Notifica
Notifica

Ss. Martiri Cesidio E Rufino: ” Diffusione Del Culto “

Aggiungi qui il testo del titolo

Misteri e miracoli: il culto di San Cesidio unisce fede e comunità nelle terre marsicane, toccando cuori da Trasacco a Napoli.

I testi che raccontano la diffusione del culto per il Braccio di San Cesidio sono numerosi e variegati. Tra le più significative si annoverano testimonianze provenienti da luoghi come Trasacco, dove il 1 maggio 1734, il Reverendo Tomaso Tomasetti chiedeva benedizioni per dei laccetti da portare a un Padre Cappuccino. Allo stesso modo, nel 1752, a Luco, Dario De Angelis descrisse il suo recupero da un grave male di gola grazie all’intercessione del Santo, accreditando il potere miracoloso del pane benedetto. La testimonianza di Nicola Fanelli, sempre del 1752, da Casalvieri, conferma l’importanza della devozione, attraverso una preghiera che gli restituì non solo la voce, ma anche la salute.

La devozione verso San Cesidio si estende anche oltre i confini abruzzesi, raggiungendo città come Aquila e Napoli. Qui, nel 1745, Paris Mattei esprimeva gratitudine per le grazie ricevute dal Santo, mentre il 1756 a Macerata, un religioso chiese di toccare dei laccetti alla reliquia del Santo martire. Le richieste di benedizioni nei confronti dei laccetti continuano a giungere da luoghi lontani come Milano, Barletta, Bologna, e Foggia, dove si attestano continuamente i miracoli attribuiti a San Cesidio.

Particolari richieste, come quella di un religioso da Scurcola nel 1772, mostrano l’urgenza del culto, con la richiesta di rispedire laccetti benedetti per guarire mal di gola. Allo stesso modo, la testimonianza del 1772 da Avezzano evidenzia il forte desiderio di ottenere il favore del Santo, esemplificando l’intreccio di fede e comunità che si sviluppò attorno a queste figure. Il contributo che le diverse città e villaggi hanno dato alla venerazione di San Cesidio è un perfetto esempio di come la fede possa unirci attraverso atti di vera devozione e aiuto reciproco.

Riferimento autore: Il Braccio di S. Cesidio, a cura di Don Evaristo Evangelini.

(Testi tratti dal libro “Il Braccio di S. Cesidio”)

(Testi a cura di Don Evaristo Evangelini)

A riportare le città, i paesi e le contrade ove nel passato si è diffuso il culto e la devozione al Santo Braccio non basterebbe un libro apposta. Si sono scelte le testimonianze principali che racchiudono aspetti singolari.

PESCINA PER PENTIMA (Corfinio) (Cfr. tomo I, pag. 35) Molto Rev.do Signore, il latore di questa viene per benedire certi laccetti nella Reliquia di S. Cesidio. Si compiaccia disbrigarmelo subito perché se ne torni sollecitamente per essere in tempo di riportarli ad un Padre Cappuccino che ha predicato in Pentima e sta per partire. Condoni l’incommodo e col desiderio di servirla, resto. Pescina, 1 maggio 1734 Aff.mo Tomaso Tomasetti.

LUCO (cfr. tomo I, pag. 42) Molto Rev.do Signore, sono in obbligo di ringraziare V.S. della cordialità usata verso di me, suo servitore, per il fazzoletto e pane di S. Cesidio, che mi hanno fatto la grazia mentre andai a pericolo di essere soffocato dal male di gola che mi aveva tolto la loquela. Ora, grazie a Dio, all’Immacolata Concezione e a S. Cesidio glorioso, me la passo da meglio in meglio, essendomi restato solamente una piccola ghiandola dura all’esterno della gola. Prego V.S. di intercedermi dal Santo la perfetta guarigione, sperando di venirlo a ringraziare quanto prima e confido nelle sue orazioni efficaci… Luco, 22 marzo 1752 Div.mo Dario De Angelis.

