Taglio legnatico ad Uso Civico

E’ una attività ora svolta da ditte private, mentre prima ogni cittadino ne esercitava il diritto per conto proprio. E’ un uso inalienabile che ogni cittadino ha di procurarsi la legna, uso riscaldamento.

I tagli avvengono per diradamento o a matricina e tutti i boschi, tranne quelli troppo giovani, sono adatti. Negli anni della ricerca ho trovato i seguenti Usi Civici.

 

AnnoLocalità 
1947Vallone Reglia, Vallone S. Nicola e Ciocco Nacurzio 
1949Casale 
1950/51Costa Falichicchia 
1952Prati di Morrea 
1953Costa Morrea-Canale non utilizzata l’anno 52. 
1954Via di Morrea 
1955Collepollastrella 
1956/57Collepollastrella 
1958Dall’Acquarone fino al crinale di Serra Lunga 
1959Ara dei Meroli (Merli) 
1960Costa di Mese, da ‘Pratelle fino a Casale’ 
1961Prato Micone-Costa di Mese 
1962Bosco Ceraso 
1963Reglia 
1965/66Bosco Femmina Morta 
1967Valle dei Cerri 
1968Reglia 
1969Vallone Cupo 
1970Reglia 
1971Annamunna  in zone Scodata, Fosse Lupara e Silve 
1972/73Valle Casale 

Gli attrezzi esistenti per lavorare il bosco, fino all’arrivo della motosega negli anni 60, erano:

il segone, la sega e l’accetta per tagliare; le zeppe e la mazza per spaccare i tronchi e l’imbasto per l’esbosco.

 

Un caso a parte è il problema IVA.

Nel 1959 ho trovato la tassa sull’uso civico e faccio alcune considerazioni.

Credo, non ho visto attentamente, che essa serviva per la copertura del costo dell’uso civico legnatico. Sarebbe da rivedere perché l’uso civico è un taglio non a scopo di lucro da parte dell’Ente e, qualora si potesse riproporre, essa permetterebbe ai cittadini di non pagare l’IVA del 10 per cento che pagano attualmente sul prezzo della legna, consentendo di conseguenza una diminuzione del prezzo di pari importo e non sarebbe un risparmio da poco.

Spesso nel tempo ho invitato le varie amministrazioni dei paesi di Villa e Colle, avendo fatto anche questo lavoro, a verificare tale eventualità, ma siccome questo impiega tempo e ricerche non è stato mai fatto. Si preferisce semplicemente abbassare il costo della legna con gare al ribasso, senza poi verificare minimamente le condizioni di lavoro, le leggi sulla sicurezza a favore dei dipendenti ed il computo metrico delle opere, che non è mai presente nei bandi. Siccome l’asta si fa al quintale, che fra parentesi non è riconosciuto come valore di misura dalla Comunità Europea, il tutto va a discapito delle ditte, dei beneficiari e degli operai che vi lavorano. Ora nel terzo millennio andrebbe rivisto in maniera moderna.

Taglio ad uso industriale e commerciale.

Riguarda prevalentemente le piante di faggio ad alto fusto, adatte all’industria. Dal dopoguerra fino agli anni sessanta, fu una grande fonte di entrata per le casse comunali, ora non più remunerativo, perché conviene comprare il legno già lavorato dai paesi dell’est.

Il taglio commerciale consiste in una vendita alle ditte boschive, da parte del Comune, di legna usata, dalle legnaie, per camini e stufe

   
1945Valle dei CerchiBosco San Leonardo
1948Bosco Canale 
1949Bosco San Leonardo 
1952Costa Falichicchia 
1953/55Valle dei Cerchi 
1954Vado della Fonte 
1956/1957Colle Pollastrella 
1958Costa CerasaSelva Piana
1959Colle Pollastrella 
1960Valle dei CerchiVado della Fonte e Cantone
1961/1962Macchia San LeonardoSelva Piana
1962S. EliaVallone Scuro
1964/1965Vallone Cupo 
1965/1966Iaccio Pavone 
1969/1970/1971Vado della Fonte 
1972Valle Casale 
1973Serra Lunga 

  Tagli di valorizzazione ambientale

Sono i tagli detti anche colturali e servono per favorire una maggiore produttività dei boschi e la cura degli stessi. Avviene per sfoltimento dei polloni nelle ceppaie, ovvero piante di minori dimensioni o sottomesse. Di solito si taglia dal 30 al 50% dei polloni a seconda dei posti, del terreno, dell’esposizione, dell’altitudine e del tipo di pianta.

 

1948Colle dell’Abate
1954Cantiere di rimboschimento in località Cona e Malpasso
1961Taglio colturale nei boschi di Sant’Elia, Totatonna, Cantone e Valle Meluzza
1965Rimboschimento montagne Cona e Monte Calvario
1971Cantiere di rimboschimento in località Malpasso

    La foglia da foraggio ad uso civico

In uso fino al 1967, serviva per accumulare foraggio invernale e primaverile per le bestie.

Si tagliavano le fronne con le foglie e, pressate per bene, di solito messe in mezzo a due piante poco distanti, venivano lasciate nel posto fino all’occorrenza. Venne tolto l’uso civico, sia perché non più necessario, sia per l’alto pericolo di innalzamento del fuoco verso le cime degli alberi e di allargamento dello stesso nel bosco. Le foglie secche fungevano, una volta attraversate dal fuoco, da torce ad alta infiammabilità all’interno dei boschi.

Le zone adatte per questo tipo di uso civico sono:

Aprico, la Reglia, il Trasaulo, le Vallocchie della Reglia, la Fontignara ed Arinco

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Attività forestali
Attività forestali

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