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Comune di Avezzano

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Le motivazioni per distaccarsi dal capoluogo erano gia in atto da anni, per la tradizionale consuetudine degli abitanti di Antrosano di fare capo, per i loro affari e per le necessita di vita, al comune di Avezzano; gli interessi della popolazione erano legati alle varie attività lavorative compresi i lavori nei terreni del Fucino. Notevoli erano anche le distanze topografiche con Massa d’Albe per cui di giorno in giorno montava l’esigenza di aggregarsi al capoluogo marsicano. Gia la frazione di S. Pelino fu distaccata dal comune di Massa d’Albe ed aggregata ad Avezzano con R.D. 7 dicembre 1939, n’ 2058, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n’ 19 del 24-1-1940. La frazione di Paterno si distacco da Celano con Decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1954, n’ 938, pubblicato sulla G.U. n’ 234 dell’11-10-1954 e venne aggregata ad Avezzano.

La separazione di Antrosano, invece, avvenne nel 1959, nel 1960 si distacco Castelnuovo. Le frazioni di Massa d’Albe (Albe, Antrosano, Castelnuovo e Forme) si mobilitarono per raccogliere le firme necessarie per ottenere la separazione dal capoluogo e la conseguente aggregazione al comune di Avezzano. La Prefettura dell’Aquila, dopo un attento esame delle firme raccolte, comunico al sindaco di Massa che Antrosano e Castelnuovo avevano raggiunto la maggioranza qualificata stabilita dall’art. 34 del T.U. della legge comunale e provinciale 3-3-1934, n’ 383. In base alla sopra citata legge per ottenere la separazione occorreva la maggioranza numerica dei contribuenti che sostenevano almeno la meta dei tributi locali applicati nelle rispettive frazioni.

Le istanze sottoscritte dai frazionisti di Albe e Forme non raggiunsero la maggioranza in quanto risulto mancante uno dei requisiti prescritti dalla legge. Per la frazione di Albe la maggioranza numerica (meta più uno) era di trentotto, le firme raccolte furono ventotto, dieci in meno; per la frazione di Forme, invece, la maggioranza numerica dei contribuenti era di centoundici, le firme raccolte furono 79. La Prefettura dell’Aquila, in data 30 dicembre 1957, invito il sindaco di Massa, Lorenzo Di Cola, a nominare i rappresentanti, d’intesa con l’amministrazione di Avezzano, per delimitare i confini del territorio per procedere successivamente agli atti conseguenti. In seduta straordinaria il sindaco convoco il consiglio comunale, il sedici di febbraio 1958, per dare il parere sul distacco delle frazioni di Antrosano e Castelnuovo – aggregazione al comune di Avezzano. Dopo la relazione del presidente dell’assemblea nessuno dei quattordici consiglieri presenti prese la parola per cui si passo alla votazione con scrutinio segreto. I voti favorevoli al distacco furono sette ed altrettanto i contrari. Un pareggio che lascio la bocca amara sia ai contrari che ai favorevoli alla separazione.

Dal carteggio conservato nell’archivio comunale, si rileva una fitta e persistente corrispondenza tra la Prefettura dell’Aquila ed il sindaco. Praticamente la Prefettura chiedeva insistentemente copie della delibera del 162-1958, copia di affissione per quindici giorni all’albo pretorio, ricorsi inoltrati dai cittadini. La Prefettura dell’Aquila non poté approvare la delibera poiché in caso di parità di voti la proposta che forma oggetto di un atto deliberativo non può considerarsi ne approvata ne respinta, si prega voler iscrivere con ogni urgenza l’affare nell’ordine del giorno di una seduta di codesto Consiglio Comunale, affinché tale Collegio possa pronunciarsi di nuovo ed in maniera chiara ed inequivoca, sulla questione. Per dare il parere in via definitiva il consiglio convocato per il distacco di Antrosano da Massa passo con nove voti favorevoli e quattro contrari.

Nella seduta erano presenti: il sindaco Lorenzo Di Cola, l’assessore anziano Pasquale Di Matteo ed i consiglieri Enrico Cofini, Martire Sidoni, Innocenzo Corazza, Benedetto Martorelli, Pasquale Cerqua, Torello Di Giovanbattista, Marco D’Angelo, Angelo Venanzi, Antonio Ruscitti, Antonio Luccitti, Luigi Cardilli, assente alla seduta Luigi Valente. L’amministrazione comunale di Avezzano, presieduta dal sindaco avv. Alcide Lucci, con atto deliberativo di giunta in data 24-11-1959, liquido la somma di lire 148.382, quella di Massa lire 19.307 al geometra Alessandro Fabiani per la compilazione di atti tecnici a documentazione della pratica per il distacco della frazione di Antrosano. La somma venne ripartita in base alla popolazione e al contingente principale di imposta terreni. Effettivamente fu un distacco difficile ed amaro per i consiglieri comunali e per la popolazione di Massa d’Albe tanto che Camillo Tollis cosi scrisse: … Motivi: impossibilita di soddisfare le accresciute esigenze dei frazionisti.

