Due anni senza Emanuele Cordovani: la comunità di Avezzano ricorda un piccolo grande guerriero

Emanuele Cordovani

Avezzano. Sono passati due anni dalla scomparsa di Emanuele Cordovani, il piccolo guerriero che ha vissuto appena dieci anni, ma il cui ricordo è ancora profondamente vivo nel cuore di chi lo ha amato e conosciuto.

Ieri pomeriggio, la redazione di Terre Marsicane ha incontrato il papà di Emanuele davanti alla scuola primaria Borgo Pineta, che il bambino frequentava. Ci si aspetterebbe un uomo segnato dal dolore, lo sguardo basso e il volto chiuso. Invece, davanti a noi c’è un giovane padre dagli occhi sereni e dal sorriso presente. Proprio quegli occhi e quel sorriso rappresentano l’eredità più forte che Emanuele ha lasciato ai suoi genitori: una presenza che continua a vivere.

Il papà racconta di un bambino che non si lasciava scoraggiare, che era un esempio per tanti, anche per i dottori. A lui piaceva tanto giocare con i compagni di scuola, ricevere le coccole dei genitori e quelle speciali dei nonni. Era affettuoso e comunicava con lo sguardo e il sorriso; con il papà aveva un legame unico, fatto anche di piccoli gesti, come sfiorarsi il nasino con dolcezza.

I medici lo definivano un guerriero: sempre testardo nel portare avanti le sfide che la vita gli poneva davanti, affrontandole con coraggio fino alla fine. Tutte le foto lo ritraggono con i suoi occhi vividi e il suo sorriso, simbolo di una forza interiore rara.

Il papà ha portato con sé anche un messaggio della mamma, che racchiude tutta la dignità, la forza, il coraggio e la testimonianza dei giovani genitori:

“Non so quanti primi amori o veri amici si possano incontrare nella propria vita, ma tu lo sei stato. Un amore raro, il migliore amico… un corpo fragile, eppure un grande guerriero… affrontavi tutto sempre con il sorriso, anima meravigliosa. Sono già due anni e per noi è come se non ne fosse passato nemmeno uno… Ti pensiamo ogni minuto, sei il nostro Sole e ci manchi così tanto… Ci piace pensare che ora giochi, corri e sorridi come eri solito fare. Bimbo, ogni tanto, tra un gioco e l’altro, mandaci un bacio dal cielo… Con immenso amore, mamma e papà, i nonni e i tuoi zii.”

La testimonianza della mamma colpisce perché parla al cuore di chiunque abbia vissuto una perdita o voglia comprendere l’insondabile forza dell’amore, capace di resistere anche oltre l’assenza.

Nel corso della storia, grandi personaggi si sono interrogati senza trovare risposta sul perché della sofferenza e della morte dei bambini: da Dostoevskij a Papa Francesco. Proprio quest’ultimo ricorda che Gesù non offre una spiegazione a questo “perché”, ma davanti all’abisso della sofferenza resta l’accettazione del mistero, sostenuta dalla forza e dal coraggio di chi vive il dolore in prima persona e dalla solidarietà umana che si stringe attorno.

Di Emanuele resta un ricordo vivo anche tra i compagni di scuola e le maestre, che continuano a custodirne il sorriso, la dolcezza e la capacità di affrontare ogni giorno con coraggio. Un bambino fragile nel corpo, ma forte nell’anima, capace di lasciare un segno profondo in chiunque abbia incrociato il suo cammino.

Oggi, alle ore 18, sarà celebrata una Santa Messa in sua memoria presso la Chiesa della Madonna del Passo ad Avezzano, momento di raccoglimento e preghiera per tutta la comunità che continua a stringersi con affetto attorno alla sua famiglia.

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