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Comune di Scurcola Marsicana

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La chiesa di S. Nicola di Cappelle appare citata, la prima volta, nella bolla di Clemente III, che è del 1188. Segno che, a quell’epoca, già aveva la sua importanza e già dipendeva dal vescovo dei Marsi, nonostante le rivendicazioni avanzate dagli abati di Casamari.

Comunque, poco chiara è la questione dell’appartenenza di questa chiesa ai monaci o ai vescovi, anche perché – come abbiamo visto nel paragrafo precedente – ancora nel 1216 papa Onorio III l’attribuiva a Casamari; e anche nei secoli successivi sembra che essa rimanesse soggetta, per quanto riguardava il pagamento dei tributi, ai Cisterciensi di S. Maria della Vittoria di Scurcola, sotto il patronato laico dei principi Colonna.

Fu solo verso la fine del Cinquecento che il vescovo dei Marsi mons. Matteo Colli riuscì a ridimensionare le pretese dei Colonna (i monaci erano già spariti da alcuni decenni), trasformando l’abbazia di S. Nicola in “chiesa collegiata”, con un abate soggetto al vescovo e quattro canonici.

Il primo rettore della rinnovata chiesa di Cappelle fu l’abate don Tullio de Antonellis, che venne ufficialmente investito della carica con bolla del 20 aprile 1583, ad appena un anno dall’erezione della collegiata stessa.

Nel XVI secolo la chiesa di S. Nicola, dalla pianta molto semplice, aveva sei altari. Più tardi, restaurata e modificata nella struttura interna, vide ridursi a cinque gli altari, uno dei quali venne dedicato al santo titolare, S. Nicola di Bari.

Il campanile, assai modesto, e un “hospitale” completavano l’edificio, attorno al quale si era andato sviluppando il paese di Cappelle, che sarà completamente distrutto dal terremoto del 1915.

Testi a cura del prof. Angelo Melchiorre 

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Chiesa di San Nicola

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