Comune di Oricola

Questo cognome, non si riscontra prima del 1721, sul cui catasto un tal Pietro figura, con ristretta proprietà. Oggi tra i De Santis, emerge Gioacchino, che con i risparmi e il frutto del lavoro, nelle lontane Americhe, potè acquistare una discreta proprietà rustica e urbana. Fu fattivo e intelligente consigliere comunale e sindaco di Pereto, durante le inaudite lotte per la costituzione di Oricola a comune distinto, ed ora è impiegato comunale.
Gli altri De Santis sono attivi contadini.

I Veroli, ottimi agricoltori e solerti commercianti, provenienti da Riofreddo dal 1870 circa, presentemente gestiscono esercizi di rivendite e sono agiati proprietari. Capo stipite ne era Sebastiano, dal quale nacquero Giorgio e Nunzio, da pochi anni defunti. Nunzio non ebbe figli, Giorgio lasciò gli attuali Angelo, Bernardino e Quintilino. I Fortunati, provenienti dalle Marche, dove hanno una proprietá indivisa, si stabilirono in Oricola, verso il 1876.
Annibale figlio di un medico-chirurgo e fratello dell’ex arciprete di Sambuci, ottima persona, molto pratico in veterinaia, esercitava il mestiere di fabbro-ferraio e maniscalco. Il figlio maggiore Pacifico, nato a Oricola, ha trasferito con la propria famiglia, a scopo di lavoro, la residenza in Segni; Costantino e Luigi esercitano qui, ove ebbero i natali, rispettivarnente il mestiere di sarto e fabbro-ferraio.

Il cognome Cacchione, di cui un ramo è estinto, ha la sua origine dalla vallata Sublacense, da uno dei poderi denominati Casette di Subiaco, e usque ab antiquo ebbe un principe della Chiesa. Attualmente dei Cacchione non rimane che la famiglia di Giuseppe, il quale è laborioso contadino. I Ciaffi, ridotti alla sola famiglia di Marino, sono agricoltori, i di cui antenati provennero da Subiaco verso il 1800.

Con Francesco Graziani, proveniente da Petrella Liri, i cui antenati erano originari dalla Calabria, cominciò da poco meno di un secolo, a riscontrarsi tale cognome in Oricola. Francesco ebbe cinque figli, che andarono a formare i vari rami della famiglia. Uno degli accennati fratelli, a nome Giovanni, fu per oltre mezzo secolo solerte e onesta guardia campestre di questo comune e, in onor del vero, può dirsi che a lui si debba il miglioratnento e conservazione del bosco Sesera, che oggi costituisce il maggior gettito comunale.

Dei Graziani parecchi emigrarono in Roma e suo agro; non rimangono che la famiglia della buona memoria di Felice, da poco scomparso, e di Ascenzo con i due figli Domenico e Giovanni: il primo conducente di macchine agricole e di automobili; il secondo magazziniere della Società Industrie Forestali.
La famiglia Bruni, ebbe origine nel 1841, con Venceslao, i di cui figli Emanuele e Antonio, ottimi contadini, con lavoro onesto, si procurarono una certa agiatezza.

Emanuele fece parte del consiglio, della giunta e di molteplici Commissioni della civica azienda, riscuotendo la stima e la benevolenza dei colleghi e del pubblico, per la probità e saggezza nell’amministrare, nonostante avesse una istruzione molto limitata. Disgraziatamente egli moriva, nell’etá di 59 anni, il 29 marzo 1924, lasciando parecchie figlie e il solo figlio Domenico, giá residente a Roma, ove esercita tuttora l’industria di noleggio automobilistico.
Antonio, non ha eredi maschili e perciò anche questo cognome verrà a scomparire da Oricola.

Falasca, fu importato da Mandela con Simeone, che si ammogliò in Oricola. Da tale matrimonio nacque Agapito e da questi Francesco, che convive con la propria moglie, in discreta agiatezza, nella borgata Civita. Costui ebbe sette figlie, tutte maritate, e nessun figlio: quindi il suo cognome verrá a estinguersi. Pietro Sciò verso il 1864, fissò la sua residenza, da Pereto in Oricola, in seguito al suo matrimonio con Francesca Laurenzi di qui. Da questo connubio nacquero Michele, Massimiliano e Antonio. Michele, che fu consigliere, assessore e funzionante sindaco, in questo comune, ebbe la sventura di perire, in conseguenza di una fatale caduta, in contrada S. Stefano, lasciando i figli Pietro, Giulio e Antonio, i quali risiedono in Roma.
Anche Massimiliano, ferroviere, dimora in Roma. Quindi qui non rimane che la famiglia di Antonio Sciò fu Pietro, contadino, il quale, pur essendosi reso inabile a qualsiasi lavoro proficuo. per ferite, riportate in guerra, ebbe la sfortuna di non essere riconosciuto nelle poco ocolate visite medice militari subite, fu escluso dalla meritata pensione e langue con la famiglia in miserrime ristrettezze.

La famiglia Ciucci, è originaria da Riofreddo, con Dornenico, che, sposata Isabella Minati di Oricola, trasferì la sua residenza qui. Tullio, figlio di Domenico, emerito conducente di macchine agricole, emigrò in Roma, ove dirige con competenza lo scasso di tenute, con macchinari tedeschi. I suoi figli, Domenico e Luigi, esercitano in Roma, rispettivamente i mestieri di stuccatore e di meccanico.

Testi a cura del prof. Achille Laurenti 

avezzano t2

t4

De Santis
De Santis

avezzano t4

t5