CASALVIERI (cfr. Tomo I, pag. 43) Si attesta da me sottoscritto Nicola Fanelli della Terra di Casalvieri come, ritrovandomi in Sora, nel mese di gennaio di questo corrente anno 1752, mi sopraggiunse un male di gola che mi dava fastidio anche al parlare. Avendo avuta notizia dei miracoli che giornalmente fa il glorioso Martire S. Cesidio, mi raccomandai con tutto l’impegno del mio cuore a esso Santo e mi posi a pregarlo con alcune orazioni vocali. Mentre mi fu dato un poco di pane benedetto che mi era stato offerto da un altro studente di Trasacco, per nome Polidoro Angelini, appena mangiato, mi vidi in un subito sano, tornando perfettamente la voce per miracolo di detto Santo. Scrivo la presente di proprio pugno e attesto la verità di quanto detto. Sora, 6 maggio 1752 Nicola Fanelli.

AQUILA PER MATERA (cfr. tomo I, pag. 44) Il Magnifico di Matera Signor Andrea Raito scrive della necessità di devozioni del glorioso S. Cesidio di Trasacco e che gliele diriga per la strada di Matera. Pertanto, prego di provvedere e mandamele quanto più presto sia possibile. La spesa la noterà a mio conto; pregandovi di compiacervi di non farmi conoscere disattento, vi abbraccio teneramente. Aquila, 5 febbraio 1752 Aniello Pescicelli.

NAPOLI (cfr. tomo I, pag. 45) È stato per me un favore segnalatissimo quello che V.S. mi ha condiviso di applicarmi un Santo Sacrificio ed indirizzarmi dal glorioso S. Cesidio la salute, gli conserverò sempre distintissime obbligazioni, come pure per la fettuccina benedetta con la Reliquia del medesimo Santo. Non lascerò di ringraziarla anche infinitamente e di pregarla al medesimo tempo di darmi l’apertura di molti suoi comandi per poterle in qualche maniera dimostrare la gratitudine del mio animo… Napoli, 10 marzo 1745 Paris Mattei.

PROVINCIA DELLE MARCHE (cfr. tomo I, pag. 46) In congiuntura che l’anno scorso fui a visitare il glorioso S. Cesidio, V.S. mi fece il favore di passarmi alcuni lacci di seta al Braccio di detto Santo, i quali nella mia Provincia della Marca si tengono con particolare venerazione. Con fiducia sulla stessa sua esperimentata compitezza, prendo in quest’anno l’ardire di inviarle una scatola con dentro dei lacci di seta; mi faccia la carità di passarli al Santo Braccio e poi riporre ogni pezzo nella sua stessa carta distinta e con la scatola rimandarli al Signore Don Giambattista Facchinei da Filetti, che li rimetterà a me qui a Castelli, ove predico nell’imminente Quaresima… Castelli, 14 febbraio 1749 Fra Francesco da Morro, Predicatore Cappuccino.

BARLETTA (cfr. tomo I, pag. 68) Noi sottoscritto D. Michele Amanduni, decano, e D. Nicola Dedonato, cancelliere della Collegiata e Prioral Chiesa del Santo Sepolcro di questa fedelissima Città di Barletta, attestiamo a chiunque la presente sarà esibita, come essendosi da molti anni divulgata in questa predetta Città la santità e i miracoli del glorioso Martire S. Cesidio, la sua festività è stata introdotta da un particolare devoto cittadino, solennizzata con decorosa pompa ogni giorno primo di settembre, cominciando dal 1747. Tale festa è accompagnata da Messe cantate e Panegirico in onore di detto Santo. Rarefatta la devozione del popolo, mediante i continui miracoli del Santo, promesso dal Divino Signore, concludo la presente sottoscritta di nostra propria mano e corroborata col solito Suggello di questa nostra Collegiata Chiesa… Barletta, li 26 giugno 1753 D. Michele Amanduni, decano D. Nicola Dedonato.