Oggi pero che queste esigenze sono state soddisfatte, con la costruzione dell’acquedotto, delle fognature, della pubblica illuminazione e della sistemazione degli edifici scolastici, dei cimiteri e di tutte le strade interne
ed esterne, non dovrebbe esservi più motivo di ulteriori fughe, a meno che ambizioni personali o interessi di parte, non spingano qualche tristo individuo a sobillare cittadini, e a chiedere la separazione di altre frazioni. La penna velenosa del Tollis si scaglia contro ambizioni personali, interesse di parte, tristo individuo che sobilla i cittadini.

Ricorso al Prefetto
Il malcontento per la separazione era palese, fu un atto dovuto da parte dei massetani ma non condiviso, come si può evincere anche dal ricorso presentato dal sig. Paolo Tatangelo contro la delibera del 19-4-1959 per la estensione della linea elettrica alla zona di Antrosano (case nuove) per la somma di lire 525.000. Nella lettera inviata al Prefetto dell’Aquila Paolo Tatangelo si oppone per i seguenti motivi: a parte il fatto che la questione e di esclusivo interesse privato e quindi la spesa non dovrebbe gravare sulle flosce finanze comunali, che la spesa stessa e eccessiva in rapporto alla mole di lavoro da compiersi, poiché allo stato attuale la luce elettrica arriva a circa 150 metri dalla zona da allacciare e quindi la linea verrebbe a costare circa lire 3.500 il metro: prezzo assolutamente esoso.

Il ricorrente cosi conclude la sua missiva … si chiede l’intervento della S. VI. e dei suoi buoni uffici anche presso la Societa UNES (n.d.a. Unione Nazionale Esercizi Elettrici) dell’Aquila affinché il prezzo stesso venga a racchiudersi al minimo indispensabile. Il ricorso, abbastanza insidioso, tendeva a ritardare l’approvazione della delibera di giunta municipale di Massa d’Albe con la speranza che il Prefetto facesse delle indagini sia sul prezzo di allacciamento, sia su eventuali interessi privati di qualche assessore o consigliere in carica. Il ritardo, quindi, mirava a non far spendere la somma per non gravare sulle flosce finanze comunali.

Lavori pubblici
Avvenuto il passaggio, l’amministrazione comunale di Avezzano si adopero, con varie delibere di giunta, a provvedere a lavori pubblici di urgente e di pubblica utilità. In data 26 febbraio 1960 la giunta municipale di Avezzano impegno la somma di lire 20.000.000 (ventimilioni) per la costruzione di una cella di mattazione per animali, come risulta dalla relazione redatta dall’ufficio tecnico municipale in data 19-12-1959. In data 18 marzo 1960, su richiesta dell’ufficio elettorale, la giunta municipale delibero per l’acquisto di un armadio in metallo occorrente per la conservazione degli atti e delle liste elettorali della frazione di Antrosano per la modica somma di lire 60.000.

In data 30 agosto 1960 la giunta municipale stanzio la somma di lire 8.394.290 per l’ampliamento ed il ripristino dell’edificio scolastico per le scuole elementari della frazione di Antrosano, progetto redatto dal geometra Guido Pace De Angelis in collaborazione con l’ing. Pasquale Cattivera. In data 4 ottobre 1960 l’amministrazione comunale richiese un cantiere di lavoro per la sistemazione delle vie Cesare Gatti, Pasquale Gatti e Giuseppe Capoccetti per n’25 lavoratori disoccupati e per 76 giornate lavorative. Il progetto redatto dal geometra Fernando Mincarelli fu di lire 4.542.440, di cui 1.992.440 a carico del Ministero del Lavoro e della Provvidenza Sociale e lire 2.550.000 a carico dell’Ente Gestore. Un altro cantiere di lavoro fu richiesto in data 20 dicembre 1960 per la sistemazione della via comunale Antrosano S. Pelino, nel tratto compreso tra l’abitato e la via delle Forme, per almeno 50 allievi e per 100 giornate lavorative.

Il progetto redatto dal geometra Domenico Paoloni prevedeva un importo complessivo di lire 12.147.900. Le somme furono cosi ripartite: lire 4.779.000 per trattamento economico degli operai e spese relative poste a carico del Ministero del Lavoro e della Provvidenza Sociale; lire 7.368.900 per acquisto materiale, mano d’opera specializzata e spese generali, poste a carico del comune, quale Ente Gestore. Si sono volute riportare nei dettagli alcune delibere dell’Amministrazione comunale per evidenziare quale e quanta attenzione ebbe la frazione di Antrosano nel passaggio; cinque delibere di giunta in un solo anno per una spesa, per quei tempi, ragguardevole.

Testi tratti dal libro Antrosano memoria e storia
(Testi a cura di Giovanbattista Pitoni e Alvaro Salvi)

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