Affondo di Verdecchia su Piazza Mercato “in Avezzano come Beirut bombardata. Nulla di più ingeneroso ed inveritiero”



Condividi su facebook
Condividi
Condividi su whatsapp
INVIA
Condividi su telegram
Telegram
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su email
Email
Condividi su print
Stampa

Avezzano – L’ex Consigliere Comunale Roberto Verdecchia “affonda” sui lavori di piazza mercato, e lo fa attraverso una nota stampa in cui esprime una critica pungente sulla questione dei lavori di Piazza Mercato e sulle perplessità generate dal taglio degli alberi già avvenuto e su quello potenziale dei due rimasti. Soprattutto nella nota si evidenzia il dubbio su un’eventuale rimodulazione del progetto nelle misure di tempo e denaro oltre che al carattere migliorativo della rimodulazione stesso. L’appello finale è ai Cittadini che devono, “comuni mortali” che devono sensibilizzare chi di dovere come il signor Commissario Prefettizio e il Dirigente del Settore dei lavori pubblici

Così Roberto Verdecchia:

I lavori della “Città bella” inerenti la manutenzione straordinaria oggetto dell’appalto con inizio lavori 01.07.2019 e con fine lavori 28 novembre 2019, ovvero esattamente tra un mese, per un progetto esecutivo approvato con determina dirigenziale del 24 agosto 2018 per un importo dei lavori posti al prezzo base d’asta (soggetto a ribasso) per € 407.000 e qualche spiccio, da subito hanno destato svariate perplessità sia per il progetto che per il tanto criticato taglio degli alberi nonostante le perizie sui fusti arborei abbiano  detto cose ben diverse sul loro stato di salute e nonostante che oggi si scopre per i due residui platani un presunto cancro colorato.

Se è pur vero che da lunedì 05 agosto 2019 è stata realizzata la recinzione dell’area sull’intera piazza e che dal 30 settembre al 3 ottobre vi è stato un parziale sbancamento della medesima, oggi rimaniamo perplessi ed attoniti perché oltre ai quattro/cinque cumuli di detriti (come se fossimo davanti ad una Beirut bombardata), null’altro si comprende e nulla si muove.

Quel “null’altro” tuttavia, non riguarda esclusivamente le cinque piante che non ci sono più o lo stabilire che fine facciano le due superstiti – ovvero se supereranno le osservazioni di qualche ambientalista vista la pubblicazione sull’albo pretorio circa la loro decapitazione dettata dal presunto cancro colorato; quel “null’altro” non riguarda neanche un ipotetico intervento della Sovrintendenza per dare una valutazione-direzione sull’input dei lavori che dovrebbero proseguire come da progetto esecutivo del 24 agosto 2018.

Dovremmo domandarci, invece, se quel progetto ha avuto delle rimodulazioni rispetto al progetto preliminare o se sono intervenute delle variazioni in corso d’opera, e comprendere se queste variazioni costituiscono aspetti migliorativi a quanto inizialmente progettato da parte della società che lo ha elaborato e se quell’iniziale progetto aveva delle imprecisioni o marcati errori progettuali. Errori questi ultimi di lapalissiana evidenza secondo i più esperti, pur tuttavia da nessuno rilevati inizialmente ed emersi in fase di esecuzione. Il tutto anche domandandoci il prezzo delle varianti e di quanto inciderà sull’opera finale che sembra trasmodare oltre il doppio di quanto oggetto di appaltato.

Non sta a noi politici di turno stabilire ciò, tuttavia sta a noi “comuni mortali” ovvero cittadini sensibili sensibilizzare chi di dovere: sia il Dirigente del Settore dei lavori pubblici ed il R.U.P. da una parte,  a verificare se ad oggi c’è un ordine di servizio e se questo sia idoneo, una perizia di variante approvata, una compiuta e precisa analisi sulle piante residue ancora da abbattere, se il cemento da dover utilizzare per le fondazioni è lo stesso del progetto iniziale o sembrerebbe essere auspicabile altro tipo per la esatta realizzazione dell’opera, quale tipo di piastrelle dovrà essere utilizzato e se detto materiale risulta idoneo per il luogo; sia dall’altra Lei Signor Commissario Prefettizio, ad interessarsi in modo specifico e concreto a detta vicenda,  facendo valutare a chi di dovere l’esatta esecuzione dell’opera, se questa può comportare ed in che modo un aumento dei costi attraverso le varianti e soprattutto che, quel fine lavori previsti per il fine novembre 2019 non abbia una data suscettibile a proroga quale ad esempio  fine novembre 2020, circostanza questa che graverebbe su tutta la città, sui residenti e su tutte le attività commerciali ivi esistenti.