Dal 1900 al 1911

Testi a cura di Diocleziano Giardini maggiori info autore
Che il regolamento fosse rigorosamente rispettato se ne hanno prove in tutto il periodo ottocentesco, ma anche in questo nuovo secolo e cosi troviamo un bandista allontanato dal Corpo Musicale perché resosi colpevole di qualche reato e appena uscito dal carcere scrive al Direttore Giacomo Palladini:

”Pecce Giuseppe umilmente si rivolge alla S.V.Ill.ma acciò si benigni prendere in considerazione la preghiera che spinta da un sentimento di cui non posso fare a meno mi prendo la libertà indirizzarle, Conosco che non meriterei il suo perdono come quello dell’ ottimo e buon Maestro Sig Di Janni, ma non debbono attribuirlo a cattività d’ animo ma lungi ad un complesso di circostanze che mi fecero mancare, con la presente però formale promessa che qual’ora le S.S. L L. Ill.mi comoderanno nuovamente l’onore di appartenere a codesto Concerto di cambiar vita e di non dar campo ad atti repressivi verso di me, che farà un modello di disciplina e farò di tutto per meritare la sua stima come quella del Signor Maestro, Pescina li 4 novembre 1900 (firmato) Giuseppe Pecci. D: S: (con altra grafia) L’11 di novembre che il nostro amato Sovrano Vittorio Emanuele 3° darà l’amministia. La S V. Ill.ma potrebbe benignarsi accordare questa anche al povero Pecce.

La domanda verrà accolta, tant’è che troviamo il Pecce presente tra i firmatari di una lettera petizione al Direttore Palladini dove si capisce l’attaccamento dei pescinesi e dei bandisti al Corpo Musicale. Nella lettera, oltre a rimarcare l’amore per la Banda, viene richiesto: ”… di fornire il Concerto di Timpani per meglio dare onore alla Banda di Pescina… ”. I firmatari sono quasi tutti componenti della , Banda: ”Antonio Francescone, Giovanni Francescone, Florindo Villanucci, Giuseppe Pecce, Pasquale Celeste, Florindo Lattanzi, Domenico Francescone, Simplicio Panecaldo, Antonio Francescone 2’, Verna Giuseppe, Lorenzo Merolli, Antonio Lattanzi, Gaetano Pecce 2’, Antonio Villanucci, Gaetano Ruggen, Luigi Ceresoni Ptetro Oel Grosso Alfonso Lattanzr, Vmcen-zo Franceseone Luigi Francescone Michele Troiani, A’icola De Silvestris, Luigi Palli e Antonino Sanbenedetto”.

Il novecento si apre con una serie di concerti in vari paesi. Cappadocia 15 e 16 luglio (Procuratore festa Angelo Rossi), Civita D’Antino dal 31 agosto al 4 settembre (Comitato festa), Avezzano 24 e 25 agosto (Proeuratore festa Attilio Pescante), Castel Vecchio Subequo 3 e 4 ottobre (Procuratore festa Giuseppe D’Orazio).

La Banda, ormai acclamata in ogni esibizione, vive un ottimo momento anche economico prova ne è che, sia per gli acquisti sia per le riparazioni degli strumenti, il Corpo Musicale si rifornisce presso i più rinomati Stabilimenti Musicali. Il più frequentato è il famoso ”Premiato Stabilimento d’istrumenti Musicali ottone e legno Ferdinando Roth di Antonio Bottoli in Milano”. In una fattura dell’11 agosto 1900 il Bottoli riconsegna al Maestro Antonio Di Janni: ”1 Elicon in SI b – levate le ammaccature al fusto – impernatura alla macchina – diverse saldature a parte – 2 bottoni; 1 Elicon MI b – levate le ammaccature al fusto – impernatura alla macchina – 3 ghiere, 2 femmine, 2 traversoni spalline – 1 sbortieo, 3 bottoni; l Bombardino SIL – riparazione solo alla macchina fatto novo il traversino sostegno giuoco – 3 piattelli interni – 1 piattello esterno – 1 bottone, 1 Cornetta impernatura alla macchina 3 Sordine levate le ammaccature e rimesse a nuovo Conclude con una nota al biglietto ferroviario: ”Ho eseguito ai 4 strumenti il pure necessario e come vedrà ho dovuto mettere diversi pezzi nuovi alla macchina deL Bombardino.
Era prevedibile che la cassa era troppo ,piccola per il ritorno, quando cioè le campane dei bassi fossero raddrizzate, cosi o dovuto alzare la cassa’.

