COMUNE DI OVINDOLI … PARCHI E RISERVE NATURALI

l Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise è il paradiso degli escursionisti. E’ possibile visitarlo in tutte le stagioni per ammirare la varietà dei colori che la natura riesce ad offrire a diverse temperature.

E’ eccezionale per la varietà di specie animali, orsi camosci, aquile reali, lupi, cervi, caprioli, il cui simbolo è l’orso bruno, e vegetali che si possono vedere durante le visite guidate lungo gli oltre 150 sentieri: dalla splendida Val Fondillo, presso Opi, comune Marsicano, partono numerosi percorsi fra i quali quello che dalla Segheria porta alla Grotta delle fate. Da non perdere è la Camosciara con le sue numerose cascate e i sentieri che raggiungono zone di riserva integrale del Parco, e suggestivo è il percorso della Valle di Rose, che a partire da Civitella Alfedena, offre l’opportunità di osservare numerose specie di animali protetti.

Non manca l’aspetto culturale, innumerevoli sono le testimonianze medievali nei borghi del Parco, come la minuscola e suggestiva Opi, uno dei centri più elevati del parco, al cui struttura medievale è ancora riconoscibile, fatta di case raggruppate e strette vie a gradoni, con gli edifici posti sul ciglio estremo del picco roccioso. Pescasseroli, sede della Direzione del parco Nazionale D’Abruzzo e patria di Benedetto Croce. Forti sono nel Parco le antiche tradizioni gastronomiche e artigianali che rendono unico il fascino di questo comprensorio.
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Il Parco naturale Regionale del Sirente-Velino é costituito da quattro zone: La media Valle dell’Aterno, la Valle Subequana, l’altopiano delle Rocche e la Marsica settentrionale. Il territorio è ricco di storia, di pregevoli presenze storiche, architettoniche e archeologiche, di ambienti naturali unici, di presenze faunistiche e folcloristiche rare. Ognuna delle quattro zone citate ha caratteristiche diverse e proprio questo rende il Parco del Sirente-Velino del tutto originale.

Nel versante Marsicano del parco, di notevole interesse sono le torri di Aielli, Collarmele e S. Iona, un tempo parte integrante del sistema difensivo medioevale di Celano dominato da un importante castello. I resti del recinto fortificato italico di M. Secine, nei pressi di Aielli, uno dei più importanti di tutta la Marsica; Magliano dei Marsi, sede della Riserva Naturale Orientata “Monte Velino”, e la chiesa di S. Maria in Valle Porclaneta, nei pressi Rosciolo, alle pendici meridionali del Velino e Massa d’Albe nei pressi di alba Fucens una delle più imponenti colonie romane dell’Italia centrale, sulla via consolare Tiburtina Valeria.

Almeno due branchi di lupi frequentano queste montagne; accertata la presenza dell’orso bruno marsicano, cervi grifoni e corvi imperiali e questo solo per citare alcune delle numerosissime presenze di interesse naturalistico, architettonico e archeologico che fanno, di questo Parco, uno degli ambienti più interessanti di tutto l’Appennino.
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Riserva Regionale Zompo Lo Schioppo
A forma di ampio anfiteatro morenico, nella parte centrale dell’Appenino Abruzzese, si innesta la valle montana della Riserva Naturale “Zompo lo Schioppo”, che occupa una superficie di 1025 ettari interamente ricadente nel comune Marsicano di Morino. La Riserva prende il nome da una cascata che si ammira nei mesi primaverili, che con un salto (zompo appunto) di 80 metri, risulta essere la più alta dell’Appennino tra quelle naturali.

La Riserva è vicina al bacino della marsica e collocata in un contesto di aree naturali protette che le conferiscono un’importanza notevole, essa è infatti in diretta connessione con il Parco Nazionale d’Abruzzo e ciò permette a molte specie di animali di potersi spostare all’interno del sistema abruzzese di parchi e riserve utilizzando dei corridoi naturali e sicuri, in quanto protetti.

Il clima dell’area è riferibile a quello della regione temperata. Questa condizione climatica è resa più favorevole dalla conformazione della Valle Roveto, in cui la riserva è situata, percorsa dall’alto corso del fiume Liri, limitata ad occidente dalla catena dei Simbruini-Ernici, chiusa ad oriente da un crinale montuoso che la separa dalla piana del Fucino, tale esposizione favorevole permette la vita di numerose specie di animali ed inoltre l’escursionista attento percorrendo la linea di cresta potrà imbattersi in un cippo dell’antico confine tra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli, ancora ben conservato.
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