A San Benedetto dei Marsi la cultura si costruisce giorno dopo giorno attraverso un lavoro silenzioso ma costante, fatto di libri, incontri, mostre, musica e partecipazione. È il percorso del Caffè letterario Spazio Cultura, associazione attiva dal 2019, che negli anni si è affermata come presidio culturale stabile e punto di riferimento per la vita sociale del paese.
Un gruppo di donne – Maria Di Nardo, Valeria De Vincentis, Emanuela De Vincentis, Monica e Maria Di Genova, Isabella De Vincentis – che ha scelto di investire tempo, competenze e passione nella promozione della cultura locale, animando la biblioteca comunale, l’ex municipio restaurato dall’amministrazione, oggi diventato uno spazio vivo di aggregazione e produzione culturale.
Presentazioni di libri, esposizioni artistiche, iniziative per bambini, eventi estivi davanti al portale della chiesa di Santa Sabina, collaborazioni con scuole, artisti e istituzioni: le attività del Caffè letterario si muovono lungo un’idea precisa di cultura come bene condiviso, accessibile e capace di rafforzare l’identità della comunità.
In questo percorso si inserisce, come riconoscimento simbolico del lavoro culturale svolto, la scelta del maestro orafo Giuliano Montaldi di dedicare al portale della chiesa di Santa Sabina uno dei gioielli della collezione I Love Abruzzo e di coinvolgere le donne del Caffè letterario Spazio Cultura come modelle d’eccezione, chiamate a indossare e raccontare l’opera attraverso una serie di immagini. Un gesto che valorizza il legame tra arte, comunità e territorio, sintetizzato nello slogan “Custodi del nostro territorio”, che accompagna il progetto fotografico.






Il portale di Santa Sabina, uno dei pochi elementi sopravvissuti al terremoto, diventa così metafora di resilienza e continuità, gli stessi valori che caratterizzano l’associazione: dieci anni di attività portati avanti tra impegno volontario, confronto, responsabilità e una forte rete di relazioni.
Il Caffè letterario Spazio Cultura si conferma così una realtà capace di tenere insieme memoria e futuro, tradizione e progettualità, dimostrando che la cultura, anche nei piccoli centri, può essere motore di crescita e consapevolezza collettiva.
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