Nella storica Marsica, i centri urbani hanno vissuto vicende influenzate da eventi sia positivi che negativi. Tra i più noti nell’antichità c’erano Alba Fucense, Marruvio, Lucus Ancitie, Anxanum, Antinum e Cerfennia, quest’ultima nota per essere una stazione sulla Via Valeria, un oppidum e un municipium, dotata di una certa autonomia amministrativa. Con l’arrivo del secondo millennio, Avezzano, Cèlano e Pescina acquisirono rilevanza socio-politica sempre crescente.
Sotto l’imperatore Augusto, la Marsica faceva parte della circoscrizione “Samnium”, che includeva anche l’Abruzzo. Durante l’alto Medioevo, il regno di Teodorico e successivamente i Longobardi influenzarono il territorio, trasformandolo in una “gastaldia” legata al Ducato di Spoleto. Nel periodo dei Franchi, si costitui la “Provincia Valeria o Paese dei Marsi”, che per la prima volta prese il nome di Abruzzo, mentre la Marsica era divisa in due contee: quella di Alba Fucense e quella di Cèlano.
Nella fase dei Comuni, durante gli Svevi e i Normanni, Cerfennia fungeva già da municipium, ma nella Marsica si formò una gestione che impiegava i “Comuni rustici”, privi dell’autonomia reale dei centri settentrionali. Con le Signorie del Tardo Medioevo, la presenza normanna impedì una vera fioritura di queste istituzioni nel Meridione. Durante il periodo spagnolo e sotto i Borboni, la Marsica vide il susseguirsi di famiglie nobili, tra cui i Colonna e gli Orsini, con il predominio della politica locale che influenzò anche il territorio.
Nel corso del Risorgimento italiano, i facinorosi meridionali mostrarono una partecipazione limitata, minata da un forte campanilismo. La piaga del brigantaggio negli anni ’60 dell’Ottocento colpì le campagne della Marsica, con la maggior parte dei briganti provenienti da altre regioni. A partire dal 1873, furono migliorate le vie di comunicazione, con la costruzione della carrozzabile Avezzano – Sulmona, seguita da altre importanti opere che favorirono il commercio e il turismo, rendendo la Marsica sempre più accessibile.
Riferimento autore: “Collarmele (ieri…e…oggi)” a cura di Don Francesco Prosia.