Che ci fosse anche l’uso delle giustificazioni lo troviamo in una lettera deI Maestro Antonio Di Janni al Direttore Giacomo Palladini, ”Non ho potuto accompagnare il Corpo Musicale perché indisposte con forte raffreddore. Le rimetto l’avviso delle Ferrovie per l’avere degli strumenti riparati. Le ho pure mandato, a mezzo Silvino, la fattura di Roth, e nella stessa sempre si raccomanda che son scaduti da mesi accordatici dal fabbricante, pel pagamento degli strumenti nuovi acquistati ”. Oltre alle giustificazioni il Direttore era investito anche delle diatribe tra bandisti, tra loro e il Maestro, tra loro e il Capo Banda, In una lettera, del bandista Giulio Sciulli ne troviamo la prova.

Indirizzata al Direttore Palladini e datata 11 ottobre 1900 essa dice tra l’altro: ”La 5. V. IIL.ma ben sa quali e quanta cura il supplicante si abbia preso nell’interesse del Corpo Musicale di Pescina e pure per tutta ricompensa anziché pagarglisi quello che giustamente gli andrebbe dovuto, gli si addebita dal Maestro di aver percetto in più S 24:00? I risultati dell’opera prestata esistono segnati né registri delle feste fatte, quindi il conto può benissimo farsi,… ”.

Al Direttore pervenivano anche le richieste di adesione alla Banda di valenti professionisti da tutto l’Abruzzo: una del 5 dicembre 1900 è del Professore di Cornetta Rocco Catena di Francavilla a Mare, che viene accolta e troviamo Rocco Catena il 24 dicembre 1901 l’ Cornetta del Concerto Musicale di Pescina; un’altra del Maestro G. B. Pinna amico del Maestro Vessella di Roma. Tra le tante richieste, una significativa è senza dubbio quella del Disegnatore aquilano Eugenio Di Renzi che su incarico del Comitato ”Pro – Aquila” conclude l’accordo per il concerto e nella lettera del 19 giugno 1901 si legge: ”… lo scopo di conoseere la residenza (riferito ad un concerto della Banda di Pescina) è perché il Sig. Giuseppe Marinangeli, Presidente e il Sig. Comm. Jacobucci, intendono recarsi di persona ad ascoltare, prima di una definitiva scrittura… e quindi mi raccomando alla sua valevole autorità, e competenza. Mi faccia trionfare, specie contro Chieti! E contro chi tanto Ia sostiene… conosco troppo bene i meriti del Concerto di Pescina e quindi a Pescina la gloria e a me la palma… io poi telegraferà la partenza cosi sarà avvisato anche iL M’ Mercaldo… ”.

In questo anno scopriamo che la famosa Sala Musicale per le prove della Banda nient’altro era che il Teatro Comunale e la gestione era propria del Corpo Musicale, tant’è che anche per altre rappresentazioni la richiesta veniva fatta al Direttore della Banda ed appunto nella lettera del 5 novembre 1901 il Capocomico Anselmo Lombardi di Montepagano (Ascoli Piceno) chiede: ”…vengo con la presente a domandare L’uso di codesto Teatro per la mia Compagnia di Prosa e Canto… ”. Quindi, la Banda, aveva un ruolo anche dal punto di vista sociale e culturale, epicentro di molte iniziative per il paese. Un’altra serie 4 concerti vedono la Banda impegnata in Cappadocia 15 agosto 1902 (Procuratore festa Alfredo Calderoni), Civita D’Antino settembre 1902 (Procuratore festa Agapito Di Cesare) Fontana Li 5 e 6 dicembre 1902 per la festa di S Barbara presso il Regio Pontificio (Comandante Giuseppe La Rocca). Con l’aumentare dei concerti vi era anche l’usura degli strumenti e di frequente ne venivano acquistati di nuovi, sempre a spese del Concerto Musicale. Una fattura del 25 aprile 1902 prova l’acquisto, sempre dalla rinomata ”Ferdinando Roth” di Antonio Bottoli di Milano, di: ”1 Clarino SI b per solista – ebano vero lucidato a naturale – 13 chiavi Panella di Filo Alpacco – più la chiave del doppio DO #, lavorazione superiore a E 55,00; l Bocchino d’ebano per Clarino con camera moLto ben sfogata a S 3:00”.

Queste spese erano notevoli per l’epoca e costringevano a chiedere anche dilazioni di pagamento che a volte venivano accordate data la rinomanza della Banda. Leggiamo in una lettera del Sig. Bottoli del 15 settembre 1902: ”…ricevuto l’acconto mandatomi e tengo valido il suo biglietto quale garanzia di pagamento entro il gennaio 1903… ” La Banda si reggeva con le entrate dei concerti e con il sussidio Comunale ma non sempre tutto procedeva per il verso giusto; cosi rispondeva il 22 dicembre 1903 Secondino Sanbenedetto impiegato Comunale alla richiesta di Fondi da parte del Direttore Palladini: ”Sono continuamente crocifissato dai musicanti per le continue anticipazioni, stante i bisogni per soLennizzare le Sante Feste.

