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Comune di Carsoli

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Le cavità studiate, con inghiottitoio posto al contatto, od in prossimità di esso, tra formazioni carbonate e formazioni prevalentemente silicatiche, presentano riempimenti eterogenei come composizione mineralogica. I motivi di questa eterogeneità derivano dal fatto che i sedimenti del bacino imbrifero hanno natura molto diversa da quelli di origine interna. Va aggiunto che anche questi hanno subito una evoluzione composizionale per dissoluzione dei carbonati gia prima di essere trasporatti nelle cavità, dove si sono mescolati con i sedimenti residuali di percolazione interna. Un fatto particolare che diversifica i riempimenti di questo sistema carsico da quelli, più comunemente presenti in grotta, e rappresentato dall’apporto di materiale vulcanico, identificato in posto all’interno della Grotta del Cervo.

La vulcanite, datata circa 840.000 anni, e precedente, come messa in posto, ai processi più antichi di concrezionamento, aventi 350.000 anni, e a quelli principali di formazione del complesso carsico in quanto, se gia esistente, questo avrebbe rappresentato una via di espansione per il materiale vulcanico stesso. Dal punto di vista granulometrico, a parte i clasti vulcanici, si hanno in prevalenza riempimenti fini a livello di silt. La scarsità di materiale grossolano e spiegabile con la presenza, all’esterno, di un bacino di decantazione nella valle chiusa a monte degli inghiottitoi, di cui attualmente e attivo solo quello dell’Ovito.

E’ ipotizzabile che condizioni analoghe esistessero in passato anche per l’inghiottitoio della Grotta del Cervo, divenuto poi pensile in seguito ad evoluzione morfologica. Per la vulcanite che rappresenta il motivo di maggiore interesse petrografico, non solo del complesso carsico ma dell’intera zona, e previsto un successivo studio particolare più approfondito.

Ringraziamenti

Gli Autori ringraziano la prof.ssa Maria Pia Mantovani Uguzzoni dell’Istituto di Geologia dell’Università di Modena per le numerose determinazioni ed osservazioni micropaleontologiche fornite, il prof. Giorgio Ferrara del Laboratorio di Geocronologia Nucleare dell’Università di Pisa, per la datazione della vulcanite, il dott. Silvano Agostini della Soprintendenza Archeologica dell’Abruzzo per l’appassionata consulenza sul terreno ed i colleghi dell’Istituto di Mineralogia e Petrografia dell’Università di Modena dott. Maurizio Mazzucchelli, dott.ssa Simona Bigi e le funzionarie tecniche Daniela Rabitti e Tina Giliberti per le determinazioni chimiche effettuate. Questo studio, condotto nell’ambito di ricerche di Petrografia del Sedimentario, e stato effettuato con fondi 60% del M.P.I..

L’area carsica di Pietrasecca

Testi a cura di Bertolani M., Lugli S., Rossi A.

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Conclusioni e ringraziamenti

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