Il patrimonio artistico della Marsica, in particolare quello delle chiese locali, è spesso soggetto a critiche per il suo stato di abbandono e degrado. Tuttavia, un rinnovato interesse da parte dei cittadini ha portato a iniziative di recupero significative, come nel caso di una tela scoperta nella canonica della chiesa parrocchiale di Poggio Cinolfo. Questo dipinto, gravemente danneggiato, è emerso dalla sua condizione di fatiscenza e ha rivelato dettagli di un santo, caratterizzato da un’espressione ispirata e abbigliamento semplice.
Il restauro conservativo ha rivelato nuovi elementi che arricchiscono la narrazione dell’opera, tra cui un calice con l’ostia e un bastone pastorale. Pur con segni evidenti di maltrattamenti passati, la composizione si è illuminata riscoprendo la sua bellezza originale. Datato presumibilmente tra la fine del XVIII e i primi decenni del XIX secolo, è difficile determinare con certezza l’identità del santo raffigurato. Le caratteristiche iconografiche potrebbero riferirsi a diverse figure, tra cui Ignazio di Loyola, Francesco di Sales e San Rocco.
Particolare attenzione va a San Rocco, al quale è dedicata una cappella a Poggio Cinolfo sin dal 1659, in segno di gratitudine per la liberazione dalla peste. La rappresentazione del santo, contestualizzata nel periodo, mostra elementi iconografici comuni: il mantello, il bastone da pellegrino e un cane al suo fianco. Il calice con l’ostia, un richiamo al pane divino, completa l’iconografia. Nonostante alcune incertezze sull’attribuzione, il recupero di quest’opera rappresenta una conquista significativa per la comunità locale e per la storia dell’arte della Marsica.
Il merito di questo recupero va alla giovane Eleonora Ottaviani, che ha dedicato il suo tempo e le sue competenze per esaminare e proporre tecniche di intervento, segnando un passo importante nel salvataggio di un’opera d’arte di grande valore per il patrimonio culturale di Poggio Cinolfo.
Riferimento autore: Terenzio Flamini.