Più di tutti mi fanno pena Luigi Sanbenedetto e Petrocchini. Ben conosce la S. V, quali somme ho pagate peL Concerto pno ad oggi, aggiungendo X 150:00 date a Turchi Amedeo e S 50:00 a Giovanni Francescone. 1Von ho maniera come fare altri pagamenti al riguardo e non mi fido più di sentire concerti. Mi permetto quindi pregarla darmi disposizioni al riguardo. Ricordo inoltre che urge provvedere l’acquisto di strumenti indispensabili ai forestieri essendo prossimo il capo d’anno. Con rispetto ed ossequio”. La crisi colpisce oltre all’economia anche la dirigenza della Banda e dopo una parentesi di Donato De Aloisio (si dimette il 23 gennaio 1908), torna alla Direzione Giacomo Palladini che subito riprende l’attività sospesa con nuova vitalità.

La Banda riceve attestati da ogni luogo, contratti e contatti con i venditori di strumenti da tutta Italia: Ferdinando Roth di Milano, Secondo Brunelli di Brescia, M.’ Michele De Caro di Napoli. In una lettera del 5 gennaio 1907 di A. Chiaffarelli della Banda Rossa di Sansevero si buttano le basi per un accordo tra le due Bande per fare i giri nei rispettivi luoghi. Ma un freno al momento di euforia viene dalle dimissioni del Maestro Antonio Mercaldo che cosi scrive in data 26 dicembre 1909; ”Sono dolente di doverle annunciare oggi stesso ho presentato a questo Signor Sindaco le dimissioni da Maestro di questo Concerto Musicale.

Ho dovuto prendere tale decisione non tanto per il miglioramento dello stipendio ma più di tutto per l’educazione della mia famiglia, che nella residenza di San Severo troverà parecchi istituti d’istruzione e d’educazione. E ripeto anche a lei quanto detto al Signor Sindaco, che cioè, non abbandonerei questa simpatica Città che mi fu sempre larga di stima e di benevolenza, se non avessi dei figli da educare”.

A quest’evento segue qualche mese di stasi da parte della Banda, ma subito è nominato il nuovo Maestro: Vincenzo Ferrara. È il Maestro che darà, forse, più d’altri lustro e rinomanza alla Banda, sotto la sua Direzione nasce il nome che rimarrà nella storia ”La Leonessa d’Abruzzo”. Sono anni di grandi soddisfazioni, tournée in Italia ed all’estero, concerti memorabili che fanno accedere, così, La Leonessa nell’olimpo delle Bande italiane. Viene deciso di creare un organismo più stabile e legale: ”La Società di Mutuo Soccorso Cooperativa Società Musicale di Pescina” con un Atto del 5 marzo 1911 presso il Notaio Giovanni Mascioli di Berardino da: Avv. cav. Nicola De Giorgio di Alfonso, Avv. cav. Giacomo Palladini di Pietro, cav. Bernardo Castagna fu Antonio, Antonio Zazzara fu Salvatore, Enicandro Ruggeri fu Salvatore, Gaetano Morgani fu Michele, Panfilo Sclocchi di Emidio, Gregorio Tarquini fu Gianfilippo, Secondo Sambenedetto di Pietro, Pasquale D’Alessandri fu Vincenzo, Fulgenzio D’Alessandri fu Vincenzo, Salvatore Simboli fu Luigi, Gaetano Di Muzio di Vincenzo, Giacinto Capuzza di Onofrio, Pio Jacone di Achille, Dario Galeone di Giovanni, Luigi Ruggeri fu Berardo, Vincenzo Sanbenedetto di Germano, Vincenzo D’Arcadia fu Giovanni, Vincenzo Zugaro di Errico, Anselmo D’Amore fu Pietro, dott. Luigi Biondi fu Prospero, Ruggero Spina fu Valentino, Vincenzo Valente di Antonio, Massimiliano Ranalli fu Camillo, Francesco Morgani di Luigi, Orazio Mascioli fu Giacinto, Luigi Scomolla fu Telemaco, Nunzio Rinaldi di Angelo, Francesco Sabatini fu Cesare, Oreste Mostacci fu Antonio, Raffaele Taglieri Sclocchi fu Emidio, Luigi Taddei fu Raffaele, Giuseppe Migliori di Domenico, Francesco Mastrone fu Arcangelo, Domenico Ruggeri fu Antonio, Innocenzo Sanbenedetto fu Adamo, Giuseppe Tranquilli di Giovanni, Berardino Giuliani di Francesco, Vincenzo Spina fu Valentino, tutti domiciliati a Pescina.

La Società costituita da 123 soci che s’impegnano con una sottoscrizione a reggere l’economia della Banda e della Scuola Musicale con pagamenti rateizzati mensili per la durata di cinque anni. Nell’Atto costitutivo vi sono oltre alle regole per la Banda anche quelle per i Soci fondatori e in allegato la ”Nota dei sottoscrittori per il Concerto Musicale di Pescina”.

Tratto da “Dalla Leonessa D’Abruzzo ai Leoncini”