Avezzano, al ballottaggio si balla con gli apparentamenti apparenti

Avezzano – Nel 1993, con l’istituzione dell’elezione diretta del sindaco, furono attribuiti maggiori poteri al primo cittadino, favorendo una maggiore stabilità dei comuni, prevedendo, per quelli con più di 15.000 abitanti, un “premio di maggioranza”. La coalizione di liste che sostengono il candidato vincente ottiene il 60% dei consiglieri comunali, mentre tutte le altre liste, si ripartiscono il rimanente 40% dei consiglieri.

Se nessuna coalizione ottiene il 50%+1 al primo turno, è prevista una ulteriore elezione di “ballottaggio” al secondo turno, fra i due candidati, le cui coalizioni, hanno ottenuto il maggior numero di voti. Quest’ultimi possono “apparentarsi” con gli altri candidati rimasti esclusi. In buona sostanza la legge prevede accordi formali sottoscritti pubblicamente fra chi accede al ballottaggio e chi resta escluso.

Con l’apparentamento, il legislatore intende favorire la più ampia rappresentanza possibile rispetto a quella che ha sostenuto inizialmente i due candidati che vanno al ballottaggio. La possibilità di apparentarsi rappresenta quindi, uno strumento di mitigazione del premio di maggioranza del sistema a doppio turno, però raramente viene presa in considerazione.

I motivi sono i più disparati, e vanno dalle scarse affinità fra chi ha perso al primo turno e chi invece ha guadagnato l’accesso al ballottaggio, alla scarsa disponibilità, di chi ha vinto al primo turno, a condividere con altri il premio di maggioranza. Il risultato è che spesso le intese sono di natura politica, e non sempre avvengono alla luce del sole.

Ad Avezzano, i risultati del primo turno, hanno decretato il ballottaggio fra Di Pangrazio e Genovesi, con Babbo a un’incollatura dal secondo e la Taccone in quarta posizione, seguita a distanza da Del Boccio e buon ultimo Stornelli. Una settimana per decidere se, e con chi, apparentarsi.

Le prime dichiarazioni degli uomini della Lega avevano fatto immediatamente capire che non ci sarebbero stati spazi di ricomposizione con Forza Italia, ma dal canto suo, anche la Taccone aveva replicato dicendo di essere indisponibile a apparentamenti, né con la coalizione di centrodestra, né col civico Di Pangrazio. «Meglio rimanere coerenti col nostro progetto politico di rinnovamento e fare la nostra parte attiva e propositiva dai banchi della minoranza, nell’interesse della città.» Queste le sue parole.

Le dichiarazioni della Taccone però, sembrerebbero non aver rappresentato il sentimento di tutti, all’interno della sua coalizione, infatti qualcuno avrebbe preferito percorrere una via più politica, ritenendo più utile per la città, poter rappresentare alcune istanze e punti programmatici, altrimenti privi di efficacia, se non all’interno di una maggioranza.

Sull’altra metà del campo, Mario Babbo, fino a ieri, non si era espresso, a differenza di una delle liste della sua coalizione, Generazione+, che ha dichiarato, in via del tutto autonoma rispetto alla coalizione, il sostegno a Gianni Di Pangrazio. Nel PD intanto si susseguono incontri e riunioni per decidere cosa fare.

Fino allo scorso febbraio, la corrente vicina a Peppe Di Pangrazio, rappresentava la parte maggioritaria del PD avezzanese, tanto che molti si sarebbero aspettati l’appoggio al progetto del fratello Gianni, ma il progetto politico di Gianni Di Pangrazio, mal si conciliava con la presenza dei partiti, ritenuti da lui, troppo penalizzanti in questa fase storica.

L’uscita dal partito, prima dell’ex presidente del consiglio regionale, motivata col conflitto di interesse fra le ragioni del Pd e quelle familiari, e poi dell’avvocato Verdecchia, fra accuse e veleni, hanno innescato un vero e proprio terremoto che ha molto indebolito il Pd.

Ambienti interni al partito democratico riferiscono che restavano tre alternative: fare una lista di bandiera, non presentare affatto una lista, oppure sostenere un progetto politico che avesse affinità col sentire dei dem, quindi si è virato su Mario Babbo.

Oggi il Pd sembrerebbe voler mantenere il patto di lealtà con Babbo, come sta facendo anche Avezzano Viva, che ha fatto sapere che seguirà le indicazioni che la coalizione definirà in maniera collegiale. Non pervenute le altre due liste della coalizione, Patto Civico per Avezzano e Fuori Centro con Mario Babbo.