresti che si sono protratti per anni, per fatti legati a persone che frequentavano il locale, arriva ora l’ordine del prefetto, di chiudere il locale per motivi di sicurezza pubblica.

“Faremo ricorso al Tar”, commenta l’avvocato Roberto Verdecchia, “percorreremo tutte le strade per opporci al provvedimento”.




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