ORTUCCHIO PER MILANO (cfr. tomo I pag. 134) Molto Rev.do Signore, da Sulmona ho l’incombenza di riportare la benedizione al Santo Braccio del glorioso S. Cesidio di alcuni laccetti di seta nera. V.S. si prega di provvedermi di tal favore rimettendoli per tal effetto. Ortucchio, 8 agosto 1754 D. Gaetano De Benedictis.

REGGIO DI LOMBARDIA (cfr. tomo I pag. 134) Molto Rev.do Padre, essendomi stati richiesti da vari benefattori e devoti di S. Cesidio alcuni cordoncini che abbiano toccato le Reliquie, la cui fama si è sparsa anche in queste parti mediante i grandi prodigi, sono a supplicarle del favore di benedire il presente cordoncino e farlo toccare le Sante Reliquie. Pregandola di spedirlo quanto prima, le sarei infinitamente grato, come pure, se potesse mandarmi anche la Vita o un ristretto del suddetto Santo, butterei il favore e sarei tenuto. Reggio di Lombardia, 9 settembre 1755 Fra Clemente da Sabbioneta, predicatore Cappuccino.

ROMA (cfr. tomo I pag. 150) Molto Rev.do Signore, ringrazio infinitamente per la bontà di V.S. nel favorirmi la fettuccina del glorioso S. Cesidio che ho poi puntualmente ricevuta. Mi dimostrò sempre del buon cuore nel farmi raccomandare e raccomandarmi nelle orazioni; per cui gli professo le più vive obbligazioni. Speriamo che il glorioso Santo voglia con le sue intercessioni secondarie accrescere la gloria medesima. Resto baciandole le mani. Roma, 9 aprile 1755 Giuseppe Maria Brizi.

MACERATA (cfr. tomo I, pag. 55) Molto Rev.do Signore, il Renditor di questa mia, che è un religioso di mia Provincia, trasmetto a V.S. una buona porzione di laccetti di seta, affinché mi voglia fare il favore di toccarli nel Santo Braccio di S. Cesidio. Pel medesimo gli mando una candela arsa avanti la Beata Vergine Lauretana, da conservare in mia memoria. Se la S.V. si ricorda di me, io sono colui che nel 1754, dopo l’ottava di Pasqua, fui costi e celebrai la Santa Messa nell’altare del Santo. Se mi conosce abile a servirla in altro, mi onori dei suoi comandi… Macerata, 18 marzo 1756 Fra Gino da Monte Santo.

PALOMBARA (cfr. tomo I, pag. 172) Molto Rev.do Signore, compati l’incommodo che le do, mentre mando questi due religiosi a pregare V.S. se mi volesse far la carità di toccare il Braccio di S. Cesidio Martire e di far passare le fettuccie e cordoncini al suddetto Braccio, che guarisce mal di gola, infiammazioni, scaranzie e dolore di testa. Le bacio le sacre mani con stima. Palombara, Ritiro di S. Francesco, 15 dicembre 1756 Fra Ippolito Benedetto da Milano.

BOLOGNA (cfr. tomo I, pag. 195) Molto Rev.do Signore, si è tanto aumentata a Bologna e nei contorni la devozione verso il glorioso S. Cesidio per i gran prodigi, che non posso resistere alle istanze quotidiane di avere laccetti. Prego la bontà di V.S. di far passare o toccare il presente involto di laccetti alla Reliquia di detto Santo, per poterli mandare ai devoti con l’attestazione di essere toccati a detta Reliquia affinchè siano ricevuti con fede… Ocre, S. Angelo, 12 luglio 1762 Fra Carlo Prancesco di Castelluccio.

