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In un Diurno del XV secolo del tagliacozzano Girolamo de’ Jacobutiis, Vescovo di Veroli, conservato in passato nella chiesa, era riportata la notizia della consacrazione dell’altare maggiore il 20 novembre del 1233, ma dubbi permangono sull’autenticità del documento.

E’ certo comunque che a metà del duecento era attivo un cantiere francescano in Tagliacozzo come confermato dalla Bolla di Innocenzo IV del 17 giugno del 1252, cantiere probabilmente avviato dal beato Tommaso da Celano. Sostanziosi furono gli interventi degli Orsìni nel XIV e soprattutto nella seconda metà del XV che portarono al completamento della facciata tardo-gotica firmata in alto dallo stemma della famiglia feudale, stemma successivamente abraso per volere dei Colonna successori degli Orsini nella contea di Tagliacozzo. Tra la fine del ‘500 ed i primi del ‘600 l’adiacente convento fu sottoposto ad ampliamenti ad opera dei Colonna con la realizzazione del chiostro con al centro la cisterna dotata di sovrastante vera quadrata ornata di pilastrini e datata 1692: nel 1608 furono affrescati sia le volte dell’androne che le lunette del porticato. Nel secolo XVIII l’interno della chiesa fu barocchizzato con la realizzazione di volte, altari e sovrapposizioni decorative in stile rococò.

Nel 1809 con la soppressione napoleonica degli istituti religiosi e l’allontanamento dei frati, la struttura cultuale fu adibita ad ufficio comunale e successivamente a scuola. Negli anni ’60 del nostro secolo sia la chiesa che il convento furono restaurati con l’eliminazione delle sovrastrutture decorative settecentesche, restauri che permisero il ritorno dei Francescani.

La facciata, originariamente terminante con il coronamento orizzontale decorato da archetti ciechi, si presenta strutturata nella sua forma della seconda metà del XV secolo con facciata divisa in due parti da una cornice (con Agnus Dei centrale) che delimita il portale tardo-gotico di scuola aquilana dal sovrastante grande rosone a ruota simile a quello di S. Maria della Tomba di Sulmona: sopra il rosone è scalpellato lo stemma degli Orsini a cui si deve il completamento quattrocentesco dell’edificio cultuale ed i cui cardinali (Jacopo e Giovanní) vi furono sepolti nell’interno.

L’interno ad unica navata con tre campate coperte da volte a crociera e presbiterio rialzato, presenta sulla parete sinistra una nicchia su cui sono conservate le spoglie dei frate Beato Tommaso da Celano, primo biografo di S. Francesco, morto nel monastero femminile di S. Giovanni di Va] dei Varrì nel 1260 e nel ‘500 traslato nella chiesa tagliacozzana. Nei transetti, nella sagrestia e sulle pareti delle campate sono invece conservate pale d’altare del XVI, XVII e XVIII secolo, un crocifisso ligneo e la statua lignea di S. Antonio di Padova del 500.

Del primitivo convento rimane l’ingresso, dotato di portale con arco ogivale, aperto sul tardo-gotiche del XV secolo sul settore nord del chiostro interno, mentre l’ingresso tardo-rinascimentale si apre sull’avancorpo sud. Il chiostro interno (fine del ‘500 ed inizi del ‘600) a pianta leggermente trapezoidale, è caratterizzato da un porticato a pilastri quadrati con al centro una vera di cisterna decorata da rosoncini delimitati da comici e sovrastanti piedritti quadrati con architrave orizzontale modanato. Le lunette, degli inizi dei ‘600 e riferibili a due autori, narrano la vita di S. Francesco ed hanno come fonte di ispirazione la Leggenda Maggiore di S. Bonaventura.

L’androne dell’ingresso presenta la volta a botte affrescata nel 1608 con albero genealogico dell’ordine francescano, S. Francesco con a fianco i suoi primi frati e veduta fantastica di Assisi: sulla lunetta invece sono evidenti figure allegoriche e lo stemma dei Colonna.

N.B. Per approfondimenti visitare la sezione Chiese di Tagliacozzo>>

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CONVENTI NELLA MARSICA ( Chiesa - Convento di S. Francesco in Tagliacozzo )

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