Donna e Poesia oggi in Abruzzo

Le ragioni, i caratteri, gli scopi del presente lavoro sono sufficientemente chiariti, almeno cosi speriamo, nelle note introduttive. Qui ci preme solo informare i lettori su qualche dettaglio secondario.
Come gia nel Parnaso d’Abruzzo (1980), anche qui non s’intende affatto perseguire o comunque definire una qualche nozione di abruzzesita, che per noi non esiste come valore a se. Per fugare ogni equivoco al riguardo, senz’altro possibile, al titolo Poetesse abruzzesi del nostro tempo, preannunciato in una lettera-circolare, abbiamo preferito l’altro in copertina, giustificato anche dal fatto che qui non e irrilevante la presenza di collaboratrici venute a stabilirsi in Abruzzo da altre regioni.

Convinti, poi, che tra poesia in lingua e poesia in dialetto non vi siano divaricazioni se non puramente formali, anche questa volta abbiamo voluto insieme le due voci, senza nemmeno adombrare ne questioni di spazio, ne rivalità per primati impossibili. Non presumiamo di offrire, nell’uno o nell’altro settore, il meglio di quanto si produce oggi in Abruzzo, si piuttosto un panorama abbastanza documentato dei gusti e delle tendenze rintracciabili nel corso del medio Novecento. Non essendoci, infine, ispirati a criteri repertoriali, può dispiacere l’assenza di qualche nome, soprattutto tra quelli che vanno emergendo dalle ultime generazioni.

Ma ai giovani, da noi seguiti sempre con particolare interesse e simpatia, abbiamo deciso di dedicare un altro lavoro, in corso di preparazione gia da qualche tempo. L’antologia, come ogni novità, può suscitare delle riserve.
Va da se che ognuno e libero di pensarla come vuole. A noi basta la soddisfazione di aver aperto un discorso che un giorno non lontano, ne siamo sicuri, meriterà d’essere esteso a tutta l’Italia.

Vittoriano Esposito