Il Vicario Generale di Subiaco, Signor Cassoni, inviò un opuscolo al clero di Carsoli per descrivere il Beato Colombo, figlio del Conte di Carsoli. Questo religioso, dopo la distruzione da parte dei Longobardi del Monastero di Santo Speco, si ritirò su una collina del santuario, dove visse per 25 anni. La sua vita ispirò i Benedettini a riaprire al culto il Sacro Speco; Colombo donò quanto possedeva a favore della comunità. Il suo corpo, sebbene riposi nella Chiesa di S. Scolastica a Subiaco, non è stato ancora ritrovato. Il padre Casaretto, che arricchì il Sacro Speco, fece riattare la casetta di Colombo per conservarne la memoria.
Un’altra nota famiglia di Carsoli è quella dei Cavalieri De Leoni, la cui storia è antica. Monsignor Corsignani menziona Giacomo e Gio.Andrea De Leoni, benvoluti da Ladislao, re di Napoli nel 1413. Questa famiglia, già illustre prima del ‘400, ricevette il riconoscimento feudale da parte del Cardinale Orsini nel 1463. Testimonianza del loro prestigio è una Chiesa eretta in onore di San Michele nel Castello di Carsoli.
La famiglia ha servito l’esercito Pontificio e conserva un diploma che la colloca tra la nobiltà romana. Oggi, il Signor Mariano De Leoni e il Capitano Luigi De Leoni continuano la tradizione familiare. Luigi, con coraggio, partecipò alla rivolta di Bologna nel 1831. Questi discendenti mantengono un grande senso di educazione e spiritualità, nonostante il declino dovuto a Ascanio De Leoni, che dissipò la fortuna familiare.
Tra le figure illustri di Carsoli vi è anche D.Gio.Battista Canonico Mareangeli, segretario del Nunzio Apostolico a Parigi, che tornò a Carsoli dopo la sua fuga durante la rivoluzione. Conobbe una lunga vita dedicata alla religione e al diritto, ricevendo grande rispetto dai Vescovi Marsicani. Attualmente, il Parroco D.Serafino Angelini è un oratore ricercato, sebbene la sua attività parrocchiale non gli permetta di accettare molti inviti.
Non possiamo dimenticare D. Giovanni Arcidiacono Ricciotti, Vicario Generale della Diocesi dei Marsi, che, pur non essendo di Carsoli, ha servito come Arciprete nella Collegiata e ha guidato la Diocesi durante le vacanze episcopali, dimostrando grande saggezza e abilità. I suoi studi a Roma lo distinto per probità e ottimi costumi.
Riferimento autore: Notizie di Carsoli di Don Antonio Zazza (Manoscritto inedito del 1873), trascritti da Angelo Melchiorre.


