Notifica
Notifica

Ss. Martiri Cesidio E Rufino: ” Forme Devozionali “

Aggiungi qui il testo del titolo

Nel cuore della Marsica, i fedeli perpetuano l’antica usanza del bacio del Braccio di San Cesidio, un gesto di fede e tradizione incrollabile.

Uno dei rituali più significativi legati alla devozione per San Cesidio è il BACIO DEL BRACCIO, che avviene al termine di ogni Messa. I fedeli si avvicinano all’altare delle Reliquie per baciarsi il Braccio, intercalando il gesto con delle preghiere. Oltre al 31 agosto, questa pratica si svolge anche il lunedì di Pasqua e di Pentecoste, segno di una tradizione profonda e ben radicata.

L’uso di indossare laccetti di seta o cerchietti d’argento, così come il mangiare pane benedetto col sacro Braccio, è documentato fin dai tempi antichi. Già il Febonio nel suo libro evidenziava come tali laccetti venissero richiesti anche da sacerdoti e Vescovi. La venerazione per il Braccio di San Cesidio attirava pellegrini da lontano, proprio per ricevere queste benedizioni.

Un episodio particolare, narrato nel Protocollo, riguarda Filippo Ercole di Luco, che nel 1703 soffriva di gravi dolori alla gola. Dopo aver invocato l’intercessione di San Cesidio e utilizzato l’Olio della lampada del Santo, riuscì a liberarsi da un ascesso, testimoniando la potenza della fede e del sacro. Anche il pane benedetto è menzionato come rimedio, confermando quanto fosse centrale nella vita religiosa e sociale della Marsica.

Altrettanto significativa è la pratica di benedire indumenti e fazzoletti, come nel caso di Pietro Sante Caruso nel 1743, per il quale la benedizione del fazzoletto portò sollievo alla sua febbre. Oggi molte di queste forme di devozione sono in disuso, ma continuano a esistere sporadicamente usi come la benedizione dell’acqua per i malati gravi.

Riferimento autore: Don Evaristo Evangelini, “Il Braccio di S. Cesidio”.

(Testi tratti dal libro “Il Braccio di S. Cesidio”)

(Testi a cura di Don Evaristo Evangelini)

La principale e forse più unica tradizione è il Bacio del Braccio. Al termine di ogni Messa, tutti i fedeli presenti si portano all’altare delle Reliquie, dove è esposto solennemente il Braccio, e si dispongono al bacio. Il gesto consiste nel fare passare due volte il Braccio alla gola, intercalando il bacio al centro del reliquiario, dove c’è una borchia con la figura del Santo.

Nel frattempo, il sacerdote recita: “Per intercessionem Sancti Ceasidij liberet te Dominus a gutturis malo”, ossia “Per intercessione di San Cesidio, il Signore ti liberi dal male di gola”. Questo bacio non si effettua soltanto il 31 agosto, ma anche il lunedì di Pasqua e di Pentecoste. Un tempo, si usava baciarsi anche durante la festa di Tutti i Santi.

Un uso molto antico e diffuso era quello di appendere al petto dei laccetti di seta o cerchietti di argento. Ne fa menzione anche il Febonio nella sua prima Vita in italiano. Nei Protocolli manoscritti dell’Archivio parrocchiale, risulta che tali laccetti erano richiesti da ogni parte d’Italia, non solo da semplici fedeli, ma anche da sacerdote e Vescovi.

L’Abate e i Canonici di Trasacco avevano un gran da fare per soddisfare tutte queste richieste. Meno diffuso, ma ugualmente praticato, era l’uso di mangiare del pane benedetto col sacro Braccio. Si riscontra un accenno a questo nella Petizione del Vescovo Benedetto Mattei, presentata a Roma nel 1765: “Alla venerazione di esso (Braccio) concorrono da ogni parte, specialmente quelli che sono afflitti da male di gola”.

Da questa imposizione, “che emana una certa fragranza di Paradiso”, o con l’appensione di laccetti di seta, o mangiando il pane benedetto, molti venivano liberati dai loro mali.

Contro il male di gola si utilizzava anche l’olio della lampada del Sacro Braccio. Se i malati erano lontani, si portava bambace imbevuta di questo olio. Un episodio interessante è raccontato dal De Gasperis nel Protocollo, dove si parla di Filippo Ercole, un dottore fisico della Terra di Luco nel 1703. Questi, afflitto da un dolore alla gola, non trovava sollievo nei vari rimedi e, dopo aver pregato il glorioso San Cesidio, ottenne finalmente la liberazione dal suo male, grazie all’unto dell’olio.

Nel Protocollo si riporta anche un racconto sul pane benedetto. Un dottore fisico di Roma, dopo aver ricevuto il sacramento della Penitenza e Gesù Sacramentato, inghiottì del pane benedetto di San Cesidio. Il dolore di gola che lo affliggeva sparì improvvisamente, e fu testimone della celebrazione di un inno dedicato a San Cesidio.

Il Pane benedetto, mescolato con acqua pura, si trasforma in medicinale, mentre la benedizione di indumenti e fazzoletti produce effetti benefici. Tra i molti casi riportati dal De Gasperis nel Protocollo, emerge la storia di Pietro Sante Caruso di Trasacco, afflitto da una febbre che gli impediva di respirare. Dopo aver ricevuto una benedizione del fazzoletto di canapa bianco, trovò sollievo immediato dai suoi sintomi.

Da quanto raccontato, tutte queste forme di devozione oggi sono andate in disuso, ma rimane, seppur sporadicamente, l’uso di benedire con il Santo Braccio l’acqua per essere somministrata a malati gravi.

Riferimento autore: [Bibliografia].

Aggiungi qui il testo del titolo

Ospitalità e servizi

Resta connesso con Terre Marsicane

TERRE MARSICANE MEWS

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Avezzano (AQ) n.9 del 12 novembre 2008 – Editore web solutions Alter Ego S.r.l.s. – Direttore responsabile Luigi Todisco.

copyright: TERREMARSICANE Servizi e Comunicazione S.r.l.s.

Informazioni e contatto

Invia suggerimenti o materiale integrativo

Utilizza il form sottostante per segnalare delle modifiche o inesattezze e inviare del materiale utile all'ottimizzazione dei contenuti