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Casali di Aschi, quella luce sulla montagna che oggi manca al paese

Redazione

La segnalazione di un lettore riporta alla memoria la croce che per anni ha illuminato le notti della frazione: un piccolo segno nel paesaggio diventato, nel tempo, parte dei ricordi di una comunità

Casali di Aschi – «Ci sono luci che servono semplicemente a rischiarare il buio. E poi ce ne sono altre che, con il passare degli anni, finiscono per diventare parte di un luogo, quasi come una casa, un campanile, il profilo conosciuto di una montagna.
A Casali di Aschi, per molto tempo, una di queste luci è stata quella della croce di ferro sulla montagna, visibile dal paese nelle ore della sera
».

A ricordarla è un nostro lettore, che ci ha scritto per segnalare come oggi quella luce non sia più visibile.

«Per tanti anni ha accompagnato le notti del paese con la sua presenza luminosa», racconta. E aggiunge una frase che restituisce bene il senso della sua segnalazione: «Per chi vive o ha vissuto a Casali di Aschi, quella croce rappresenta molto di più».

«Non soltanto una luce, dunque.
Per anni la croce illuminata è stata una presenza familiare, discreta ma riconoscibile, qualcosa che entrava naturalmente nel paesaggio delle sere e delle notti del paese.
«Per qualcuno poteva rappresentare la fede. Per altri semplicemente un punto di riferimento», scrive ancora il lettore. Ma per molti poteva essere soprattutto un’immagine legata ai ricordi dell’infanzia, alla propria casa, alla famiglia, al paese.

Oggi, guardando verso la montagna, quella luce non si vede più.

E forse è proprio la sua assenza a far comprendere quanto fosse entrata, silenziosamente, nella vita quotidiana della comunità.

Quella croce porta con sé anche una storia. Il lettore ricorda come nel 1973 la comunità volle lasciare un segno della Missione parrocchiale e come il simbolo sorga in un luogo legato alla memoria dell’antico Vico.

Una presenza, quindi, che nel corso degli anni ha finito per intrecciare storia, tradizione religiosa e memoria collettiva.

E il pensiero del lettore torna inevitabilmente a quel piccolo punto luminoso sulla montagna.

«Spegnere una luce può sembrare poca cosa», scrive. Ma quando quella luce accompagna per anni la vita di un paese, la sua assenza finisce per assumere un significato diverso.

«È un ricordo che si è spento. È un pezzo del paesaggio che manca».

Forse è proprio questa la parte più bella della sua testimonianza. Perché i luoghi non sono fatti soltanto di strade, case e montagne. Sono fatti anche di piccoli riferimenti che attraversano il tempo, diventando senza clamore parte della memoria di chi li abita.

E così il desiderio racchiuso nella segnalazione resta semplice: poter vedere un giorno quella croce tornare a illuminarsi.

«Restituire alla montagna quella luce che per tanti anni ha accompagnato le notti di Casali di Aschi».

Una luce piccola, forse. Ma capace di custodire un pezzo di memoria.

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