Io accorrerò tra breve con un forte e numeroso esercito a difendervi, ma intanto armatevi ed opponete all’inemico, nel caso avesse l’ardimento di passare i confini, la più valida e coraggiosa difesa. Armatevi e marciate contro a lui. Sostenete la vostra Religione, sostenete il vostro Padre, e Re, che espone per voi la propria vita, e che e pronto a sacrificarla per la vostra difesa, e per conservare a voi quanto avete di più caro, la religione, l ‘onore delle vostre mogli e del/e vostre sorelle, la vostra vita, e la vostra roba…. Ricordatevi, miei cari Abruzzesi, che siete Sanniti, e che avete sempre dato chiare riprove del vostro valore, e della vostm fedeltà…. Voi più che ogn’altro avete dovuto vedere lo stato di miseria nel quale sono i Romani. L’inimico gli ha folto tutto, niente gli resta che la propria disperazione, e la fiducia che hanno in Dio, ed in me.

Coraggio, bravi Sanniti, coraggio paesani miei armatevi, correte sotto i miei stendardi: unitevi sotto i capi militari, che sono ne luoghi più vicini a voi, accorrete con tutte le vostre armi, invocate Iddio, combattete e siete certi di vincere-Ferdinando. Con questo manifesto-proclama, Ferdinando IV, nella ricorrenza dell’Immacolata del 1798, da Roma si rivolgeva alle popolazioni abruzzesi per respingere l’esercito francese; successivamente Ferdinando IV fuggi in Sicilia. A Napoli gli insorti instaurarono la repubblica giacobina partenopea. Il proclama del Re venne raccolto dalla componente aristocratica ed armentaria della provincia dell’Aquila nonché da medi proprietari di provincia come don Gennaro Pace di Albe e don Francesco Marinacci di Collarmele, eletti capitani delle masse della Santa Fede.

Gennaro Pace recluto soldati anche ad Antrosano equipaggiandoli di vestiario e di armi inviandoli a difesa della città dell’Aquila caduta nelle mani dell’esercito francese. Altre reclute seguivano il Pace sull’Altopiano delle Rocche tra Ovindoli, Rovere e Rocca di Mezzo. In quest’ultimo centro il capomastro Gennaro Pace sequestrava una gran quantita di pecore a Domenicantonio Palladini di Foggia, noto giacobino che aveva giurato sull’evangelo l’osservanza delle leggi repubblicane. Nel giorno del sabato santo del 1799, il 23 marzo, la città dell’Aquila subi un vero saccheggio da parte dei francesi, vi morirono circa settecento uomini delle masse, compresi 27 frati minori. E tra gli uomini uccisi miseramente il sabato santo le cronache dell’epoca riportano un tale Antonio Tucci di Antrosano.

Testi tratti dal libro Antrosano memoria e storia
(Testi a cura di Giovanbattista Pitoni e Alvaro Salvi)

Difesa del Castello

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