Ceglie e Cambise (PD), “pendolarti marsicani sempre più isolati il nuovo orario invernale ripropone i tagli già effettuati”



Condividi su facebook
Condividi
Condividi su whatsapp
INVIA
Condividi su telegram
Telegram
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su email
Email
Condividi su print
Stampa

Il PD di Avezzano contro il nuovo orario invernale di Trenitalia, i pendolari marsicani sono sempre più isolati da Pescara e da Roma ” chiediamo a Trenitalia ed alla regione Abruzzo un treno sperimentale non stop Pescara Centrale – Roma Termini con una fermata intermedia” dichiarano in una nota stampa il Segretario del PD di Avezzano Giovanni Ceglie ed Aurelio Cambise.

Abbiamo constatato che il nuovo orario ferroviario invernale ripropone i tagli già effettuati. Ci sembra che si stia tornando indietro di decenni e decenni. Per andare a Pescara da Avezzano bisogna partire la mattina presto (ore 07:13) e diventa difficile, se non impossibile poter ritornare la sera (dopo le ore 17:15). DOPO LE ORE 17:15 DA PESCARA BEN QUATTRO TRENI TERMINANO LA CORSA A SULMONA E NEMMENO UNO PROSEGUE ALMENO FINO AD AVEZZANO. Sembra che L’ISOLAMENTO DELLA MARSICA DALLA COSTA ADRIATICA sia stato raggiunto in pieno.

Nessuno pretende la luna, ma, che, per andare dalla Marsica a Pescara e viceversa occorra l’impiego di una intera giornata e la sera si può benissimo rimanere a Pescara e tornare il giorno dopo, ci sembra francamente una cosa incredibile. Per farla breve, c’è un treno che parte alle ore 12:55 da Avezzano per Sulmona con arrivo alle ore 14:06 e da Sulmona per Pescara ne  parte un altro alle ore 14:00; pertanto non è possibile raggiungere la costa adriatica da Avezzano. 

E’ davvero difficile ripristinare il treno delle ore 18:46 da Pescara per Roma Termini ed anche quello delle ore 09:45 da Avezzano per Pescara? In particolare, da Pescara dopo le ore 09:23 non c’è nessun treno diretto per Roma, escludendo tutta la fascia della prima parte della giornata,  mentre da Roma il primo treno diretto  per Pescara parte alle ore 14:30. Praticamente da Roma non c’è nessun collegamento diretto mattutino per Pescara.  In queste condizioni è facile intuire che prima o poi si porrà il problema della stessa permanenza della relazione ferroviaria Pescara – Roma allo stesso modo in cui anni fa fu soppressa la tratta ferroviaria Pescara – Sulmona – Castel di Sangro – Napoli.

A questo punto sembrerebbe che Trenitalia stia lavorando scientificamente per indebolire la relazione Pescara –  Roma, lasciando in prospettiva le  tratte Avezzano –  Roma da un lato e Sulmona –  Pescara dall’altro, chiudendo la tratta centrale Sulmona-Avezzano, oggettivamente la più problematica.  Per  farlo dovrà dimostrare che  ci  sarà scarsa utenza tra Pescara e Roma (ma non è così, stando almeno alle statistiche) e, dunque, sceglie orari irrazionali, treni vecchi e lenti (pur avendo promesso i treni musicali ETR 425 “Jazz”, ATR 220 Tr “Swing”…), una diminuzione dell’offerta degli stessi per scoraggiare gli utenti a tutto beneficio della gomma mediante l’autostrada, che, però, ha avuto il più alto incremento tariffario d’Italia,  anche se sospeso fino al 31 Dicembre 2018. Per rivitalizzare la linea ferroviaria Pescara – Roma e viceversa noi del PD  chiediamo a Trenitalia ed alla Regione Abruzzo un treno sperimentale non stop in 2 ore e 50 minuti con una  fermata intermedia.

Tutto questo viene detto in un momento in cui si parla di ZES (Zona Economica Speciale) trasversale intermodale Tirreno – Adriatico, che prevede l’uso e il potenziamento  dei tratti ferroviari in questione, a meno che non si vogliano utilizzare soltanto i tratti stradali e  autostradali con tutti i problemi che essi stanno creando“.