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Contagi in aumento, Abruzzo verso la chiusura di tutte le scuole

L'Abruzzo verso la chiusura delle scuole dalle elementari fino alle superiori, escluse materne e nido, per l'impennata di contagi. L’indicazione è arrivata ieri sera...

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Dal reparto Covid dell’ospedale di Avezzano, una testimonianza di eccellenza

Avezzano – Quella che stiamo per raccontarvi è la storia di un uomo, Vincenzo D’Elia, 70 anni, di San Benedetto dei Marsi, che ha vissuto sulla sua pelle il terribile Covid-19 e del suo ricovero presso l’Ospedale Civile di Avezzano. Un’esperienza difficile a causa dell’imprevedibilità del virus ma che, invece, si è rivelata dal punto di vista medico ed umano di grande spessore.

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Nei primi giorni di gennaio sono stato ricoverato all’Ospedale di Avezzano a causa della mia positività al Covid-19. All’inizio sono stato portato nella cosiddetta “zona grigia e “nel reparto malattie infettive””. Lì era freddino ma mi hanno subito portato una coperta per scaldarmi. Poi sono stato trasferito al reparto Covid dove sono stato accolto con grande professionalità, disponibilità e gentilezza da tutti coloro che ci lavorano” ci confida D’Elia.

L’uomo, nel raccontarci la sua storia, ci tiene a sottolineare quanto la “macchina ospedaliera Covid” stia funzionando e quanto i medici, gli infermieri e gli operatori sanitari del nosocomio avezzanese siano estremamente professionali e cordiali.

Tutte le mattine lo staff medico e gli infermieri erano presenti in reparto per visitarmi e per le terapie. Il reparto, ben riscaldato, veniva accuratamente pulito due volte al giorno e venivano svuotati i cestini presenti all’interno della camera dove vengono gettati i rifiuti speciali dei malati Covid. Un reparto davvero eccellente in termini di assistenza medica e di igiene” continua D’Elia.

Colgo l’occasione per ringraziare tutto il reparto Covid, tutti gli operatori sanitari, e in particolare l’infermiere Franco Troiani e la dottoressa Rinalda Mariani e tutto il personale sanitario dei reparti zona grigia  e malattie infettive. Tutti mi hanno aiutato dal punto di vista medico e psicologico non facendomi mancare niente” conclude il settantenne.

Oggi l’uomo è tornato a casa, sta bene, anche se ancora positivo al virus, ed è in attesa del prossimo tampone nella speranza che il risultato sia negativo.

Una testimonianza vera e sincera su un reparto tanto criticato e tanto difficile da gestire, ma soprattutto sulle persone che vi lavorano, sulla loro gentilezza e professionalità.

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