Walter Di Bastiano riflette sullo stato di fatto e le strategie per il futuro politico e amministrativo della Città di Avezzano, “Ad Avezzano la sinistra ha vinto solo quando la destra ha sbagliato”.



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Avezzano – In un’analisi dura ma lucida, il Dott. Walter Di Bastiano, già consigliere regionale e attualmente primario del reparto oculistica dell’Ospedale di Avezzano esprime il suo personale punto di vista sullo stato attuale della politica avezzanese.
Lo fa a poche settimane di quella che si preannuncia una delle “tornate elettorali” più interessanti per la Città. Di Bastiano si pone alcune delle domande fondamentali per il bene di Avezzano puntando il dito sull’azione politica che la sinistra ha messo in campo nel governare le scelte degli avezzanesi verso aree moderate di centrodestra o simili.
Evidenzia la vocazione naturale della città verso gruppi di centrodestra anche se questi hanno in un qualche modo deluso le aspettative interpretando l’investitura in maniera troppo autoritaria.

Di Bastiano si augura che la “musica cambi”, che si dia fine ai salti politici che molti candidati e potenziali candidati perennemente fanno tra vari gruppi di destra sinistra e civici. Niente incertezze e niente confusione solo amore per la città e dedizione a praticare “un confronto a tutto tondo per tornare a giocare alla pari con altri territori e altre città che in questi anni hanno saputo, con stabilità e coerenza, crescere e esercitare egemonicamente le loro pretese di crescita e di sviluppo… è così che si va lontano“. Come condensato di 10.000 parole suona il monito finale nella riflessione di Di Bastiano: Ricordiamoci che ad Avezzano la sinistra ha vinto solo quando la destra ha sbagliato”.

Così integralmente nel suo pensiero Walter Di bastiano:

Le manovre politiche per le prossime elezioni amministrative di Avezzano finora hanno prodotto solo incertezze e confusione.A poche settimane dal voto si naviga “a vista”: non ci sono punti fermi su cui ancorare qualche certezza che dia respiro a una prospettiva di stabilità per ripristinare un circuito virtuoso di crescita della città.
Negli ultimi anni, per responsabilità multiple, si è assistito ad un lento e inesorabile decadimento di tutti gli elementi che in un passato, non tanto remoto, avevano conferito prestigio, autorevolezza e peso specifico all’azione amministrativa di Avezzano , quinta città d’Abruzzo
la domanda è : come recuperare un ruolo che riposizioni Avezzano allo stesso modo di altre città, che sanno così bene usufruire di privilegi e vantaggi al fine di ottenere una soddisfacente condizione sociale, economica e culturale per i cittadini.?
Come recuperare il tribunale? Come fare in modo di avere in tempi brevissimi il nuovo ospedale? Come salvaguardare il commercio l’ industria l’agricoltura la sicurezza delle nostre famiglie e dei nostri figli
Partiamo, allora, da alcuni punti fermi e incontestabili.
E’ un fatto che ad Avezzano, probabilmente anche per l’inefficacia pluriennale dell’azione politica della sinistra, l’elettorato ha sempre premiato lo schieramento moderato di centrodestra o, se vogliamo, similcentrodestra come è accaduto quando qualcuno ha cercato di giocare sull’equivoco del superamento dei cosiddetti steccati ideologici rivolgendosi ambiguamente al mondo civico
Insomma l’elettore avezzanese anche dinanzi a defaiance del gruppo dirigente di centrodestra ha continuato fideisticamente ad accordare fiducia a persone di questa estrazione.
Persone e personaggi che , di volta in volta, però, hanno interpretato questa fiducia elettorale in maniera personalistica e autoritaria, come se il consenso ricevuto conferisse loro una sorta di investitura demiurgica.
Alla prova dei fatti, però, questo regale stigma ha mostrato tutti i limiti derivanti da una mancanza di confronto politico e di circolazione delle idee e delle proposte che avrebbero potuto realizzarsi in programmi condivisi .
Non si può non rilevare infatti che l’ha fatta da padrone la scarsa propensione all’etica della responsabilità , quando non addirittura a un dilettantismo amministrativo e soprattutto politico frutto della pretesa dell’infallibilità dell’unto dall’elettorato.
Altro punto fermo: la giostra dei passaggi da uno schieramento all’altro da civico a partitico, sinistra a destra e viceversa al solo scopo di assicurarsi rendite di posizione impedendo un salutare ricambio del gruppo dirigente .
Non capisco perché ci si ostina e ci si a dilania a darsi battaglia fino allo stremo su chi dovrà esprimere il sindaco di Avezzano . La musica deve cambiare per forza. La fiducia dell’elettorato non è senza limiti e la scarsa penetrazione dell’azione politica della sinistra potrebbe subire un’inversione. Bisogna cominciare a leggere un libro diverso. Cominciare a ragionare seriamente sui problemi e, se si vuole veramente vincere la battaglia, occorre il contributo e la partecipazione di tutte le risorse politiche e di schieramento del centrodestra e di altri schieramenti civici affini. Ma non una battaglia di schieramenti, bensì un confronto a tutto tondo per tornare a giocare alla pari con altri territori e altre città che in questi anni hanno saputo, con stabilità e coerenza, crescere e esercitare egemonicamente le loro pretese di crescita e di sviluppo. Il bilancino da farmacista per il dosaggio dei sindaci e dei consiglieri comunali ha il fiato corto. Si può vincere anche così, ma non si va molto lontano.
Ricordiamoci che ad Avezzano la sinistra ha vinto solo quando la destra ha sbagliato.
Il futuro sindaco di Avezzano dovrà essere capace di sintetizzare ed armonizzare tutte le forze in campo con autorevolezza,responsabilità capacità politica e amministrativa ma soprattutto AMORE PER LA CITTÀ