Dal 1912 al 1984

Testi a cura di Diocleziano Giardini maggiori info autore

Nel 1912 La Leonessa si aggiudica il Primo Premio assoluto del Concorso Bandistico Nazionale tenutosi a Napoli, quindi si fregia della Medaglia D’Oro. La gestione del Corpo Musicale crea grossi problemi all’Amministrazione Comunale tant’è che troviamo numerose deliberazioni in proposito. In una del 16 gennaio 1913 oltre a ricordare l’appianamento delle Gestioni 1902 – 1903 – 1904, estingue anche il passivo per le gestioni dal 1906 fino al 1911 e ci fa conoscere anche alcuni nomi: il Presidente Nicola De Giorgio, i gestori Bernardo Castagna Sindaci, Giuseppe Taddei, Secondino Sanbenedetto, D’Amore, Palladini, D’Alessandri, Ruggeri, Cambise. Inoltre anche i pagamenti: per stampati (K 20:00), strumenti musicali (E 1338:00), la fornitura delle Divise (f 2795:00) ed anche di alcuni creditori: Alloggio e vitto per musicanti gestione 1910 al sig. Enicandro Ruggeri (f 348:00), al sig. Cesare Castagna (K300:00), al sig. Francesco Trabalzi per vitto ed alloggio dei musicanti Calabrese ed altri (K 732:00). Sempre nella gestione del 1910 erano creditori anche i Bandisti: Fiore Lattanzi (K 79:20), Vincenzo Turchi (K 50:00), Domenico Francescone (Z 100:00).

Sono anni duri per la gestione economica ma anche anni di notevoli soddisfazioni in campo musicale, concerti in tutta Italia, in Germania, in Francia in Svezia portano sempre più in alto il nome della Leonessa d’Abruzzo.

Emblematico è l’articolo che appare il 31 luglio del 1914 sul giornale settimanale ”Napoli Mondana” diretto da Ernesto Trifari dove si legge: ”Suona da qualche sera al nostro aristocratico Caffè Gambrinus la notissima Banda di Pescina che già l’altra volta è stata fra noi e che ha ritrovata le generali simpatie, ha avuto riconfermato il più completo successo. La perfetta organizzazione, l’affiatamento completo dei quaranta professori che la compongono nonché la solerzia dell’instancabile e valoroso Maestro Direttore Vincenzo Ferrara giustificano la fama di cui gode la Banda, il successo che ottiene ovunque, le simpatie egli applausi che largamente raccoglie anche qui da noi. Ed il Maestro Ferrara, che con vero amore di arte ha saputo raccogliere e mettere in valore, nella sua Banda, tanti preziosi elementi, oltre che la nostra lode merita la nostra sincera ammirazione. Così nella scelta dei pezzi come nell’esecuzione inappuntabile di essi emerge chiaro la potenza compositiva e della tecnica che possiede ciascun componente della Banda. Come pure è degno di nota l’intelligente cooperazione e la padronanza
artistica degli strumenti da parte dei valorosi solisti. Ed è perciò che ci piace registrare a titolo di omaggio, i nomi dei valorosi solisti che dalle nostre informazioni sono i seguenti: Turchi Amedeo Clarino; Donnarumma Vincenzo Cornetta; Calabrese Giuseppe Trombone, Francescone Domenico Bombardino; ed altri dei quali ci sfuggono i nomi. La Banda di Pescina fra l’altro, è stata costantemente festeggiata, riportando un vero successo, nell’esecuzione della 2° Rapsodia Ungherese, nella Valkiria, nell’Otello, nel plauso e l’augurio di vederla spesso nella nostra città per poter registrare sempre nuovi trionfi”.

La tragedia è alle porte il 13 gennaio 1915, mentre la Banda sta provando nel Teatro S. Francesco, tutto si compie e in pochi interminabili secondi Pescina e i paesi Marsica vengono falcidiati dalla furia del terremoto. I superstiti raccontano che i bandisti furono i primi veri soccorritori dei feriti, la solidarietà fu immediata la Banda con a Capo il Maestro Ferrara si adoperò moltissimo tra le macerie dell’irriconoscibile Pescina. Nei mesi che seguirono la catastrofe non si parlò di musica se non nell’occasione in cui a Chieti fu organizzato un concerto Pro – terremotati con l’adesione di numerose Bande civili e militari. Al terremoto seguì la grande guerra del 1915 – 18 e per altri interminabili mesi non si parlò di musica o di Bande, ma solo di morti e dispersi. I bandisti troppo giovani o troppo anziani per la guerra si ritrovarono e continuarono a tenere alto il nome della Leonessa. La vera ricostituzione Post – terremoto e Post – bellica avvenne soltanto intorno al 1920 con il Maestro Striani e solo nel 1923 con il Maestro Olindo Iannucci (1891 – 1977) tornò ai vertici nazionali. Il Maestro allestì una compagine molto numerosa e con valenti solisti come Giovanni Turchi e Gaetano Pecce.

