L’area antica di Cerfennia, collocata lungo la Via Valeria, divenne in seguito il centro di Collarmele, un comune composto da dieci frazioni. Fin dall’epoca romana, la transumanza ha avuto un ruolo cruciale nella cultura della Marsica. Nei secoli, i tratturi, ampie strade erbose, hanno permesso il passaggio di greggi e mandrie verso i pascoli del Tavoliere delle Puglie, seguendo un ciclo annuale dettato dalle stagioni. Questo fenomeno è documentato sin da tempi antichi, come nell’opera di Terenzio Varrone, che descriveva l’obbligo dei proprietari di bestiame di comunicare il numero delle greggi durante il loro attraversamento.
Questi tratturi rappresentavano non solo percorsi di transito, ma anche un sistema organizzato di pascoli, mantenuti in condizioni ottimali da agrimensori. La gestione dei tratturi era affidata alla Regia Dogana di Foggia, responsabile di circa quindici percorsi principali, importanti per il trasporto del bestiame. Tra i più noti vi era il tratturo da Foggia a L’Aquila, il quale si estendeva per oltre 240 km, mentre il tratto Foggia–Cèlano copriva 207 km. Queste vie vennero perfezionate dai re aragonesi, che valorizzarono i pascoli della regione.
Durante la transumanza, i pastori seguivano un rigoroso calendario di santuari, fermandosi per ricevere benedizioni lungo il cammino. L’importanza religiosa era così forte che molti pastori erigevano edicole e cappelle in onore di San Michele, evidenziando la devozione profonda per il santo protettore.
Gli attori principali della transumanza includevano diverse figure sociali: massari, pastori, pastoricchi e casari. La loro vita era caratterizzata da un’alimentazione frugale e dalla necessità di spostarsi insieme ai loro animali per lunghi periodi, affrontando la fatica e le insidie del viaggio. La Regia Dogana amministrava anche i diritti e doveri dei pastori, proteggendo i “locati”, ovvero coloro che affittavano i pascoli pugliesi e garantendo loro diverse esenzioni fiscali.
I tratturi, quindi, non rappresentavano solo una via di pascolo, ma una vera e propria rete sociale e culturale che ha segnato la vita della Marsica, facendo della transumanza un fenomeno di grande rilievo nell’economia e nella tradizione locale.
Riferimento autore: “Collarmele (ieri…e…oggi)”, a cura di Don Francesco Prosia.