FOGGIA (cfr. tomo I, pag. 211) ATTESTATO. In occasione, io Fra Geremia da Foggia, cappuccino della Provincia di San Angelo, con il compagno Fra Vincenzo da Foggia cui stavo andando nel Santuario di Assisi, venimmo alla venerazione del Santuario e al bacio del glorioso S. Cesidio Martire, il cui nome risuona per la devozione nella guarigione dei mali di gola che Dio per sua intercessione concede. Certo, nel 1763, in settembre, trovandosi alla fiera di Salerno Feliceantonio d’Altamura da Corato, ricevette un male di angina che non poteva inghiottire né proferire parola. Ricordandosi di avergli io dato un poco di laccetto toccato al Santo Braccio, con segni diede ad intendere di prenderlo nel giamberchino. Applicatogli nella gola, immediatamente restò libero, parlando e inghiottendo senza difficoltà… Trasacco, 6 luglio 1765. Fra Geremia da Foggia Fra Vincenzo da Foggia.

L’AQUILA (cfr. tomo II, pag. 62) Rev.mo Abate, mi ha comandato Signor D. Francesco Soria, Regio Uditore del Tribunale dell’Aquila, di fare benedire in San Cesidio le presenti due canne di fettuccia e quattro di lacci. Prego V.S. di toccare la fettuccia e laccio alla Santa Reliquia e bollare detta roba, fare fede roborata col sigillo secondo la nota acclusa. Caro Signore Abate, compatirà l’incommodo e se posso servire mi comandi e certo delle sue grazie, mi sottoscrivo… Albe, 5 del 78 Marco Alessandro Anzini.

FORME PER NAPOLI (cfr. tomo III, pag. 182) Rev.mo Signore Abate e Amico, prego di ornare fisicamente l’involto accluso di fettuccina del prodigioso Braccio del nostro S. Cesidio, ponendo due sigilli, uno per capo, ben impressi. Non dimenticate i sigilli per l’intiera fettuccina da dividersi a metà. Mi rallegro molto per il nostro Don Sante e abbracciandovi al cuore, eccomi pronto ai vostri comandi. Forme, 28 ottobre 1771 Giustino De Andreis.

SCURCOLA PER RIETI (cfr. tomo III, pag. 227) Molto Rev.do Signore, rimetto due pezze di fettuccine affinché V.S. mi favorirà benedirle al Braccio di S. Cesidio, mettendo il sigillo a tutti e quattro i capi. Rimettermele unitamente con un libro della Via di S. Cesidio, che deve essere mandato a Foligno, raccomandando di rimandarlo subito, che devo rimetterli per Rieti. Questo è quanto devo pregarlo e salutandolo di cuore mi confermo. Scurcola, 19 settembre 1772 Ubaldo Granieri.

L’AQUILA PER NAPOLI (cfr. tomo III, pag. 198) Molto Rev.do Signore, dall’acclusa lettera del Signor Don Francesco Canonico Giordani, Segretario del Signor Sabbatini, Vescovo dell’Aquila, riemergerà il desiderio di Filippo Sabbatini, fratello del Vescovo, di avere venti canne di laccetti passati nel Braccio del glorioso S. Cesidio. Non potendo ricorrere ad altri, mi permetto di pregare vivamente V.S. di procurare tali laccetti, quindi sigillarli col sigillo di codesta insigne Chiesa e poi rimetterli al Signor Canonico Giordani nell’Aquila, che dovrà inviarli a Napoli. Qualunque spesa che accadrà per la compra di essi, rimborserò V.S. nella mia venuta, poiché parto per Carsoli, nuovo mio governo. Son certo di essere favorito dalla sua bontà e quante volte non avesse occasioni per l’Aquila, potrà inviare la lettera qui da Don Zio… Avezzano, 19 settembre 1772 Roccantonio Rossi.

Riferimento autore: [Bibliografia].

Aggiungi qui il testo del titolo

Ospitalità e servizi

Resta connesso con Terre Marsicane

TERRE MARSICANE MEWS

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Avezzano (AQ) n.9 del 12 novembre 2008 – Editore web solutions Alter Ego S.r.l.s. – Direttore responsabile Luigi Todisco.

copyright: TERREMARSICANE Servizi e Comunicazione S.r.l.s.

Informazioni e contatto

Invia suggerimenti o materiale integrativo

Utilizza il form sottostante per segnalare delle modifiche o inesattezze e inviare del materiale utile all'ottimizzazione dei contenuti