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Avezzano, il Centro Diocesano Vocazioni Don Gaetano Tantalo propone momenti di preghiera itineranti

La Santificazione è un cammino comunitario da fare a due a due

Avezzano – La Diocesi di Avezzano rende noto che il Centro Diocesano Vocazioni “Don Gaetano Tantalo”, alla guida del quale si trova Gabriele Guerra, in occasione della 58° Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, promuove momenti di preghiera ed adorazione eucaristica, itineranti.

Gli incontri di preghiera si svolgeranno presso alcune parrocchie della Diocesi marsicana con la presenza del diacono don Umberto Di Pasquale. Il tema scelto per l’itinerario di preghiera è tratto dalla “Gaudete et Exultate” di Papa Francesco: “La Santificazione è un cammino comunitario da fare a due a due”.

Il percorso ha avuto inizio il 19 Marzo 2021 nella parrocchia di San Giuseppe di Aielli Stazione e successivamente il 22 Marzo nella parrocchia Santa Lucia di Magliano dei Marsi. I prossimi incontri avranno luogo il 26 marzo nella parrocchia di Madonna del Passo di Avezzano, il 9 aprile a Paterno, il 12 ad Antrosano, il 16 a Villavallelonga e il 19 nella parrocchia Sacro Cuore di Celano. Il cammino di preghiera si concluderà nella parrocchia dello Spirito Santo di Avezzano con la Veglia diocesana di preghiera vocazionale.

Proprio in occasione della 58° giornata della Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni Papa Francesco si è espresso su questa importante tematica con un messaggio: “Lo scorso 8 dicembre, in occasione del 150° anniversario della dichiarazione di San Giuseppe quale Patrono della Chiesa universale, è iniziato lo speciale Anno a lui dedicato. Da parte mia, ho scritto la Lettera apostolica Patris corde, allo scopo di «accrescere l’amore verso questo grande Santo». Si tratta infatti di una figura straordinaria, al tempo stesso «tanto vicina alla condizione umana di ciascuno di noi». San Giuseppe non strabiliava, non era dotato di carismi particolari, non appariva speciale agli occhi di chi lo incontrava. Non era famoso e nemmeno si faceva notare: i Vangeli non riportano nemmeno una sua parola. Eppure, attraverso la sua vita ordinaria, ha realizzato qualcosa di straordinario agli occhi di Dio. Dio vede il cuore (cfr 1 Sam 16,7) e in San Giuseppe ha riconosciuto un cuore di padre, capace di dare e generare vita nella quotidianità. A questo tendono le vocazioni: a generare e rigenerare vite ogni giorno. Il Signore desidera plasmare cuori di padri, cuori di madri: cuori aperti, capaci di grandi slanci, generosi nel donarsi, compassionevoli nel consolare le angosce e saldi per rafforzare le speranze. Di questo hanno bisogno il sacerdozio e la vita consacrata, oggi in modo particolare, in tempi segnati da fragilità e sofferenze dovute anche alla pandemia, che ha originato incertezze e paure circa il futuro e il senso stesso della vita. San Giuseppe ci viene incontro con la sua mitezza, da Santo della porta accanto; al contempo la sua forte testimonianza può orientarci nel cammino..”.

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