Nel 1926 subentrò nella Direzione il Maestro Paolo Riverso, nel 1927 troviamo il Maestro napoletano Luigi Guarini che dirigerà fino al 1930. Nel 1931 è la volta del leggendario Maestro Francesco Perazzitti (1884 – 1948) di Silvi, profondo conoscitore delle Bande, compositore di marce sinfoniche, diresse anche le Bande di Campli, Montepagano, Serramonacesca e Silvi. Nel 1932 la Banda viene affidata a Silvino Tracanna già Capo Banda e vice Maestro con Perazzitono anni di crisi economica e di talenti, i migliori strumentisti pescinesi emigrano in altre Bande Abruzzesi, pugliesi o militari: Walter Francescone l’ Sax Tenore, Otello Turchi Tromba SI b, Romolo Gentile Piccolo MI b nella Banda dell’Aeronautica. Gaetano Francescone l’ Piccolo MI b, Vittorio Francescone l’ Clarinetto Basso nella Banda dell’Arma dei Carabinieri. Umberto Francescone l’ Piccolo MI b nella Banda della Finanza; Tullio Francescone l’ Clarinetto Solista nella Banda della Pubblica Sicurezza. Cià nonostante il Maestro Tracanna riesce a comporre una Banda di 30 elementi fino al 1937. Nel 1938 dopo che tutti i bandisti, allievi del Tracanna, attraverso una sottoscrizione, riescono a far proseguire l’attività della Banda essa viene affidata al Maestro Raffaele Di Benedetto di Introdacqua. L’organico sale a 52 bandisti, ricordiamo tra i tanti Amedeo Turchi Flicorno Solista, Cladinoro Turchi Clarinetto Concertista.

Nel 1939 la Direzione viene affidata al Maestro Franco Donatelli di Torremaggiore che vi rimarrà tra alti e bassi fino al 1943. Oltre ad Amedeo e Cladinoro Turchi troviamo anche i Solisti Giuseppe Jacone al Clarinetto Concertista, Arturo Di Meo al Trombone Tenore e Giovanni Turchi al Flicorno Solista. Dopo la parentesi della 2’ guerra Mondiale, ma soprattutto nella stasi dell’occupazione Tedesca, ritroviamo la Banda sul finire del 1944 nella ricostituzione fatta da Giovanni Turchi, che ne assume anche la Direzione e con un organico di 45 elementi suona diverse stagioni fino al 1946. Sul finire del 1946 la Banda viene di nuovo affidata al Maestro Franco Donatelli con un organico di 55 elementi. Attraverso una sottoscrizione popolare furono acquistati nuovi strumenti ed una nuova Divisa. Nella formazione entrano, anche altri componenti della famiglia Turchi, Enrico Flicorno Solista ed Eldo Flicorno Tenore e il Baritono Enzo Vernarelli.

Per qualche anno fino al 1949 tutto procede per il verso giusto, la Banda riconquista il suo ”Posto” nel panorama musicale abruzzese. Con l’inizio degli anni ’50, scoppia una crisi economica e di elementi che porta allo scioglimento del sodalizio e alla quasi inattività fino al 1955. Nel 1956 ancora una volta il Maestro Giovanni Turchi tenta la ricostituzione della Banda e con un organico di 70 elementi è presente alla ”Sagra delle Bande Musicali Abruzzesi” a Sulmona dove riscuote un notevole successo. Le diatribe interne non permettono che l’evento continui e cosi nel 1957 troviamo i nostri solisti emigranti nella Banda di Introdacqua: Giulio Turchi Piccolo MI b, Cladinoro Turchi Clarinetto Concertista, Mario Turchi Flicorno Sopranino, Giovanni Turchi Tromba SI b, Amleto Turchi Flicornino Soprano, Raffaele Francescone Sax Tenore, Giuseppe Iafet Tromba in SI b Basso, Enzo Vernarelli Flicorno Baritono. Nel 1958 e 1959 troviamo ancora il Maestro Giovanni Turchi con piccole formazioni della Banda. Dal 1960 l’ultimo dei Turchi, Cladinoro continua la tradizione di famiglia e del paese e riesce quasi sempre ad allestire un organico tra i 30 e i 40 bandisti.

Per una quindicina di anni Cladinoro allestisce sempre la Banda di Pescina fino al 1976 riuscendo anche ad avere Maestri del calibro di Rainaldi Florideo (1901 – 1975). L’ultima formazione di prestigio allestita con il Rainaldi è: Marco Turchi Flicorno Sopranino Concertista, Giulio Lattanzzi Flicorno Sopranino Solista, Salvatore Esposito l’ Flicorno Tenore, Enzo Vernarelli l’ Flicorno Baritono, Cladinoro Turchi Clarinetto Concertista, Amleto Turchi l’ Flicorno Soprano, Gaetano Tirimarco Flauto e Ottavino, Berardino Palombo Oboe, Silvano Fazzoni Piccolo LA b, Tonino Turchi Piccolo MI b, Flavio Turchi l’ Clarinetto, Sebastiano Cervo l’ Clarinetto, Domenico Bove Sax Soprano, Amleto Belluccini l’ Corno, Rodolfo Vernarelli l’ Tromba SI b, Renato Capitano l’ Tromba SI b, Cesidio Salvil’ Flicorno Baritono, Fernando Francescone Contrabbasso Grave Ml b, Vincenzo Patrizi Contrabbasso Sl b, Gaetano Gazia Timpanista e Ciccio Super Piattista.

Il pieghevole che presenta la Banda è notevole per quei tempi e leggiamo: Gran Complesso Bandistico ”Leonessa d’Abruzzo” Città di Pescina, Premiato con Medaglia d’Oro a Napoli nel 1912, 3 eleganti uniformi, Maestro Direttore comm. Rainaldi Florideo, Cladinoro Turchi Capo Banda e Rappresentante, Amleto Turchi Vice Capo Banda; inoltre vi sono le foto del Maestro e della Banda con i rispettivi recapiti. Nel 1978 la Banda viene affidata al Maestro Narduzzi fino al 1980, dal 1981 al 1984 la Direzione passa al Maestro Striani.

Tratto da “Dalla Leonessa D’Abruzzo ai Leoncini”