L’arrivederci di De Angelis: “Io non riesco a spiegarmelo, caduto per un agguato dettato da motivi miserabili, il mio è un arrivederci”



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Avezzano“Le cose fatte, la determinazione, la buona politica che ha spazzato il marciume che c’era nel vecchio modo di fare politica“, e ancora “ le buone scelte della nostra maggioranza, che hanno portato a realizzare l’80% di quanto promesso alla Città” – un concetto ribadito più volte – la velocità nel concretizzare “Un’idea di città innovativa“.

Inizia così, con la rivendicazione degli elementi che assume caratterizzanti i suoi due anni di mandato, il lungo monologo del dottor Gabriele De Angelis, sindaco uscente di Avezzano, nel corso della conferenza stampa convocata all’indomani della sua Caporetto in Consiglio, giunta dopo un percorso costellato di tensioni, colpi di scena tra i banchi degli eletti (e non), sin dal pronunciamento sull’ormai famigerata “Anatra zoppa”, accompagnata a breve distanza dalla rapida virata del Sindaco, eletto civico, verso Forza Italia.

Un percorso accompagnato da un montante malcontento che è andato a diffondersi tra le fila dei compagni della prima ora – e “delle ore” a seguire – ma, ancor più, tra cittadini. Un malcontento, però, cui De Angelis non ha colto traccia, o cui perlomeno non fa cenno: all’attenta platea ha spiegato che è stato “vittima di un agguato”, che i rappresentanti della “vecchia politica“, “per i loro soggettivi interessi ma anche”, sottolinea De Angelis, “ evidente invidia, hanno operato perché avvenisse quanto accaduto, un atto scellerato”, che, sottolinea, “impedisce di risolvere il problema del mercato, e mi dispiace per gli ambulanti, come per la questione delle multe, per le quali gli autori di questo attacco hanno prodotto un documento che è inutile, fumo negli occhi, perché gli uffici stavano già annullando in autotutela quelle sanzioni che avevano determinate caratteristiche per le quali potevano essere annullate“.

Nel monito del sindaco uscente, anche i presunti danni che, per via del commissariamento, si abbatteranno sulla città a breve, dalla mancanza di eventi estivi a quelli peggiori, quando in Regione e in altri prossimi contesti saranno assunte decisioni cruciali per la pianificazione di interventi per lo sviluppo delle aree, contesti nei quali Avezzano non sarà rappresentata.

Qualcuno in platea fa sommessamente notare che Avezzano non avrebbe avuto comunque rappresentanti, per note e recenti risultanze elettorali, e che i problemi che l’Amministrazione non potrà risolvere per via dello “scellerato agguato” sono stati in realtà generati – e assumiamo pure, col beneficio del dubbio, in buona, buonissima fede e con le migliori intenzioni – dalla stessa Amministrazione, pertanto una piccola autocritica, pure solo accennata, e non pervenuta, era attesa.

In premessa, De Angelis ha voluto ricordare le scuole, la sede universitaria, piazza Torlonia, la ciclabile, i lavori nell’area centrale, il nuovo parco giochi, la questione Irim- nuovo municipio, sottolineando come “In ventiquattro mesi abbiamo fatto tantissimo“. Affermazioni cui hanno fatto eco alcuni mormorii di protesta da parte di alcuni esponenti della politica locale presenti, che hanno voluto ricordare come molti dei progetti, dalle scuole sicure all’area Torlonia, il cui Palazzo omonimo avrebbe dovuto essere sede prestigiosa dell’università, siano nati nel passato e nella precedente amministrazione, se non nelle precedenti, come molti aspetti della questione “ex municipio“.

Un monologo per molti aspetti contraddittorio: il Sindaco De Angelis bolla come “di poco conto le questioni per le quali è stata fatta cadere l’Amministrazione”, ma poco prima le stesse questioni – decisioni per la città attorno alle quali si è condensato il dissenso – le ha indicate come parte importante del suo operato quale amministratore. Un’analisi, quella offerta dal sindaco De Angelis, centrata sulla valenza della sua visione – che i cittadini, spiega, “comprenderanno in seguito” – e che genera diversi interrogativi e la percezione che nel suo tempo alla guida del Capoluogo marsicano, tanto “in uscita” quanto “in ingresso” la sua comunicazione con la Città abbia avuto qualche problema: addita alla velocità di realizzazione il fatto di non essere riuscito a spiegare bene ai cittadini certi progetti e afferma anche, ribadendolo più volte, di “non capire assolutamente come sia potuto succedere quello che è successo”.

L'arrivederci di De Angelis: “Io non riesco a spiegarmelo, caduto per un agguato dettato da motivi miserabili, il mio è un arrivederci”

Una posizione che ha avuto come contraltare la crescente irritazione di una cittadinanza che non si è sentita ascoltata e che ha percepito la difesa tout court di certe decisioni, espressa attraverso vari media, quale arroganza e distanza dai cittadini, un dato che l’ascolto degli avezzanesi, magari anche “indiretto”, attraverso le moderne piazze virtuali, avrebbe dovuto portare all’attenzione del primo cittadino.

Nel finale, Il dottor De Angelis assicura che sarà “in trincea già dai prossimi giorni”, avvisa gli avversari che “hanno avuto solo una piccola vittoria” e rimarca che lui conta sul centrodestra e che, “a dispetto di certe illazioni”, è in ottimi rapporti con il sindaco aquilano Biondi.

Nessuno spazio alle domande dei giornalisti. E in chiosa promette ai cittadini avezzanesi: “Il mio è solo un arrivederci”.