Cese trae origine dalle stragi ivi fattesi (contale!) da Annibale quando vi oppresso ad Albe e ne soffersero i marsicani; dalla strage compiuto ci danno delle legioni di Rutilio, console dei Morsi e dagli Equicoli, duce Popedio; dalla strage che Equicoli e Morsi ívi fecero dei Goti; della strage che delle truppe Orsine, rifuggentesi al monte, fecero i Tiburtini, comandati da Adriano Monteneo; e finalmente da quella, che delle genti di Corradino fece Carlo D’Angiò.

Tutte queste uccisioni, latinamente “caedes”, uno Più uno meno, diedero il nome al luogo, come se in tutti ì Campi Palentini non vi fosse altro luogo che questo, per farvisi ammazzare (!) Delle altre non so dirti, ma quella corradinesca puoi pure scartarla, perché LE CESE. esisteva allora, era badia Benedettino, ai quali l’aveva donato Lotorio imperatore e vi ere di già raggruppato un paesello. Ti piacciono antiche stoffe? Va’a vedere nella chiesa che tiene il titolo monastico di Abbadia ed è velleità di diritto ad usare la mitra nelle funzioni parrocchiali dei suo arciprete; va’a vedere un antichissimo piviale, un’antichissima mitra, e … l’altare? E uno bellezza d’arte. Vi si leggono fra le statuette di terracotta e dorate e tra i fogliami a vaghissima iride di vernice, le lettere A. C. M. C. Anno Cristi Millesimo Centesimo. Sarebbe dei 1100. Altri vi trova i nomi di Ascanio e Marcantonio Colonna. Ognuno legga e modo suo.Nel soffitto ad oro e colori ricorre frequente la data 1578 e lo stemma dei vescovo Maccafani, che spesso qui dimorò.

San Celestino V Papa l’aveva assegnata ai vescovi i marsi, come dimora estiva. Allora di già era stato abbandonato. Su quel muro dell’abside erano spesso menzionate le date dell’anno 1213. Le porte che chiudono l’altare hanno delle pitture antichissime sovra i fosti della Madonna. La campana maggiore ha la data dei 1321. La porto maggiore è di legno di sambuco; come quella da noi veduta in Carsoli; è ricchissimo d’intagli, di ornati, di figure. Marcantonio Colonna, vincitore di Lepanto, vi pose una memoria di quella memorando giornata nel quadro dei “Rosario”, ove, sotto all’effigie della Madre di Dio, si veggono le navi cristiane. Ognuno so che lei solennità dei Rosario venne stabilita da San Pio V in memoria di quel fatto, che assicurò la prevalenza dei cristianesimo sul maomettanismo, dell’Europa sull’Asia. Non è vero che abbiamo visto memorobili cose e care memorie dell’italico valore nelle arti e nella guerra?

(L. Degli Abati)

Di questo documento si conosce solo l’anno di stesura. il 1887, in occasione dell’inaugurazione della ferrovia Roma – Pescara, ma poiché non contiene il nome del destinatario, non si capisce bene se sia stato indirizzato a qualche personalità politica, civile o religiosa, oppure sia stato preparato per essere letto in pubblico, cosa alquanto improbabile.

Testi tratti dal libro Orme di un borgo

Osvaldo Cipollone 

Documento del XIX secolo a firma di Luigi degli Abati

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Documento del XIX secolo a firma di Luigi degli Abati

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