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Santa Fortunia

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Scopri la storia di Santa Fortunia, la giovane martire trasportata tra le solennità a Poggio Cinolfo, fulcro di devozione e mistero.

Il 15 Maggio 1808, il corpo di Santa Fortunia fu trasportato con solennità dalla Chiesa di San Pietro fino alla chiesa principale di Santa Maria Assunta. Questa Santa, il cui corpo era stato rinvenuto nelle catacombe del Pretestato a Roma, è venerata per la sua presunta morte martirizzata. Accanto al suo corpo, è stata trovata una piccola lapide che riporta l’epigrafe “Fortunia in pace”.

L’interessamento per l’acquisto del “Corpo santo” è attribuito alla popolazione di Poggio Cinolfo e in particolare a Don Giuseppe Segna, allora Arciprete del paese. Già verso la fine del 1700, egli era in contatto con un canonico di Santa Maria Maggiore a Roma. Le sue continue spese e trattative portarono finalmente all’ottenimento del corpo di una giovane di circa vent’anni.

Sebbene dimostrare la veridicità del martirio e il nome stesso di Fortunia possa rivelarsi complicato, è fondamentale sottolineare il forte legame tra la Santa e la comunità, che la scelse come protettrice di Poggio Cinolfo. Ancora oggi, la popolazione è gelosa e orgogliosa di avere questa “giovine” martire nella loro chiesa principale.

Riferimento autore: Terenzio Flamini.

Il 15 Maggio 1808 il corpo di Santa Fortunia viene trasportato con una solennissima processione dalla Chiesa di san Pietro, dove era giunto da Roma il 12 Maggio, fino alla chiesa principale di Santa Maria Assunta. Da allora possiamo venerare questa Santa, il cui corpo fu rinvenuto in uno scavo nelle catacombe del Pretestato all’inizio dell’Appia Pignatelli a Roma. Sembra sia morta martirizzata e vicino al suo corpo fu trovata la piccola lapide attualmente posta nella parte interna del pilastro di destra dell’altare a lei dedicato, con la brevissima epigrafe “Fortunia in pace”.

L’interessamento per l’acquisto del “Corpo santo” si deve alla popolazione del paese e soprattutto a Don Giuseppe Segna, allora Arciprete di Poggio Cinolfo. Egli, già verso la fine del 1700, era in contatto con un canonico di Santa Maria Maggiore in Roma e solo dopo continue spese e pressanti trattative, era riuscito ad ottenere questo corpo appartenente ad “una giovine di 20 anni in circa ben fatto”.

E’ forse superfluo rammentare quanto sia difficile dimostrare la veridicità del martirio e del nome stesso di Fortunia. A noi comunque interessa ricordare che Santa Fortunia fu eletta a protettrice di Poggio Cinolfo, sotto la spinta della fede di tutta la popolazione che ancora oggi è gelosa e orgogliosa di avere questa “giovine” martire nella propria chiesa principale.

Riferimento autore: Terenzio Flamini.

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Il 15 Maggio 1808 il corpo di Santa Fortunia viene trasportato con una solennissima processione dalla Chiesa di san Pietro, dove era giunto da Roma il 12 Maggio, fino alla chiesa principale di Santa Maria Assunta. Da allora possiamo venerare questa Santa, il cui corpo fu rinvenuto in uno scavo nelle catacombe del Pretestato all’inizio dell’Appia Pignatelli a Roma. Sembra sia morta martirizzata e vicino al suo corpo fu trovata la piccola lapide attualmente posta nella parte interna del pilastro di destra dell’altare a lei dedicato, con la brevissima epigrafe “Fortunia in pace”.

L’interessamento per l’acquisto del “Corpo santo” si deve alla popolazione del paese e soprattutto a Don Giuseppe Segna, allora Arciprete di Poggio Cinolfo. Egli, già verso la fine del 1700, era in contatto con un canonico di Santa Maria Maggiore in Roma e solo dopo continue spese e pressanti trattative, era riuscito ad ottenere questo corpo appartenente ad “una giovine di 20 anni in circa ben fatto”.

E’ forse superfluo rammentare quanto sia difficile dimostrare la veridicità del martirio e del nome stesso di Fortunia. A noi comunque interessa ricordare che Santa Fortunia fu eletta a protettrice di Poggio Cinolfo, sotto la spinta della fede di tutta la popolazione che ancora oggi è gelosa e orgogliosa di avere questa “giovine” martire nella propria chiesa principale.

Riferimento autore: Terenzio Flamini.

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