Celano piange la morte del professor Raffaele Rosati, amava molto Celano e la sua gente



Celano – Il professor Raffaele Rosati è scomparso oggi. Aveva 86 anni e, purtroppo, era malato da tempo. Il professor Rosati, autore di numerosi libri, era molto stimato e amato a Celano, ma anche in tutta la Marsica. Nel corso della sua vita, Rosati ha insegnato nelle scuole elementari di Celano formando centinaia di giovanissimi.

Per molti anni ha seguito la cronaca di Celano per le colonne de “Il Messaggero” dedicandosi spesso allo sport, altra sua grande passione. Ha seguito a lungo le vicende del Celano Calcio celebrandone i successi e descrivendone le sconfitte. Nel corso della sua vita il professor Rosati si è dedicato anche all’attività politica, rivestendo il ruolo di consigliere comunale.

Calzanti le parole dell’amico Gianvincenzo Sforza con il quale ha condiviso molto in questi ultimi anni.

Quanti ricordi mi legano a Raffele Rosati, uomo sicuramente poliedrico che in questa valle di lacrime lascia segni del suo passaggio in più settori della nostra comunità. Simpatizzante Socialista (iscritto per lunghi anni al P.S.I.) ha ricoperto la carica di consigliere comunale di Celano più volte impegnandosi nelle politiche sociali. Maestro elementare in più centri della Marsica e a Celano dove, dopo molti anni di insegnamento, ha concluso la sua carriera. Sportivo di lungo corso, prima come atleta del Celano degli anni d’oro fatto da tanti ragazzi celanesi che su un prato verde correvano dietro ad un pallone credendoci e lottando per il risultato che faceva felici gli atleti e i celanesi che, copiosi, riempivano gli spalti del Mitico Bonaldi. E’ stato sportivo da sempre ed ha continuato ad esserlo anche dopo che ha dismesso le sue “Scarpette tacchettate” seguendo le sorti del Celano Calcio, quella della mitica C2 di Barigazzi. Giornalista-Pubblicista ha esordito come corrispondente del “Il Messaggero”, dove ha espletato questa funzione per molti anni. Esordì come telecronista sportivo nelle dirette delle allora prime televisioni private che nella Marsica cominciavano ad invadere l’etere; memorabili e di una simpatia unica le sue telecronache condite con frasi tipicamente celanesi quando qualcuno dei “nostri” sbagliava o il Celano rimediava qualche gol. Alternava l’idioma castellano ad un italiano simpatico con un “calata” tutta particolare che solo Raffaele sapeva pronunciare tra il serio e il faceto.

Amava la sua Celano e la sua storia che speso lo portava a ricercare aspetti nuovi e inediti di quelli che furono i nostri gloriosi trascorsi millenari; ricerche che molte volte si trasformavano in ottimi volumi utili per spunti di ricerca anche per tutti coloro che si dilettano ad indagare quali le vicissitudini celanesi del passato. Non si tirava certo indietro nell’avviare polemiche, molte volte lo ha fatto anche con me, quando qualcuno gli contestava qualche riferimento storico o qualche data ma, poi, si ragionava e si arrivava ad una conclusione condivisa o si rimaneva in posizioni discordanti che non inficiava certo il valore della discussione. Chi non ricorda un Raffaele Rosati interprete di rilievo nel film di Gianni Manera “Cappotto di legno” in cui interpretava il sindaco della nostra città e che sapeva recitare simpaticamente in un contesto altrettanto simpatico e divertente. Una persona simpatica che sapeva stare in comitiva, sempre. Gli ultimi anni della sua vita li abbiamo trascorsi per lo più insieme perché fu uno dei primi ad aderire all’associazione di “Sant’Agnese” della Malelingue da me fondata a Celano.

L’occasione delle nostre conviviali, in particolar modo quella del 21 Gennaio di ogni anno (Sant’Agnese), grazie a Raffaele si trasformava in una serata goliardica in cui le risate, le battute, le “Terze” tipicamente celanesi si sprecavano, trascinando gli innumerevoli partecipanti in un novero di allegria. Ricordo le nostre interminabili chiacchierate mentre, insieme ad alcuni amici, d’estate ci radunavamo nei tavolinetti dei bar in piazza; anche li quante battute sempre divertenti e mai offensive. Certo 86 anni possono sembrare molti, ma certi soggetti, anche a dispetto della ciclicità dell’esistenza umana, non dovrebbero morire mai, perché sono personaggi che appartengono a tutti… ad una collettività e saperli non più in mezzo a noi ci rattrista veramente. Cia compare Raffaele, continueremo a pensare a te e a ricordare quella simpatica che ha caratterizzato la tua esistenza. Grazie per quello che sei stato e per quello che ci hai lasciato!

Una figura di spicco che mancherà molto ai celanesi e non solo. Alla famiglia Rosati giungano le condoglianze da parte della redazione di Terre Marsicane.



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