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Comune di Celano

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Secondo la tradizione, la chiesa sarebbe stata edificata tra il 1504 e il 1510: data questa che ne fisserebbe il termine e il completamento del coro in noce, che porta appunto questa data. Ma più d’una considerazione e d’un elemento lasciano intravedere elle la costruzione del complesso monastico dovesse risalire nel tempo.
Non sembra infatti possibile che in soli sei anni si potesse elevare un tempio e il convento accanto di considerevole grandezza. Vi è pertanto da supporre elle il “breve”pontificio vada inteso che i Frati entrassero nell’edificio e officiassero la chiesa.
La chiesa si presenta a facciata orizzontale, caratteristica di tante chiese romaniche o romanico-gotiche d’Abruzzo, preceduta una volta da portico antico (Tollis 139).

Essa è avvivata da un buon portale rinascimentale, datato 1509, al cui centro campeggia la figura dell’Agnus Dei scolpito, a dir vero, con forte rigidità, contrastante con la vivacità dell’ornato dell’archivolto e degli stipiti.
Gli elementi della composizione scultorea della parte superiore del portale si prestano a richiami simbolici del tenta della Creazione e anche della Redenzione: Sole e luna; uomo e donna; drago (Leviatan) – caos primordiale dalle Cui fauci emerge una vite con fogliame, grappoli d’uva e volatili, che, dopo ben ordinati girali, confluisce in una brocca cui attinge un uccello richiamo forse anche eucaristico; l’Agnus Dei con bandiera (e mezzellune piccolominee) dell’Apocalisse.

Nella lunetta si ammira tiri pregevole affresco in cui, insieme a Maria, al Bambino e a S. Francesco, è raffigurato S. Bernardino da Siena (1380-1444), una delle figure emblematiche del movimento francescano dell’Osservanza (i primi Frati del convento di S. Maria Valleverde erano Osservanti e la loro Provincia era intitolata al Santo) riconosciuto UffiCialmente e definitivamente nel 1517.

Il resto del portale è costituito da pilastri scanalati e semicolonne con capitelli corinzi.
Al di sopra di esso e del finestrone balza all’occhio, come sigillo, lo stemma a scudo dei Piccolomini Aragona-Castiglia, che si ripresenta con frequenza, e forse con Un po’ di invadenza, anche negli ambienti della chiesa, della cripta e del chiostro.
L’interno è ad unica navata, divisa in tre vaste campate con volte a crociera, ed abside; vi si accede attraverso una bussola lignea.
In alto, stilla parete di destra, sono poste due Tavole di alto valore artistico.

La prima, Adorazione del Bambino (sec. XVI; scuola umbro-toscana), collocata originariamente sull’altare maggiore, che al tema della Natività di Gesù unisce quello della sua Morte, evocandolo negli strumenti portati dai Putti che circondano, come in danza, il Bambino.
Motivo spirituale questo, che ha avuto in S. Francesco un interprete fondamentale: riferisce il B. Tommaso che egli ” … soprattutto l’Umiltà dell’Incarnazione e la carità della Passione aveva impresse così profondamente nella stia memoria, che difficilmente gli riusciva di pensare ad altro.” ( 1 Cel/ 84).
La seconda, Cristo che si avvía al calvario, la cui collocazione naturale e giusta è la cripta.
Un’elegante pulpito (sec. XVI) intarsiato con monogramma bernardiniano, stemma francescano, stemma piccolomineo, e scritta Ave Maria gratia plena, Dominus tecum, insieme al coro e a due pannelli, parimenti intarsiati, forse del leggio corale, costituisce il primo arredo liturgico ligneo della chiesa. Sulla parete di sinistra si aprono tre cappelle.

Nella prima vi sono affreschi cinquecenteschi: sul tema della Passione di Cristo (profeti, evangelisti, dottori della Chiesa, angeli con gli strumenti della Passione); le figure di S. Pietro e S. Paolo; un ampio frammento, nella parete di fondo, con colonne; sul frontespizio, infine, due figure femminili (Sibille-profetesse) con scritte frammentarie alludenti al Mistero di Cristo (sec. XVI).
Tra la seconda e la terza è raffigurato S. Antonio da Padova con il Vangelo e il giglio, ispirandosi alla prima iconografia antoniana.
Di particolare interesse è la terza cappella: ospita la “Madonna della Misericordia” (o del Gonfalone) (sec. XVI), la cui immagine regale, nella parete centrale, richiama a Culto e moduli nordici.

Il resto della cappella è ornato da affreschi eseguiti dal pittore veneto Paolo Zoppare e collaboratori (sec. XVI), che comprendono: episodi della Vita di Maria narrati dai Vangeli apocrifi, eccetto l’Annunciazione; le figure di S. Giovanni Battista e S. Giovanni Evangelista (a cui erano dedicate due chiese di Celano), S. Lucia e s. Caterina d’Alessandria (le cui immagini erano state affrescate nel secolo precedente in S. Giovanni Battista); due tondi, con S. Antonio abate e S. Girolamo (santi di riferimento per i francescani, per la loro vita eremitica); infine, un volto di Cristo su asciugamano bianco, una Veronica Volto santo.

Le tre cappelle non sono state realizzate contemporaneamente.
La finestra della seconda che dà sulla prima è a doppia strombatura, identica a quella della terza che dà al di fuori; all’esterno, poi, sulla parete corre una cornice in pietra lungo la seconda e la terza cappella, posta in opera, sembra, senza alterazione del tessuto della parete stessa.
Nell’abside è collocato il bel coro in noce con intarsi, eseguito per l’anno 1510 dai Maestri Beltramo Lombardo e Giovanni da Modena.
La scritta stilla cornice, oltre a riferii-si alla committenza relativa al coro, potrebbe alludere ad un intervento importante da parte di Giovanna d’Aragona (suo marito Alfonso era morto nel 1498) sul complesso monastico: all’incrocio della volta dell’abside vi è lo stemma dei Piccolomini Aragona (RMI, 595-596).

Un buon organo Ruffàtti sostituisce, dal 1956, quello precedente. Sull’altare maggiore è posto un crocifisso con il Cristo del sec. XVIII; della stessa epoca è la Via Crucis di tela, di scuola napoletana, corredata da artistici supporti per lampada in ferro battuto; il confessionale, lungo la parete, è del sec. XVII.
Le artistiche vetrate che ornano le finestre, anche nella cripta e nelle cappelle, sono del 1979 (Càmper, Atri).

Opera di artigianato locale è, invece, il bel candelabro per il cero pasquale, eseguito nel 1991 del Maestro Pasquale Di Giacinto (terza cappella).

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Descrizione della Chiesa

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