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Capistrello, strappo in consiglio comunale, il gruppo di minoranza “Una Buona Idea” si spacca, Silvestri esprime amarezza

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Capistrello, strappo in consiglio comunale, il gruppo di minoranza “Una Buona Idea” si spacca, Silvestri esprime amarezza

Capistrello – Con una lettera indirizzata a tutti i componenti della lista che capeggiò alle ultime elezioni comunali, il capogruppo di Una Buona Idea, Vittorio Silvestri, ha voluto spiegare le ragioni che hanno determinato l’abbandono del gruppo, da parte della consigliera comunale Emiliana Salvati.

«Nel Consiglio Comunale del 13/02/2021, la collega consigliere, Emiliana Salvati, prima eletta nel gruppo da me capeggiato, dopo la votazione del rappresentante di minoranza, presso la Ex Comunità Montana, ha rassegnato le dimissioni da componente della Lista UNA BUONA IDEA. Prima di tutto, sono amareggiato, per l’abbandono della stessa del nostro gruppo ma esprimo un ringraziamento alla Salvati

La missiva prosegue con le scuse rivolte alla ormai ex collega, per non aver potuto avallare le sue richieste, che Silvestri ha definito legittime, ma che a suo dire, non potevano essere accolte perché per lui, ha pesato molto di più l’esigenza di mantenere unita tutta la minoranza.

Silvestri ci tiene a far sapere che, nel caso la Di Felice fosse stata presente in consiglio, lui non avrebbe avuto problemi a votare la Salvati. Questo però non avrebbe impedito all’altro gruppo di minoranza, Obiettivo Futuro, di aggiudicarsi il rappresentante in seno all’Associazione dei comuni di Montagna, perché con 2 voti per il consigliere di un gruppo (Silvestri e la Salvati) e due voti per il consigliere dell’altro gruppo (Bussi e Di Felice) ci sarebbe stata una perfetta parità di voti.

In questo caso, il regolamento comunale prevede che a prevalere sia il consigliere della lista che ha riportato più voti alle elezioni comunali, quindi il rappresentante sarebbe andato al gruppo Obiettivo Futuro. «Lei avrebbe voluto, vista l’assenza della Di Felice, che io l’avessi votata, ma non l’ho trovato giusto.» dice Silvestri, che aggiunge.

«Glielo avevo detto chiaramente che non lo avrei fatto. Se fossimo rimasti in quattro, la minoranza, sebbene composta da due diversi gruppi, avrebbe avuto l’agilità, anche per richiedere un consiglio comunale, adesso non sarà più possibile. La sua poteva anche essere una richiesta legittima, ma non l’ho ritenuta corretta sul piano politico.»

Vittorio Silvestri ha ribadito più volte che non intende polemizzare sulla questione ma ci tiene a evidenziare che, con la sua scheda bianca, ha voluto tutelare l’unità di tutti e due i gruppi di minoranza. Questo per evitare potenziali incrinature nei rapporti personali che secondo lui sarebbero stati pregiudicati se, approfittando dell’assenza della Di Felice, il gruppo Una Buona Idea, fosse riuscito a strappare un posto nell’Associazione dei comuni di Montagna.

Silvestri ha ritenuto più importante mantenere un certo stile, nel rispetto di una grammatica istituzionale non scritta, che evidentemente, un vecchio democristiano di lungo corso come lui, sente ancora come elemento distintivo di una politica che forse non esiste più.  

«Già mi ero astenuto sui punti all’ordine del giorno che avevano preceduto il voto per la nomina dei rappresentati all’Associazione dei Comuni di Montagna. Coerentemente a ciò, ho votato scheda bianca. Molte volte in passato, la Salvati ha votato in difformità rispetto alle decisioni politiche assunte dal gruppo, motivando la sua decisione col fatto che lo facesse per il bene del paese. Benissimo, solo mi chiedo – ma perché, gli altri vogliono forse il male del proprio paese? In ogni caso la ringrazio per il contributo che ha dato al gruppo e le auguro miglior fortuna nel suo nuovo percorso politico.» Queste le sue considerazioni finali.

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